Ancora valanghe sulle Alpi. Wwf: «Effetti del cambiamento climatico»

Le tragedie della montagna si possono evitare con maggiore prevenzione, ma la lotta al cambiamento climatico è emergenza globale

[7 marzo 2017]

Il Wwf interviene sulla nuova  valanga che ha travolto sciatori e escursionisti sulle montagne alpine. «Il bilancio per fortuna stavolta non sembra tragico, come fu purtroppo il mese scorso quando 4 snowboardisti sulle stesse piste morirono sepolti da una slavina. Soccorsi e accertamenti su questo evento sono ancora in corso, ma sembra che il cambiamento climatico aumenti  in modo esponenziale il rischio valanghe sulle nostre montagne. In primavera si assiste a forti aumenti di temperatura che agiscono come ‘innesco’ micidiale per i versanti dove si è accumulata più neve nel periodo invernale».

Secondo il direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna, «Si tratta di fenomeni su cui esiste una letteratura scientifica: per questo occorrerebbe che chiunque frequenti le montagne abbia  una maggiore attenzione e prevenzione. Sappiamo che le Alpi stanno subendo una contrazione importante dei ghiacciai: si stanno fondendo non solo quelli a quote più basse, come l’Ortles, ma anche quelli di alta quota e questo fenomeno è diffuso e documentato su tutti i ghiacciai presenti sul nostro pianeta. Tutto questo avrà sicuramente gravi ripercussioni a lungo termine per le risorse idriche delle popolazioni che vivono a valle. Assistiamo inoltre a eventi tragici di slavine e valanghe, come quest’ultimo in Francia. Molti studi dimostrano come le valanghe e le slavine siano favorite dalla fusione dei ghiacciai e dalla variabilità climatica che alterna ondate di gelo a ondate di caldo».

Il Wwf aggiunge: «Insomma, da un lato dobbiamo convivere con il cambiamento climatico  ormai inevitabile, dall’altro dobbiamo da subito limitare l’uso dei combustibili fossili per evitare che la situazione diventi catastrofica».

Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia, conclude: «I campanelli d’allarme si moltiplicano, sono ormai una sirena globale E’ di oggi la notizia che nelle prossime settimane si prevede che le misurazioni giornaliere supereranno le 410 parti per milione di concentrazione di CO2 in atmosfera. La politica deve smettere di fare solo “chiacchiere e distintivo”: occorrono provvedimenti radicali, rapidi, orientati all’obiettivo primario di limitare il riscaldamento globale, dando concreta attuazione all’Accordo di Parigi. E poi occorre porre il rischio climatico alla base di tutti i progetti economici e sociali, per minimizzare l’impatto e adattarci: capendo, per esempio, che il turismo della neve ai tempi del cambiamento climatico non potrà essere lo stesso di decine di anni fa. Ma questo vale per tutte le attività economiche e opere umane. Comprese quelle della nostra vita quotidiana».