Antartide: gigantesca crepa nella banchisa, si sposta e chiude la stazione di ricerca britannica

Voragine nel Brunt Ice Shelf profondo 150 metri. Il Bas evacua una delle su più importanti stazioni di ricerca

[17 gennaio 2017]

Il British Antarctic Survey (Bas) ha deciso di chiudere e spostare la sua stazione di ricerca antartica Halley VI per motivi di sicurezza. La stazione, che si trova sulla banchisa galleggiante del Brunt Ice Shelf in Antartide, sarà chiusa tra marzo e novembre 2017, con l’arrivo dell’inverno antartico.

Il Bas spiega che «Le modifiche nel  ghiaccio, in particolare la crescita di un nuovo crack, presenta un quadro glaciologico complesso che significa che gli scienziati del Bas non sono in grado di prevedere con certezza cosa accadrà alla banchisa glaciale durante il prossimo inverno antartico. Come misura precauzionale il Bas sposterà il suo personale prima che cominci l’inverno antartico».

La stazione Halley VI sta per essere trasferita a 23 km dalla sua sede attuale, per portarla a monte  di una enorme fenditura, prima dormiente, che ha cominciato a mostrare i primi segni di aumento nel 2012.

Nell’ottobre 2016 è comparsa una seconda crepa a circa 17 km a nord della stazione di ricerca. Da allora glaciologi hanno monitorato l’aumento di questo crack utilizzando una rete di strumenti GPS, che misurano la deformazione del ghiaccio, le immagini satellitari dell’Agenzia spaziale europea, radar che penetrano nel sottosuolo, e filmati girati con droni sul posto, «che mostrano che i recenti cambiamenti nel  Brunt Ice Shelf non sono stati mai visti prima».

I ricercatori britannici hanno  realizzato modelli al computer per realizzare mappe batimetriche per determinare se si tratti dei segni del parto di un gigantesco iceberg e l’impatto che questo fenomeno potrebbe avere sulla restante banchisa, ma hanno concluso di «non essere in grado di prevedere con certezza cosa accadrà alla banchisa di ghiaccio durante il prossimo inverno antartico e oltre».

Secondo il Bas, «Non c’è alcun rischio immediato per le persone attualmente nella stazione, o per la stazione stessa. Tuttavia, c’è sufficiente incertezza su ciò che potrebbe accadere al ghiaccio durante il prossimo inverno a venire». Questo ha costretto il Bas a cambiare i suoi piani operativi in Antartide anche se conferma che sarebbe in grado di evacuare velocemente il suo personale, durante l’estate antartica,  se la frattura nella banchisa provocasse il distacco dell’intera area.

Ma accedere alla Halley con una nave o un aereo è estremamente difficile durante i mesi invernali con 24 ore di buio al  giorno, temperature estremamente basse e il mare ghiacciato. Il direttore del Bas ha quindi deciso che per motivi di sicurezza, bisogna chiudere la stazione come misura precauzionale ed evacuare l’intero staff prima che cominci l’inverno antartico. Attualmente  nella stazione di ricerca britannica ci sono 88 persone, compreso il personale che lavora solo l’estate, quelli che lavorano al progetto delocalizzazione e 16 scienziati  che sarebbero dovuti restare per l’inverno.

Il Bas sottolinea che «Attualmente, viene fatto ogni sforzo per garantire la continuità dell’acquisizione di dati scientifici a lungo termine in queste circostanze. Sono allo studio opzioni per ridistribuire temporaneamente i team  di ricerca e di assistenza tecnica ad altre parti del Bas».

La Halley VI Research Station è una piattaforma importante a livello internazionale per l’osservazione globale da Terra e dallo spazio del tempo atmosferico in un’area climatica sensibili.  Nel 2013 l’Halley VI ha ottenutolo status di Global atmosphere watch (Gaw) dalla World meteorological organization (Wmo), la terza ad ottenere questo riconoscimento in Antartide e la 29esima nel mondo.

Attualmente, la stazione Halley VI è in un’area del  Brunt Ice Shelf spessa 150 metri. Questa banchisa ghiacciata galleggiante scorre ad una velocità di 0,4 km all’anno ad ovest verso il mare dove, a intervalli irregolari, partorisce degli iceberg. La Halley è fondamentale per studi importanti come quelli sull’impatto degli eventi meteorologici spaziali estremi spaziali, i cambiamenti climatici e i fenomeni atmosferici. Sono state le misurazioni dell’ozono a fatte dalla Halley che nel 1985 hanno portato alla scoperta del buco dell’ozono sopra l’Antartide ed ora viene utilizzata per monitorare e valutare il suo recupero.

Proprio il monitoraggio a lungo termine dei cambiamenti naturali che si verificano sulla banchisa glaciale ha  rivelato grandi cambiamenti in Antartide, compresa la recente espansione di una voragine che è stato si era stata “fera” per circa 35 anni. I lavori preparatori per la ri-localizzazione sono stati effettuati  – e quasi completati – attraverso lo sganciamento degli 8 moduli della stazione 8 e con  l’utilizzo di grandi trattori per trasportare ogni modulo verso l’interno. Dal 1956 ad oggi, sul Brunt Ice Shelf ci sono state 6 stazioni di ricerca Halley.

Il direttore delle operazioni, il capitano Tim Stockings, conclude: «L’Halley VI Research Station  posa su  una piattaforma di ghiaccio galleggiante. E’ stata progettata appositamente per spostarsi  verso l’interno, se necessario. L’attuale lavoro per trasferire la nostra stazione sta andando molto bene. Prevediamo che questo impegnativo progetto di ingegneria verrà completato come previsto entro i primi di marzo 2017. Vogliamo fare la cosa giusta per la nostra gente. Riportarli a casa per l’inverno è una precauzione prudenziale, dati i cambiamenti che i nostri glaciologi hanno osservato negli ultimi mesi nella banchisa di ghiaccio. Il nostro obiettivo è quello di preparare per l’inverno la stazione e lasciarla pronta per la sua ri-occupazione il più presto possibile dopo l’inverno antartico».