Alluvioni in Calabria e Sicilia. M5S: «Il Paese paga le bugie di Renzi sul dissesto»

I Geologi: “Non possiamo prendercela con una montagna o con un fiume se ogni anno abbiamo morti»

[2 novembre 2015]

Calabria alluvione

Di fronte a quanto sta accadendo ancora una volta in Calabria e in Sicilia, alluvioni, esondazioni, frane, danni alle infrastrutture e alle abitazioni,  Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, ha detto: «Binari spazzati via, strade che crollano, purtroppo  una vittima e soprattutto la prova chiara che in Italia il cittadino non sa ancora come comportarsi in caso di una grave emergenza. La prima cosa da fare è quella di non andare nei sottoscala, non scendere negli scantinati, non fermarsi sotto ai ponti, non prendere sottopassaggi. Queste sono le prime cose da fare quando c’è un’alluvione. Non siamo dinanzi solo ai cambiamenti climatici ma anche alla carenza infrastrutturale del Paese soprattutto al Sud. Una carenza che riguarda il sistema fognario e quello viario. Oggi in Italia la gente inizia a chiedere alla classe politica se ci sono geologi negli enti pubblici e questo grazie ad un’intensa campagna di comunicazione che abbiamo messo in atto in modo capillare. Certo siamo già dinanzi ad un risultato importante perché prima l’opinione pubblica era molto distante dalla categoria dei geologi tuttavia, nel 201, in Italia i geologi non sono nelle pubbliche amministrazioni. Quanti comuni hanno un geologo? Ed ecco che il sindaco che programma la politica per il piano di difesa del territorio lo fa con figure professionali apprezzabili ma che non hanno le competenze e le sensibilità del geologo. Oggi assistiamo a frane continue, morti con conseguenti danni. Non possiamo prendercela con una montagna o con un fiume se ogni anno abbiamo morti. La colpa è dell’operato dell’uomo. Certo finalmente dopo anni anche il Governo ha iniziato a vedere la presenza del Geologo chiamandoci a supportare l’elaborazione del Piano Anti Dissesto ma il cammino da fare è lungo e non privo di ostacoli in quanto dobbiamo mettere mano alla più grande opera pubblica: recupero del territorio italiano».

Era già intervenuto anvhe il Consiglio dei geologi della Calabria: «Ancora una vittima causata da fenomeni legati al dissesto idrogeologico e tanti danni alle cose. Il problema del rischio idrogeologico e’ serio: sappiamo bene ormai che esso non soltanto espone a rischio l’incolumita’ pubblica, ma mette in ginocchio anche le economie locali, che in Calabria sono gia’ notoriamente povere. E mentre in queste ore stiamo vivendo una fase di allerta meteo – prosegue la nota – ci ritroviamo costretti a ritornare su un tema diventato un ritornello maledetto. Contro il Rischio idrogeologico è necessario intervenire concretamente e con urgenza. Sino ad oggi, le istanze dell’Ordine dei Geologi sono state accolte soltanto nella teoria. Forse un primo segnale dell’avvio di attività concreta da parte del Governo regionale è rappresentata dall’istituzione dell’UOA Protezione Civile regionale, deputata anche mettere ordine e coordinare tutte le altre strutture regionali e sub-regionali in materia di difesa del suolo e rischio sismico; ma il lavoro da fare è  davvero tanto, e non c’è tempo da perdere, come dimostrano le criticità che stanno accadendo».

I geologi sottolineano  che «Con la nomina del geologo Carlo Tansi a capo di tale UOA Protezione Civile regionale, al quale auguriamo buon lavoro le aspettative crescono, e da alcune sue dichiarazioni a caldo sembrerebbe che la linea d’indirizzo che adotterà  per contrastare tali criticita’ sara’ basata su azioni concrete, alcune delle quali già da tempo sono state segnalate dall’Ordine dei Geologi alla politica. Auspichiamo che il nuovo Capo della Protezione Civile regionale riesca a concretizzare queste azioni, tra cui l’istituzione di Presidi territoriali di geologi esperti deputati al monitoraggio costante del territorio ai fini preventivi, l’avvio di un’efficace attività manutentiva del territorio, l’avvio di attività concrete per contrastare l’abusivismo, l’incremento della componente geologica nella pubblica amministrazione: paradossalmente quella del geologo è la figura professionale meno rappresentata negli Enti pubblici. In Calabria le risorse sono sempre carenti, come dimostrano anche i circa soli 90 milioni di euro da spendere in 7 anni, previsti nella programmazione dei fondi comunitari 2014/2020. Il Presidente Mario Oliverio ha dichiarato che tali risorse destinate per la mitigazione del rischio idrogeologico saranno sicuramente integrate con altri fondi: noi auspichiamo che sia davvero cosi».

Il Movimento 5 Stelle attacca direttamente governo e ministero dell’ambiente: «Dopo la Sicilia tocca alla Calabria: regioni sbriciolate dal maltempo, con infrastrutture e strade crollate, intere cittadine isolate, acquedotti devastati. Il tutto mentre appena venerdì scorso il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo alla Camera insisteva che il governo aperto cantieri e stanziato fondi contro il dissesto».

Numeri che non convincono i parlamentari M5S calabresi e i membri delle Commissioni Ambiente: «La più grande opera pubblica immaginabile, la messa in sicurezza del Paese, con questo governo è una chimera. Non solo, ma l’unico intervento arrivato, l’allentamento del patto di stabilità interno per interventi contro il dissesto, è previsto nel decreto economico sociale in discussione in questi giorni ma solo per alcune città del Nord. Mentre le varie leggi di Stabilità sono fatte apposta per distrarre i fondi della manutenzione e smistarli sulle varie promesse elettorali».

Luigi Di Maio annuncia «Un emendamento per chiedere che l’allentamento del patto non sia esclusivo per le città indicate ma che sia esteso anche a tutto il Sud devastato e isolato dal maltempo. Milioni di euro di danni per il maltempo in poche ore  chi pagherà? Bisogna intervenire subito per la messa in sicurezza del Paese, la stagione delle piogge è appena iniziata. E invece i ministri di questo governo insistono con mega impianti, mega infrastrutture, progetti che continuano a consumare suolo. È ora di invertire la rotta. E di farlo subito».