In aumento i nuovi gas che distruggono l’ozono. Non sono compresi nel Trattato di Montreal

Le VSLS emesse dalle tecnologie per produrre sostanze “ozono-friendly” sostituti dei CFC?

[18 febbraio 2015]

Secondo un team di scienziati dell’università britannica di Leeds e deella National Oceanic and Atmospheric Administration Usa Noaa), sostanze chimiche; in particolare il diclorometano, che non sono controllate dal trattato Onu che  proteggere lo strato di ozono stanno contribuendo alla riduzione dell’ozono.

La preoccupante notizia è stata data con la pubblicazione su Nature Geoscience dello studio “Efficiency of short-lived halogens at influencing climate through depletion of stratospheric ozone”, nel quale gli scienziati riportano anche la presenza in rapida crescita nell’atmosfera del diclorometano, una di queste sostanze a vita breve (very short-lived substances – VSLS).

Secondo l’autore principale dello studio, Ryan Hossaini, della School of Earth and Environment, dell’università di Leeds, «Le VSLS possono provenire da fonti naturali e industriali. La produzione industriale di VSLS non è controllata dal Protocollo di Montreal delle Nazioni Unite, perché storicamente queste sostanze chimiche hanno contribuito poco alla deplezione dell’ozono. Ma ora abbiamo identificato uno di questi prodotti chimici in rapida crescita e, se questo se si continua a consentire questo aumento, potrebbe in parte compensare i benefici per lo strato di ozono previsti dal protocollo di Montreal».

Nello studio, i ricercatori di Leeds e della Noaa hanno utilizzato un modello al computer 3D dell’atmosfera per determinare l’impatto delle VSLS sull’ozono e il clima. Sono stati analizzati i dati sulle VSLS nell’atmosfera negli ultimi due decenni, forniti dalla Noaa e queste misurazioni ha rivelato «Un rapido aumento delle concentrazioni atmosferiche di diclorometano, un VSLS artificiale  utilizzato in un’ampia gamma di processi industriali».

Un altro degli autori dello studio, Martyn Chipperfield, anche lui della della School of Earth and Environment di Leeds, ha sottolineato che «Dobbiamo continuare a monitorare la presenza nell’atmosfera di questi gas e determinarne le fonti. Attualmente, il recupero a lungo termine dello strato di ozono dagli effetti dei CFC è ancora in atto, ma la presenza del diclorometano in crescita porterà incertezza nelle nostre previsioni future per l’ozono e climatiche»

I ricercatori hanno scoperto che, mentre oggi la quantità di ozono in esaurimento derivante dalle VSLSnell’n atmosfera è piccola rispetto a quella provocata dai gas di lungo durata, come il CFC, «la deplezione dell’ozono causata dalle VSLS  è risultata essere quasi quattro volte più efficientie nell’influenzare il clima».

Secondo Hossaini, «A causa della loro breve vita atmosferica, le VSLS abbattono e distruggono l’ozono nella parte più bassa della stratosfera. Questo è importante, dato che una molecola di ozonoche viene persa in questa regione ha un impatto molto più grande sul clima di una molecola distrutta a quote più elevate dai gas di lungo durata».

Inoltre, i ricercatori britannici ed americani, per determinarne l’importanza relativa, hanno separato le  fonti naturali di VSLS – come le alghe marine – da quelle emesse dalle attività antropiche – come i processi industriali e dicno che «Allo stato attuale, le VSLS emesse  naturalmente rappresentano circa il 90% della perdita di ozono totale causato dalle VSLS nella bassa stratosfera. Tuttavia, il contributo da composti VSLS artificiali è in aumento e sembra destinato ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni».

Un altro autore dello studio, Stephen Montzka della Noaa evidenzia che «Gli aumenti osservati per il diclorometano sono sorprendenti e inaspettati; Le concentrazioni erano diminuite lentamente alla fine degli anni ’90, ma da allora sono aumentate di circa un fattore due nei siti di tutto il mondo».

Hossaini conclude: «Non è chiaro cosa sia qul che sta guidando questa crescita. Tuttavia, potrebbe essere in parte dovuto al fatto che il diclorometano viene utilizzato nel processo di produzione di alcuni HFC, i gas “ozono-friendly” che sono stati sviluppati per sostituire i CFC. Ciò significherebbe, per ironia della sorte, che la produzione di sostanze chimiche “ozono-friendly” in realtà stano rilasciando alcuni gas che distruggono l’ozono nell’atmosfera».