Antropocene: la prossima glaciazione rimandata di 100.000 anni dalle attività antropiche

L’umanità stessa è diventata una forza geologica, siamo nell’era Deglaciale?

[15 gennaio 2016]

glaciazione

Il riscaldamento globale di origine antropica avrebbe una faccia nascosta e a prima vista positiva. Infatti, secondo lo studio “Critical insolation–CO2 relation for diagnosing past and future glacial inception” pubblicato su Nature il cambiamento climatico originato dall’uomo ha impedito che iniziasse uin’altra era glaciale. Ma i ricercatori del Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung (PIK)  che hanno guidato il team di ricerca tedesco dicono che non c’è molto di cui rallegrarsi: «L’umanità è diventata una forza geologica che è in grado di sopprimere l’inizio della prossima era glaciale». Gli scienziati del PIK hanno scoperto che «La relazione tra insolazione e concentrazione di CO2 nell’atmosfera è il criterio chiave per spiegare gli ultimi otto cicli glaciali nella storia della Terra» e i loro risultati dimostrano che «L’interferenza umana, anche moderata, con il bilancio naturale del carbonio del pianeta potrebbe rinviare la prossima glaciazione di 100.000 anni».

Il principale autore dello studio, Andrey Ganopolski, spiega che «Anche senza i cambiamenti climatici di origine antropica ci aspetteremmo l’inizio di una nuova era glaciale non prima di a 50.000 anni da oggi – che rende l’Olocene, l’attuale era geologica, un periodo insolitamente lungo tra le ere glaciali. Tuttavia, il nostro studio dimostra anche che anche emissioni supplementari di CO2 relativamente moderate  prodotte dalla combustione di petrolio, carbone e gas sono già sufficienti a rinviare la prossima era glaciale di altri 50.000 anni. La linea di fondo è che abbiamo fondamentalmente saltato un intero ciclo glaciale, il che non ha precedenti. E’ sbalorditivo che l’umanità sia in grado di interferire con un meccanismo che forma il mondo così come lo conosciamo».

Per la prima volta, la ricerca ha potuto  spiegare l’insorgenza delle ultime 8 glaciazioni,  quantificando diversi fattori chiave che hanno preceduto la formazione di ogni ciclo glaciale. «I nostri risultati indicano una relazione funzionale unica tra l’insolazione estiva e atmosferica di CO2  per l’inizio di una crescita delle calotte glaciali  di grandi dimensioni che non solo spiega il passato, ma ci permette anche di prevedere  quando potrebbe verificarsi di nuovo l’inizio di un’era glaciale», dice Ganopolski.

Una ricercatrice del PIk che ha partecipato allo studio, Ricarda Winkelmann, sottolinea che «A causa della durata di vita estremamente lunga della CO2 antropogenica nell’atmosfera, le emissioni passate e future hanno un impatto significativo sui tempi del prossimo inizio glaciale. La nostra analisi di mostra che anche piccole emissioni di carbonio supplementari molto probabilmente influenzeranno l’evoluzione dei ghiacciai dell’emisfero settentrionale per decine di migliaia di anni e  i prossimi moderati tagli  di CO2 antropogenica da 1.000 a 1.500 miliardi di tonnellate di carbonio provocheranno il ritardo della prossima era glaciale di almeno 100.000 anni».

La ricerca dei driver glaciali resta una delle più affascinanti questioni dell’analisi del sistema Terra e soprattutto della paleoclimatologia, lo studio dei cambiamenti climatici in tutta la storia del nostro pianeta. Di solito, l’inizio di una nuova era glaciale è caratterizzata da periodi di bassa radiazione solare in estate, come accade attualmente, ma però non ci sono prove dell’inizio di una nuova era glaciale: «Questa è il motivo  del nostro studio. Svelare il mistero dei meccanismi che hanno portato ai cicli glaciali del passato facilita anche la nostra capacità di prevedere il prossimo inizio glaciale», spiega ancora la Winkelmann.

Il direttore del PK, Hans Joachim, conclude «Come nessun altra forza sul pianeta, le ere glaciali hanno modellato l’ambiente globale e in tal modo determinato lo sviluppo della civiltà umana. Ad esempio, dobbiamo il nostro terreno fertile all’ultima glaciazione che anche scavato i  territori odierni, lasciandosi dietro  ghiacciai e fiumi, formando fiordi, morene e laghi. Tuttavia, oggi è l’uomo con le sue emissioni prodotte dalla combustione di combustibili fossili che determina lo sviluppo futuro del pianeta. Questo dimostra molto chiaramente che siamo da tempo entrati in una nuova era nell’Antrpocene l’umanità stessa è diventata una forza geologica. In realtà, potrebbe essere stata  inaugurata un’epoca che potrebbe essere soprannominata la Deglaciale»