Alberta, svolta a sinistra: vince la candidata contraria agli oleodotti delle sabbie bituminose

Rachel Notley: «Non mi farò condizionare dalla lobby del Keystone XL. Più tasse ai petrolieri»

[8 maggio 2015]

L’incubo politico dell’industria petrolifera delle sabbie bituminose dell’Alberta aveva le fattezze di una bella e gentile signora 44enne, Rachel Notley, e si è davvero materializzato con la vittoria del suo  New Democratic Party  (Ndp) che ha interrotto  quasi 44 anni di potere e 12 governi di fila del Progressive Conservative  Party (Pcp). Per l’Alberta, considerata a ragione la provincia più conservatrice del Canada, si tratta di una vera e propria rivoluzione, un cambiamento epocale le cui scosse si faranno probabilmente sentire in tutto il Paese. Infatti la svolta è stata direttamente a sinistra, e l’Ndp ha ottenuto una maggioranza senza precedenti, conquistando tutti i 19 seggi ad Edmonton e sfondando in roccaforti della destra come  Calgary e Lethbridge. Alla fine la sinistra si è aggiudicata 54 seggi ed i conservatori sono arrivati solo terzi, con 11 seggi, dietro il Wildrose party, una formazione di destra locale.

Se è vero che l’elettorato ha punito i conservatori che hanno trasformato la politica in Alberta in un arrogante clientelismo che sembrava senza alternative, è anche vero che il petrolio aveva garantito una pace sociale e il consenso al Pcp. La disastrosa campagna elettorale dei conservatori è stata tutta giocata sulla paura del nuovo ed il loro leader, Jim Prentice, che ha voluto le elezioni anticipate per imporre un’austerità respinta sia dalla sinistra che dalla destra, alla fine ha pagato l’azzardo.

Il problema è che non poteva far altro: il bilancio dell’Alberta era in rosso da anni, dopo che il prezzo del petrolio è sceso, erodendo il bilancio della Provincia. Alla Notley  è bastato sferrare l’attacco ai petrolieri per far saltare quello che ormai sembrava un regime inossidabile.

La Notley  è  una delle più importanti figure dell’Ndp  ed ha condotto una campagna elettorale intelligente introducendo tematiche prima impensabili nell’Alberta, come l’aumento dell’imposta sul reddito d’impresa, e soprattutto ha detto chiaramente che non si farà condizionare dalle lobby che spingono per realizzare oleodotti controversi come il Keystone Xl, che dovrebbe portare il petrolio delle sabbie bituminose fino al Golfo del Messico, in Texas, e il Northern Gateway, che avrebbe dovuto portare il greggio dell’Alberta fino al Pacifico, in British Columbia.

Il trionfo della sinistra ha spazzato via l’immagine dell’Alberta come provincia più filo-business del Canada ed ora gli elettori hanno votato il programma dell’Ndp che vuole aumentare del 12% le tasse ai petrolieri, già in difficoltà perché il calo del prezzo del petrolio sta mettendo fuori mercato lo sporco greggio delle sabbie bituminose. Nell’Alberta sono già stati cancellati decine di progetti che avrebbero avuto impatti ambientali devastanti, ma solo perché non erano più economicamente sostenibili.

La Notley  ha anche promesso una revisione al rialzo delle royalties che pagano le compagnie petrolifere ed ha promesso di rafforzare le politiche della Provincia sul cambiamento climatico,  compresa la graduale eliminazione delle centrali elettriche a carbone, poi aumenterà la tassa sui grandi emettitori di gas serra.

Una svolta incredibile rispetto all’ecoscettico Prentice che aveva tentato addirittura di far pressione sul presidente statunitense Barack Obama perché desse il via libera al Keystone XL, assumendo una società di pubbliche relazioni Usa per condurre una campagna per neutralizzare l’opposizione degli ambientalisti contro il mega-oleodotto.

I conservatori tremano in tutto il Canada perché è caduta la diga dell’Alberta  e sanno che l’opinione pubblica in tutto il Paese è contraria ad un ulteriore espansione delle sabbie bituminose ed ad altri mega-oleodotti. Come scrivono diversi giornali canadesi «La Notley ha capitalizzato la tempesta perfetta di condizioni politiche che hanno permesso ad un candidato progressista per conquistare il potere».

Quando è stato eletto premier Prentice era molto popolare , ma poi il suo  bilancio e la sua sudditanza verso i petrolieri sono diventati sinonimo di disastro. Nel dicembre 2014,  nove membri del Wildrose  Party erano passati con i conservatori, dando al governo Prentice una maggioranza enorme che il premier credeva di poter utilizzare per fermare l’avanzata della sinistra.  Ma gli elettori di destra vedevano nel Wildrose l’unico controllo sullo strapotere dei Tory e la campagna acquisti si è rivelata disastrosa per Prentice. Alla fine la sinistra è risultata molto più credibile e coerente ed un terzo degli elettori del Pcp è passata direttamente al voto all’Ndp.