Anche aprile è stato il più caldo mai registrato. Molti incendi, poco ghiaccio. CO2 già a 400 ppm

Nasa: «Possibilità superiore al 99%, il 2016 sarà l'anno più caldo mai registrato»

[16 maggio 2016]

Aprile a NASAGISS4-16

Un report della Nasa ha appena confermato  che l’aprile appena trascorso è stato il più caldo mai registrato e anche  il periodo gennaio-aprile è stato di gran lunga il più caldo da quando l’uomo registra le temperature. Secondo Stefan Rahmstorf, a capo dell’Earth System Analysis del Potsdam Institute for Climate Impact Research, «il margine con il quale aprile 2016 ha battuto il record precedente per aprile è tre volte più grande (0,24 ° C) rispetto a qualsiasi margine di un precedente record di aprile (il più grande è stato 0,08 ° C)».

Invece, che il periodo gennaio-aprile sia stato il più caldo mai registrato non è non è una sorpresa: anche marzo aveva battuto ogni record di caldo e altrettanto avevano fatto gennaio e febbraio e tutti con grande margine rispetto ai record precedenti.

Gavin Schmidt, a capo del Goddard Institute of Space Studies della Nasa, sottolinea su twitter che c’è un modello tra quanto è caldo il periodo gennaio – aprile e quanto sarà caldo tutto l’anno e  che se questo modello è valido, «allora c’è una possibilità superiore al 99%, che il 2016 sarà l’anno più caldo mai registrato».

Su Climate Progress Joe Romm fa notare che «Le temperature torride hanno interessato per molti mesi la regione artica, e questo significa che abbiamo le condizioni ideali sia per gli incendi cheper loscioglimento dei ghiacci». Il 2015 ha stabilito il record per l’anno più caldo di sempre ed è stato anche l’anno record per gli incendi boschivi negli Usa, con oltre 11 milioni di acri bruciati, in Siberia, Mongolia e Cina che hanno subito enormi incendi.

Quest’anno, la patria delle sabbie bituminose, la provincia canadese dell’Alberta, ha battuto ogni record di caldo e siccità e sta subendo la devastante tempesta di fuoco di Fort McMurray In un’intervista alla CBC, Jonathan Overpeck, un climatologo dell’Università dell’Arizona, ha evidenziato che «Non c’è solo l’Alberta: gli incendi alimentati dal riscaldamento climatico sono in aumento. Gli incendi nell’Alberta sono un ottimo esempio di ciò che vedremo sempre di più: il riscaldamento significa neve che si scioglie prima,  suoli e vegetazione che seccano prima e la stagione degli incendi che inizia prima. E ‘un disastro».

E gl incendi aumentano il riscaldamento globale perché emettono nell’atmosfera più biossido di carbonio, amplificando e accelerando il cambiamento climatico che a sua volta causa più incendi.

La Nasa sottolinea che aprile è stato particolarmente caldo nell’Artico (ma anche il Mediterraneo centro-orientale e l’Italia non scherzano) e che probabilmente continuerà ad esserlo per tutto l’anno. Romm ricorda che «I modelli climatici hanno sempre previsto  che il riscaldamento causato dall’uomo sarebbe stato almeno due volte più veloce nella regione artica che nel pianeta nel suo complesso. Quindi non è una sorpresa che, con il formidabile caldo record nell’Artico, continuiamo a battere il record di scioglimento del ghiaccio». E le temperature estive, che si annunciano eccezionali, in Groenlandia scioglieranno ancora più velocemente i ghiacciai della più grande isola del mondo.

Per quanto riguarda il ghiaccio marino artico, secondo il Danish Meteorological Institute  continua a disintegrarsi a ritmi sempre più veloci.

Se è vero che nel 2015 e all’inizio del 2016  l’El Niño “Godzilla” ha dato un grosso contributo alle temperature record è anche vero che il picco record delle temperature sta avvenendo in un quadro di rapido riscaldamento globale.  Andy Pitman, direttore dell’ARC Centre of Excellence for Climate System Science dell’università australiana del New South Wales, ha detto al Guardian che  «La cosa interessante è la scala a cui stiamo battendo i record di rottura.  Sta tutto chiaramente andando nella direzione sbagliata. Gli scienziati del clima avevano messo in guardia su questo almeno dagli anni ‘80. Ed è stato sanguinosamente evidente fin dagli anni 2000. Allora, dov’è la sorpresa? I dati recenti mettono  in dubbio l’obiettivo di appena 1,5° C di riscaldamento concordato recentemente a Parigi. L’obiettivo 1,5° C, è un pio desiderio. Non so se otterremmo gli 1,5° C cessassimo le emissioni oggi. C’è l’inerzia del sistema. Stiamo mettendo una forte pressione sui 2° C ».

Il caldo record di El Niño hanno scatenato il caos negli ecosistemi di tutto il mondo, innescando il terzo sbiancamento globale dei coralli mai registrato, che ha colpito duramente il 93% della Grande barriera corallina australiana, con morie estese a nord e con il 90% del corallo morto in alcuni reef.

Ma i dati di aprile confermano che  nella stazione di misurazione di Cape Grim,  Tasmania, Australia a  è già stata superata la soglia simbolica delle 400 parti per milione (ppm) di CO2 e Pitman conclude: «La cosa che sta causando che il riscaldamento, sta andando sempre più. Così, le temperature oceaniche fredde che avremo con La Niña saranno più calde di quanto  avremmo mai visto qualche decennio fa» e le barriere coralline potrebbero non essere in grado di recuperare.