Aprile 2018 è stato il terzo più caldo mai registrato

Wmo: estremi climatici in molte aree del mondo. Conferma del trend al riscaldamento sul lungo periodo

[8 maggio 2018]

Secondo i dati dell’European Centre for Medium Range Weather Forecasts del Copernicus Climate Change Service, «L’aprile 2018 è stato il terzo più caldo mai registrato, continuando il trend di temperature superiori alla media che si è protratto per gran parte di questo secolo».

Dati che vengono rilanciati dalla World meteorological organization (Wmo) che ricorda che «Vi sono stati anche notevoli sviluppi negli indicatori a lungo termine sui cambiamenti climatici, compresi i livelli di biossido di carbonio e la copertura di ghiaccio marino. L’aprile 2018 è stato caratterizzato da una serie di eventi meteorologici di grande impatto. Questi sono continuati all’inizio di maggio con violente tempeste che combinavano sabbia, venti forti, fulmini e pioggia che hanno ucciso più di 100 persone e ne hanno ferite circa 300 negli stati indiani dell’Uttar Pradesh e del Rajasthan».

Durante la stagione pre-monsonica queste tempeste sono comuni in Indie e Le tempeste sono comuni nella stagione pre-monsonica in India, e l’India meteorological departmentha emesso regolarmente avvisi e allarmi, ma la Wmo dice che quanto accaduto il 2 maggio è stato eccezionale. Anche le alte temperature hanno favorito la gravità della tempesta di sabbia, soprattutto con le temperature record tioccate  nelle pianure dell’India nord-occidentale: in alcune aree del Rajasthan sono stati superati i  40° C, con temperature massime da 3,1 a  5,0° C superiori alla norma.

In Pakistan è andata anche peggio: il 30 aprile due stazioni meteorologiche hanno riportato temperature di almeno 50° C, picco di un’ondata di caldo che ha colpito la popolosa provincia del Sindh. Un’ondata di caldo estremo iniziata a marzo e che ha interessato tutto il centro.sud del Pakistan, con 30 siti che hanno battuto  i record di temperatura mensili. Un’altra eccezionale ondata di caldo ha colpito il Paese asiatico metà aprile, facendo registrare il 29 e il 30 molti record di caldo in vaste aree della provincia del Sindh, secondo il  Pakistan meteorological department (Pmd), nel sito di Shaheed Benazirabad (Nawabshah) è stato registrato il nuovo record nazionale di temperatura per aprile: 50,2° C.

Anche se l’Archive of weather and climate extremes della Wmo non convalida i dati mensili, sottolinea che è la prima volta in assoluto che ha ricevuto un rapporto su una temperatura superiore ai 50° C ad aprile. Nello stesso giorno, sempre in Pakistan, sono stati registrati 50,0° C è a Jacobabad, e altre cinque stazioni hanno riportato nuovi record per aprile. Per i prossimi due mesi il Pmd prevede temperature sopra la media e ha istituito un centro di allerta precoce a Karachi, il capoluogo del Sindh e la città più popolosa del Pakistan.

La Wmo dice che «La temperatura globale per aprile 2018 era ben al di sopra della media,  Sebbene non eccezionale come i valori dell’aprile 2016 e dell’aprile 2017, era in linea con al rialzo di 0,18° C per decennio osservata nei dati della temperatura globale dal 1979 in poi». Secondo il rapporto Copernicus Climate Change,  «Il periodo di dodici mesi da maggio 2017 ad aprile 2018 è stato di 0,47° C più caldo rispetto alla media del periodo 1981-2010».

La Wmo riassume: a livello globale, aprile 2018 è stato di circa 0,5° C più caldo rispetto alla media di aprile 1981-2010; il terzo aprile più caldo mai registrato, anche se solo un po’ più caldo dell’aprile 2010; circa 0,2° C più freddo rispetto all’ aprile più caldo (2016).

Quello appena passato è stato l’aprile più caldo mai registrato in un certo numero di Paesi, tra cui l’Argentina e la Germania. Secondo il Deutscher Wetterdienst, la temperatura media tedesca di 12,4° C è stata di ben 4,0° C sopra la media 1981-2010,

Temperature molto più alte della media ad aprile sono state registrate anche in alcune parti del Messico e del sud-ovest Usa e gran parte del Nord Africa, in Cina e in Mongolia.

Invece negli Usa centrali e in gran parte del Canada aprile è stato notevolmente più freddo della media, Temperature più basse della media sono state registrate anche in altre poche aree del pianeta.

Nell’Africa orientale ad aprile ci sono state precipitazioni stagionali superiori alla media e inondazioni improvvise che hanno colpito centinaia di migliaia di persone e fatto molte vittime in Etiopia, Kenya, Somalia, Tanzania e Uganda.

Nelle Hawaii, tra il 14 e il 15 aprile, in 24 ore sono caduti  1.262 mm di pioggia misurati da un pluviometro a Kauai, un dato che, se convalidato dall’US National Climatic Extremes Committee,. costituirebbe la più intensa pioggia durante 24 ore mai registrata in tutti gli Usa.

La Wmo ricorda che «Gli eventi estremi fanno parte della variabilità naturale del clima, ma a causa dei cambiamenti climatici dovrebbero aumentare in particolare le ondate di calore e i nubifragi»

La Wmo sottolinea  anche che  ad aprile l’Osservatorio di Mauna Loa alle Hawaii ha documentato per la prima volta una concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera superiore a 410 parti per milione: 410,26 secondo i dati preliminari della   National Oceanic and Atmospheric Administration Usa,, ma aggiunge che  già il 7 aprile la stazione spagnola di Izaña a Tenerife aveva riportato una nuova concentrazione record di anidride carbonica di circa 414 ppm

Le stazioni di monitoraggio del Global Atmosphere Watch della Wmo nell’emisfero settentrionale riportano le concentrazioni del picco primaverile di CO2 in atmosfera,  prima che la crescita della vegetazione assorba parte della CO2, ma la Wmo, dice che «Nonostante le fluttuazioni stagionali , la tendenza di fondo delle concentrazioni di gas serra rimane al rialzo».

Come dimostra anche il fatto che gran parte dell’Oceano Artico e alcune aree limitrofe siano state nuovamente più calde rispetto alla media del periodo 1981-2010 e che l’estensione del ghiaccio nell’Artico sia ben al di sotto della media. In particolare, la copertura di ghiaccio nel Mare di Bering era al minimo storico alla fine di aprile, in particolare nello Mare di Bering che a fine aprile era praticamente libero dai ghiacci.

La Wmo evidenzia che «Le concentrazioni di gas serra, la copertura di ghiaccio e le temperature globali sono tutti indicatori di cambiamenti climatici a lungo termine come risultato delle attività antropiche». Lo “State of the Climate in 2017” della Wmo aveva già confermato l’allarme climatico: «Le temperature medie globali nel 2017 erano di circa 1,1° C al di sopra delle temperature preindustriali. La temperatura globale media quinquennale 2013-2017 è nella media più elevata mai registrata su 5 anni. I 9 anni più caldi del mondo sono tutti avvenuti dal 2005, e i 5 più caldi dal 2010».