Apre la conferenza sul cambiamento climatico di Bangkok. Il presidente delle Fiji: 25 anni di parole

«A Katowice rischiamo il caos». Espinosa: «La Cop24 è ormai dietro l'angolo. Stiamo lavorando contro il tempo»

[4 settembre 2018]

Sullo sfondo di ondate di caldo record,  giganteschi incendi boschivi, siccità e inondazioni in tutto il mondo,  si è aperta nella capitale della Thailandia Bangkok  la Conferenza sul cambiamento climatico dell’ United Nations framework convention on climate change (Unfccc) che dovrebbe preparare gli orientamenti per l’attuazione  dell’Accordo di Parigi  e per fare in modo che linee guida eque e trasparente per tutti vengano approvate dalla 24esima Conferenza delle parti Unfccc che si terrà a dicembre a Katowice, in Polonia  .

L’ennesimo summit climatico degli organismi sussidiari dell’Unfccc e dell’Ad Hoc Working Group on the Paris Agreement si è aperto tra forti richieste di fare dei progressi rispetto all’attuale stallo e climatico. Una richiesta interpretata dal presidente delle Isole Fiji e della COP23, Josaia Voreqe Bainimarama, che ha ricordato che: »In questi pochi giorni a Bangkok avremo l’opportunità di mettere l’Accordo di Parigi sul percorso che va dalle parole all’azione – per renderlo pienamente operativo – e così facendo costruiremo  un trampolino di lancio per l’urgente azione climatica in più di cui abbiamo bisogno. Durante i negoziati di Bangkok deve essere raggiunto un consenso per creare orientamenti chiari per la piena attuazione dell’Accordo di Parigi (…) Fra tre mesi saremo a Katowice e, francamente, non siamo pronti. Non penso che questa affermazione dovrebbe sorprendere chiunque sia in quest’aula, Il nostro principale compito alla COP24 è quello di concordare un pacchetto di decisioni che garantirà la piena attuazione dell’Accordo di Parigi.  Il nostro lavoro nella COP23 e durante  tutto quest’anno è essenziale per raggiungere questo obiettivo. È nostra responsabilità, e io uso questo termine di proposito, concordare le linee guida di implementazione. Costituiscono la road-map che ci permetterà di arrivare a quelle decisioni. Penso che tutti sappiamo che non abbiamo fatto abbastanza progressi, motivo per cui siamo qui in quella che chiamiamo una sessione negoziale “aggiuntiva”. Ma non è solo una sessione aggiuntiva; è una sessione urgente. Senza linee guida di implementazione con le quali tutti possano convivere, a Katowice rischiamo il caos e la possibilità di un ulteriore ritardo nell’impegno urgente di combattere il cambiamento climatico. Qualcuno di noi vorrebbe tornare dalla nostra gente e dire loro che abbiamo avuto la possibilità di fare qualcosa di veramente grande e veramente necessario per il mondo che lasceremo ai nostri figli, ma ci mancava la volontà di farlo? Potremmo affrontarli e dir loro che in questo momento critico, quando la nostra sfida collettiva è così grande, abbiamo foraggiato  coloro che preferiscono andare da soli?»

Rivolto ai delegati Bainimarama  ha ricordato che «Stiamo discutendo da Rio, un quarto di secolo fa. Da quel tempo, sono state create nove nuove Nazioni e abbiamo vissuto una rivoluzione digitale. E dal quel momento anche il riscaldamento della Terra ha accelerato e i mari hanno continuato a salire. Nel nostro primo sforzo per affrontare il cambiamento climatico, sono state pronunciate decine di milioni di parole e quasi tutte le promesse sono fatte alle persone che rappresentiamo. Se tutte le nobili intenzioni di tutte le brave persone che hanno costruito questo processo dal 1992 potessero essere convertite in energia pulita, potremmo risolvere la crisi ora. Ma le intenzioni non sono azioni. Allora eccoci qua. Abbiamo chiesto maggiore ambizione e vi chiederemo di compiere azioni più ambiziose. Ma l’ambizione può essere una parola molto gentile. Come gran parte del linguaggio della diplomazia, è progettato per incoraggiare ma non per offendere. Quindi lasciate  che vi dica cosa significhi per me ambizione e cosa dovrebbe significare per tutti noi. Ambizione significa impegno totale: impegno a perseverare e fare tutto ciò che deve essere fatto, qui e ancora nelle vostre capitali. Significa essere concentrati ed energici. Dobbiamo affrontare le cause dei cambiamenti climatici ora e dobbiamo gettarci all’attacco senza trattenere un’oncia di energia. E significa dimostrare compassione: compassione  per il nostro mondo e per ogni persona e cosa vivente che ci vive».

Il presidente delle Fiji ha sottolineato: «Tutti vediamo le news e leggiamo i rapporti scientifici. In tutto il mondo, gli effetti dei cambiamenti climatici stanno diventando più evidenti e più severi. Nessun Paese o regione è risparmiato e gli effetti in una regione si fanno sentire nelle altre.  Amici, sappiamo tutti che i nostri NDC  (Nationally Determined Contributions, ndr) collettivamente non sono sufficienti per gli obiettivi dell’accordo di Parigi, ed è per questo che non dobbiamo sottovalutare il compito di completare queste linee guida e renderle un trampolino di lancio per l’azione in più di cui abbiamo bisogno. Le linee guida devono consentire alle Parti di comunicare, riferire, riesaminare e rafforzare l’azione per il clima in linea con le loro capacità e farlo in modo trasparente e responsabile nei confronti della comunità internazionale. Linee guida chiare ci daranno maggiore prevedibilità. Costruiranno la fiducia che ci trasformeremo in un mondo a emissioni zero – un mondo più resiliente – e che tutti possiamo cooperare gli uni con gli altri. E ci rassicurano sul fatto  che possiamo sostenere Paesi e comunità che non hanno i mezzi per fare ciò che sanno di dover fare».

Bainimarama  ha concluso: «Questo è un duro lavoro. Ogni nazione deve prendere decisioni che potrebbero essere politicamente difficili. Ma è per questo che siamo stati scelti  come leader,  – perché i leader fanno un duro lavoro, prendono le decisioni difficili per il bene comune e le  difendono. In qualità di leader eletto, devo difendere le politiche e le decisioni con cui alcune persone non sono d’accordo. Ma prendo forza e coraggio quando so nel mio cuore che una decisione non è stata solo una buona politica, ma che era moralmente giusta. Ed è qui che siamo oggi.  Qui, abbiamo qualche giorno per metterci sulla strada del successo alla COP24. Abbiamo gli strumenti per fare quel che dobbiamo fare. Dobbiamo trovare la volontà per farlo. Il fallimento semplicemente non è un’opzione. Proprio come abbiamo fatto a Parigi, possiamo  portare a termine insieme l’incarico. Quindi vi incoraggio: lavorate in buona fede l’uno con l’altro. Superate le divisioni naturali. Trovate un terreno comune. Teniamo fermamente lo sguardo sul bene comune. E poi raggiungiamo insieme il consenso. Se facciamo tutte queste cose, lasceremo Bangkok orgogliosi del fatto che ci siamo avvicinati per adempiere alle nostre responsabilità».

Anche la segretaria esecutiva dell’Unfccc, Patricia Espinosa ha ricordato che «La Cop24 è ormai dietro l’angolo.  Stiamo lavorando contro il tempo. Ora dobbiamo completare il lavoro pesante e dobbiamo farlo rapidamente. L’UN Climate Change  è pronta ad aiutare i Paesi»

Alla vigilia del vertice las Espinosa aveva evidenziato che «Sulla base dei progressi compiuti, i Paesi devono ora compiere un decisivo passo in avanti nella preparazione degli  esiti ambiziosi ed equilibrati di cui abbiamo bisogno a Katowice. Senza la preparazione di un testo negoziale  ufficiale sugli orientamenti di attuazione, ottenere un successo alla Cop24 sarà una sfida. Per i per i negoziatori a Bangkok sarà fondamentale produrre una solida produzione basata su un testo che possa fungere da base per i negoziati conclusivi a Katowice e trasformarsi negli orientamenti di attuazione finali dell’accordo di Parigi alla Cop24. I testi che registrano i progressi fino ad oggi non sono ancora abbastanza raffinati per questo scopo. Con solo sei giorni aggiuntivi per i negoziati a Bangkok, l’UN Climate Change  sta coordinando attentamente le richieste per sostenere pienamente i Paesi nel loro importante compito».

La segretaria esecutiva dell’Unfccc ha concluso: «Ogni anno, gli impatti del cambiamento climatico stanno peggiorando. Ciò significa che ogni anno, i più poveri e vulnerabili, che non hanno contribuito quasi per  nulla al problema, soffrono di più. Completare gli aspetti operativi dell’Accordo di Parigi e sbloccare le azioni pratiche sul clima mettendo in atto gli orientamenti per l’attuazione rappresenta un’opportunità chiave per il processo multilaterale e la società in generale per affrontare un problema globale, senza lasciare nessuno indietro.  Una serie di eventi imminenti nel periodo precedente la Cop24 sono una chiara indicazione che non solo molti protagonisti economici, ma anche la società civile, le città e le regioni stanno cercando di accelerare l’azione climatica. Sempre più tra questi attori stanno allineando le loro visioni strategiche con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. I governi guidano chiaramente il processo di cambiamento climatico. Ma da soli non possono affrontare la sfida e hanno bisogno del sostegno di tutti questi attori. Questo sta lentamente portando a un nuovo multilateralismo più inclusivo per affrontare i cambiamenti climatici, che sta diventando sempre più evidente. Le 2018 Climate Weeks in Africa, Asia e America Latina, il Global Climate Action Summit a San Francisco a metà settembre e la Climate Week di New York verso la fine di settembre, per citarne alcuni, sono tutti eventi che riuniranno intorno al cambiamento climatico sia governi che non-Party stakeholders. Questi eventi dimostrano chiaramente lo slancio globale. Mostrano che il mondo è pronto ad attuare l’accordo di Parigi come previsto dai leader mondiali a Parigi nel 2015»

Il presidente del gruppo dei Paesi meno sviluppati Gebru Jember Endalew ha esortato i delegati del summit di Bangkok ad evitare «una corsa all’ultima ora a Katowice in modo che le voci dei Paesi poveri e vulnerabili siano pienamente ascoltate». Endalew ha invitato i negoziatori a concentrarsi sui finanziamenti per il clima, un punto fermo dei colloqui di Bonn.: «Il finanziamento climatico consente ai Paesi in via di sviluppo di evitare di ripetere una storia di percorsi verso lo sviluppo ad alto contenuto di carbonio e di proteggere delle comunità che ne hanno ben c poca colpa dalle terribili conseguenze di una crisi climatica. Per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, devono venire assegnati trilioni di dollari. Decidere le regole per assicurare la prevedibilità dei fondi sarà anche la chiave per i Paesi in via di sviluppo che pianificano efficacemente l’azione climatica».