Arriva dalla geotermia il 73,2% dell’elettricità rinnovabile toscana, e crescerà ancora

Da Regione e Università di Pisa il progetto Toscana Green 2050, per definire il potenziale delle energie pulite sul territorio da qui a trent’anni

[24 novembre 2017]

In Toscana si consumano poco meno di 21mila GWh di energia elettrica, 16mila circa dei quali sono prodotti all’interno del territorio (e dunque altri 5.500 li importiamo). Da dove arrivano? Secondo i dati forniti oggi dalla Regione in maggioranza (53%) da rinnovabili: 8.450 Gwh l’anno. Un risultato che è reso possibile soltanto dalla presenza – e dalla coltivazione – sul territorio della geotermia, che è «la principale fonte rinnovabile disponibile in Toscana». Il calore della terra ha permesso infatti alla Toscana di generare nell’ultimo anno 6.185 Gwh, ovvero il 39% della produzione di energia elettrica totale e ben il 73,2% di quella proveniente da fonti rinnovabili. Un contributo straordinario sul quale la Regione continuerà a puntare ancora per rendere la Toscana una regione “carbon-free”, autosufficiente nella produzione di energia elettrica così da non dover più bruciare fonti fossili e poter combattere fino in fondo i cambiamenti climatici.

È quanto è stato annunciato oggi a Firenze – dopo l’anticipazione offerta a settembre dall’assessore Ciuffo durante la prima conferenza di alto livello dell’Alleanza globale per la geotermia – presentando il progetto Toscana Green 2050 che vede la Regione collaborare con l’Università di Pisa (e in particolare con i professori Giglioli e Sbrana) per definire il potenziale delle energie rinnovabili in Toscana al 2050, tenendo conto delle possibili evoluzioni tecnologiche e come «centrale» lo sviluppo della geotermia: il progetto prevede di valutare le riserve geotermiche a disposizione per capire i possibili sviluppi, soprattutto di tipo tecnologico, e di analizzare anche le altre rinnovabili.

«Il tema della lotta ai cambiamenti climatici è vero, profondo ed è con questo che tutti dovranno misurarsi – ha commentato il presidente Rossi – Puntiamo ad una Toscana capace di ridurre del 95% le proprie emissioni in atmosfera, producendo più energia attraverso le fonti rinnovabili, non ampliando la presenza della geotermia, ma aumentando la produzione di energia da fonte geotermica. È per questo che abbiamo deciso di affidare all’Università di Pisa un incarico per la redazione di un Progetto carbon free, i cui dettagli presenteremo nella metà del 2018».

Al momento è noto che il documento fornito al dipartimento di Ingegneria dell’energia di Pisa per gli approfondimenti prevede per la Toscana all’orizzonte 2050 due scenari: il primo tendenziale, dove si prevede che in assenza di interventi normativi e tecnologici – e ipotizzando una crescita in linea con l’andamento del Pil – si arriverebbe ad una produzione di energia da fonti rinnovabili di 13.900 GWh, di cui il 68% da fonte geotermica (circa 9.450 GWh, ovvero con un incremento di circa il 53% rispetto al dato attuale).

Il secondo scenario, ricavato dalla Roadmap europea al 2050, è più sfidante: tiene conto di elementi tecnologici innovativi di forte impatto e prevede di arrivare a 27.500 Gwh da rinnovabili.

In entrambi  i casi l’obiettivo è quello di abbattere le emissioni di CO2 tra l’80 e il 95% grazie allo sviluppo delle fonti pulite: all’Università di Pisa è stato chiesto di effettuare gli opportuni approfondimenti per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico, la produttività delle rinnovabili, e in particolare le possibilità di sviluppo della geotermia dato il ruolo imprescindibile per la produzione di energia pulita date le caratteristiche della nostra regione.

L. A.