Insieme per far partire in Italia un’efficace politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni

Basta tragedie per il maltempo. Una coalizione per prevenire il rischio idrogeologico

[15 ottobre 2014]

Dopo l’ennesima tragedia legata al maltempo di Genova e della Liguria e gli alluvioni, le frane e gli allagamenti che hanno colpito Parma, il Piemonte e di nuovo crudelmente  la Maremma in Toscana, è sempre più evidente che questo è dovuto a  piogge sempre più intense che si riversano su un territorio sempre più fragile, sempre meno manutenuto e reso resiliente. Un territorio anche sempre più indurito dal cemento, con episodi di questo tipo che si verificano continuamente nel corso di tutto l’anno e in tutto lo Stivale che non possono essere più tollerati e richiedono una risposta immediata ed efficace, senza continuare ad affrontare la questione sempre e soltanto dopo dichiarazioni di stato di emergenza.

Proprio per questo, già dal 2013, le principali associazioni ambientaliste e di categoria, i Consigli nazionali degli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali di settore, alcuni sindaci e il mondo dei tecnici e della ricerca avevano già intrapreso, un percorso comune per rispondere in maniera efficace alle ripetute emergenze, ma di fronte al disastro di Genova e di Parma  hanno deciso di costituire la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico definita «Un organismo straordinario che vede la partecipazione di tanti soggetti competenti in materia di acque e difesa del suolo, con ruoli e compiti diversi ma con l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza di azioni efficaci per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese».

In un comunicato si legge che «L’obiettivo principale della Coalizione è quello di riportare tra le priorità politiche del nostro Paese  una strategia generale di governo del territorio e delle acque e un’efficace politica di adattamento ai cambiamenti climatici per la mitigazione del rischio da frane e alluvioni, facendo rientrare le misure e gli interventi da mettere in atto nella logica multidisciplinare e sistemica della pianificazione di bacino, coerentemente con quanto previsto dalle direttive europee (acque (2000/60/CE), alluvioni (2007/60/CE) e habitat), definendo altresì gli strumenti inequivocabili per la loro puntuale e conforme attuazione».

Ma la nuova coalizione sottolinea che «Anche gli ultimi provvedimenti normativi però sembrano andare in direzione contraria, rispetto all’attuazione di una politica ordinaria di difesa del suolo in grado di coniugare tutela dell’ambiente e riduzione del rischio idrogeologico. Il cosiddetto “Decreto sblocca Italia” si orienta diversamente da quanto è auspicabile, esautorando le comunità locali e altri soggetti da una partecipazione attiva rispetto ad opere che riguardano il proprio territorio o quello da esse amministrato».

Per questo la coalizione chede «quanto prima un incontro con il Governo, in particolare con il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gianluca Galletti e il responsabile dell’unità di missione Italia Sicura Erasmo D’Angelis per presentare le proposte contenute nel documento “Prevenzione e mitigazione del rischio, le priorità per il governo del Paese”, elaborate attraverso il confronto e la partecipazione di tutti i soggetti interessati».

Tra le proposte portate avanti dalla coalizione quelle ritenute più importanti sono: Definire con maggiore chiarezza il ruolo delle Autorità di Bacino Distrettuali, avviando urgentemente la loro costituzione, dotandole di adeguate risorse umane e finanziarie; Uscire dalla logica dei Commissari straordinari per garantire il coinvolgimento e la partecipazione dei territori per la costruzione di una concreta politica di mitigazione; Approvare rapidamente la legge sul consumo di suolo e una sua regolamentazione al fine di favorire la cultura della riqualificazione e dei servizi ecosistemici nel rapporto aree urbane e aree rurali; Contare su risorse adeguate e spendibili in tempi certi con un sistema di regole chiare e trasparenti e un’attenta valutazione sull’efficacia ambientale degli interventi».

Fin da subito la  Coalizione si farà promotrice di diverse iniziative nazionali e sui territori maggiormente coinvolti, con l’intento di avviare percorsi virtuosi e soprattutto efficaci di prevenzione e mitigazione del rischio, dedicati al tempo stesso alla formazione e informazione ai cittadini.

Ecco i soggetti che costituiscono la coalizione:

Legambiente, Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri, Inu, Ance, Wwf, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo183, Arcicaccia, Alta Scuola, FAI, Italia, Nostra, Cts, Società italiana dei territorialisti, Lipu, Cai, Aiab, Federazione nazionale Pro Natura, Rete dei Comitati per la Difesa del Territor