Alluvione, il ministro Galletti a Rossano. Legambiente: «La Calabria ha bisogno di verità sui disastri “naturali”»

[13 agosto 2015]

Rossano torrente Cittera

Dopo l’alluvione che ha devastato Rossano, in Calabria, è stato celere l’arrivo del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, ma «ci auguriamo – dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – che il Ministro Galletti non sia venuto in Calabria solo a constatare da vicino quello che era verificabile anche dalle immagini diffuse su tutti i giornali».

«Galletti ci aiuti a capire se il disastro è avvenuto per cause naturali oppure è la mano dell’uomo ad averlo provocato. Se c’è attinenza tra quanto successo e la mancata manutenzione dei fiumi e dei torrenti (come il Citrea), se le costruzioni abusive presenti nel territorio e la cementificazione di aree prima a verde pubblico, a destinazione agricola o non si siano poi trasformate in aree di espansione edilizia con l’approvazione dei piani urbanistici comunali per obbedire alle lobby clientelari e delle macchine del voto del cemento aggravando una situazione già complicata dall’orografia del territorio. Ci aiuti a capire, signor Ministro, se sia fondata la denuncia fatta nel 2013 sul torrente Coriglianeto e Leccalardo a Corigliano e se si sia costruito o meno abusivamente ed illegalmente in una zona classificata ad alto rischio idrogeologico e se nell’alveo del fiume Crati ancora insistono illegalmente agrumeti».

La Calabria – incalzano gli ambientalisti del Cigno verde – ha bisogno di verità sui disastri che la devastano in maniera “naturale” e puntuale ogni anno. Ci aiuti a conoscere la verità, ad esempio, sull’alluvione dell’area archeologica di Sibari del 2013. Chi sono i responsabili e quali sono le responsabilità di chi doveva vigilare, manutenere, programmare e realizzare opere a tutela dell’area archeologica e non lo ha fatto. Ci aiuti a sapere chi è responsabile della frana che nel marzo di quest’anno ha colpito la contrada Foresta di Petilia Policastro e faccia chiarezza sulle responsabilità della mancata regimazione delle acque piovane e se la frana in quel caso è stata provocata da lavori non autorizzati oppure è tutta colpa delle costruzioni abusive realizzate in quell’area.

«Visto che il ministro si trova in Calabria – conclude Falcone – chieda alla Regione una legge per bloccare il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio costiero, convinca i governanti calabresi che questa è la strada da seguire. Si convinca anche Lei stesso Ministro che una legge contro il consumo di suolo, nell’anno dedicato al suolo, è una necessità per il nostro Paese. Si convinca Galletti, e convinca gli amministratori locali ad un vero cambio di passo perché alla Calabria servono sopralluoghi e concretezza delle azioni, non servono misure straordinarie ma azioni ordinarie di manutenzione dei fiumi, dei boschi ed una corretta pianificazione territoriale. In tal senso ci dia anche una mano il prof. Rossi, neoassessore regionale alla pianificazione».