«Un’immensa nube oscura l’orizzonte: il global warming»

Ban Ki-moon: dalle banche più soldi per la lotta ai cambiamenti climatici

Chiesto all’International Development Finance Club di arrivare a 1000 miliardi di dollari l’anno

[14 ottobre 2013]

Di ritorno da un tour in Europa ed Asia,  il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, si è fermato a Washington per intervenire al summit dell’International Development Finance Club (Ifdc), dove ha ribadito il suo impegno a favore di una partnership d strategica tra Ifdc ed Onu pere la lotta ai cambiamenti climatici.

«Ci riuniamo oggi con l’orizzonte del 2015, un’opportunità storica nel quadro del nostro lavoro in comune», ha detto Ban ai rappresentanti delle banche per lo sviluppo nazionali e sub-regionali, ricordando loro «La necessità di aver finalizzato, a questa data che, un programma di sviluppo successivo agli Obiettivi del millennio ed un accordo climatico post-Kyoto. L’eradicazione della povertà estrema si inscrive al centro di questo sforzo, così come il mantenimento del rialzo delle temperature mondiali al disotto dei 3 gradi Celsius. Questi due obiettivi si rafforzano mutualmente. Per raggiungerli, l’economia mondiale deve passare attraverso dei cambiamenti significativi e delle ristrutturazioni importanti. La principale sfida consisterà nell’assicurare che i negoziati intorno all’agenda dello sviluppo post-2015 e ad un nuovo accordo sul clima facciano passare lo sviluppo sostenibile  “dal margine al centro”».

Ban ha nuovamente detto che tutto si basa sulle tre crisi mondiali che sono anche i tre pilastri del futuro: economia, sociale ed ambiente. «Queste discussioni sono sulla buona strada – ha detto il segretario generale dell’Onu –  sono incoraggiato dai progressi compiuti e dalla volontà politica dimostrata durante la settimana del dibattito di alto livello dell’Assemblea generale. Ma un’immensa nube oscura l’orizzonte: il cambiamento climatico», che però potrebbe anche essere  «Una formidabile opportunità, quella di impegnarsi in favori di un’azione lucida, di creare dei posti di lavoro Verdi, di migliorare I sistemi della salute pubblica e di proteggere l’ambiente, prendendo le misure di adattamento e di attenuazione che esige la situazione».

Ban Ki-moon ha annunciato che nel settembre 2014 si terrà un Summit sul clima che riunirà non solo i Capi di Stato e di governo del mondo, ma anche i Capi delle imprese, i rappresentanti del mondo della finanza e della società civile per mobilitare la volontà politica e darsi degli obiettivi ancora più ambiziosi nella lotta ai cambiamenti climatici. Poi ha identificato tre  principali settori di azione, il primo dei quali riguarda i fondi e gli investimenti: l’International Development Finance Club ha detto che nel 2012 ci sono stati finanziamenti per 79 miliardi di dollari. Per Ban «Bisogna fare di più» ed ha chiesto all’Idfc di arrivare a 1000 miliardi all’anno per le misure di adattamento ed attenuazione.

La seconda priorità è quella di mobilitare tutti i finanziatori a dare risposte a livello mondiale: «Investitori internazionali, fondi pensione, fondi sovrani, tutti devono impegnarsi a favore di progetti infrastrutturali. A questo riguardo, sono interessato al vostro punto di vista su delle proposte quali la creazione di un secondo mercato obbligatori per dei progetti low carbon».

Terza priorità, il Fondo verde per il clima, che «Anche se non può essere considerato come la sola fonte di finanziamenti percorribile, giocherà un ruolo importante nel quadro dei partenariati pubblico-privati. Perché il fondo realizzi il suo potenziale, è indispensabile che promuova un ruolo più vigoroso delle istituzioni dei Paesi in via di sviluppo, come e banche nazionali di sviluppo».

Ban ha concluso: «Bisogna assicurarci che i Paesi in via di sviluppo dispongano in tempo della capacità istituzionale per rispondere ai cambiamenti climatici. Le lancette dell’orologio climatico girano».