Dove andranno gli uccelli migratori se si scioglie l’Artico?

L’83% delle specie di uccelli artiche potrebbero perdere la maggior parte del loro areale entro il 2070

[1 agosto 2016]

uccelli Artico 2

I cambiamenti climatici potrebbero rendere gran parte dell’Artico inadatto per milioni di uccelli migratori che ogni anno raggiungono l’estremo nord del mondo per riprodursi. A dirlo è lo studio “Rapid climate-driven loss of breeding habitat for Arctic migratory birds”, appena pubblicato su Global Change Biology da un team di ricercatori australiani, norvegesi, danesi, russi e statunitensi e la loro leader, Hannah Wauchope, della School of Biological Sciences dell’università del Queensland ha sottolineato che «Le condizioni per l’allevamento adatte per uccelli limicoli artici potrebbero collassare entro il 2070. Questo significa che i Paesi di tutto il mondo avranno un minor numero di uccelli migratori che raggiungono le loro coste».

Gli uccelli  limicoli che nidificano nell’Artico intraprendono alcuni tra  più lunghi viaggi migratori noti nel regno animale, con molte specie che migrano per più di 20.000 km l’anno per sfuggire all’inverno del nord. Per esempio, la Pittima minore (Limosa Lapponica) vola dall’Alaska alla Nuova Zelanda in un unico volo di 12.000 chilometri senza mai atterrare.

Secondo lo studio, con il riscaldamento globale gli uccelli migratori saranno costretti ad ammassarsi sempre più a nord su  piccole isole nell’Oceano Artico e questo potrebbe causare drastici cali delle popolazioni di avifauna migratoria nelle regioni più duramente colpite, mentre alcune specie di uccelli potrebbero dover addirittura cambiare completamente le loro rotte migratorie, migrando in habitat inadatti.

La Wauchope ricorda che «Il cambiamento climatico sta anche aprendo l’Artico a minacce come le miniere e il turismo e dobbiamo fare in modo di proteggere i luoghi chiave per tutte le specie artiche, compresi  gli incredibili uccelli migratori».

Un altro dei ricercatori che hanno partecipato allo studio, Riched Fuller, dell’ARC Centre of excellence for environmental decisions, sottolinea che «La maggior parte delle popolazioni migratorie seguono rotte migratorie ben definite. Questo rende i limicoli un gruppo eccellente per studiare come il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto sulle aree di riproduzione e le azioni di conservazione che potrebbero far fronte a questi impatti». La ricerca ha modellato le condizioni climatiche ideali per la nidificazione di 24 specie di uccelli limicoli artici e le ha confrontate con le condizioni previste per il  2070. I ricercatori hanno anche esaminato l’impatto sugli uccelli artici dell’ultimo grande evento di riscaldamento climatico planetario avvenuto tra circa 6000 a 8000 anni fa.

La Wauchope conclude: «Le condizioni di allevamento climaticamente adeguate potrebbero cambiare e contrarsi per i prossimi 70 anni, con un massimo dell’83% delle specie di uccelli artiche che potrebbe perdere la maggior parte del loro areale  attualmente adatto. Questo supera di gran lunga gli effetti dell’ultimo grande evento di riscaldamento della Terra, ma le prove genetiche suggeriscono che anche allora gli uccelli lottarono per sopravvivere al riscaldamento. Si prevede che le condizioni climatiche adatte declinino più velocemente nelle aree con la maggior parte delle specie (Alaska occidentale e Russia orientale), dove gli uccelli artici stanno già diventando vulnerabili alla “shrubification” della tundra e allo spostamento verso nord di predatori come le volpi rosse».