Boldrini: «La Cop 21 deve trovare il coraggio di decidere per il bene dell’intera umanità»

Coalizione per il Clima: «Non più rimandabile accordo vincolante per ridurre i gas serra e proteggere i territori»

[12 novembre 2015]

Boldrini Ban ki-moon

Esperti, esponenti politici e istituzionali, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, studiosi, imprenditori e giovani, sono stati i protagonisti dell’incontro  “COP21 La sfida che non si può perdere – L’Italia e l’Europa verso la Conferenza di Parigi”, organizzato oggi dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini.  Un’iniziativa che da una parte si è proposta «contribuire ad accendere i riflettori su un appuntamento storico come quello che prenderà il via nella capitale francese il 30 novembre» e  dall’altra di «raccogliere idee e proposte per il dibattito sui cambiamenti climatici che si terrà in Aula a Montecitorio nelle prossime settimane».

La Boldrini ha detto: «Chi è in questa sala sa bene perché consideriamo importante, anzi cruciale, l’appuntamento di Parigi, ma è bene ribadirlo. Perché saranno finalmente presenti rappresentanti di tutte le aree del pianeta, quelle sviluppate e quelle in via di sviluppo: anche Paesi importanti, che non avevano mai aderito prima ad iniziative su questo tema, come gli Stati Uniti e la Cina. Questo è già un dato politico molto rilevante. E poi perché se gli impegni che da ciascun paese verranno assunti non consentiranno di contenere su scala globale l’aumento del riscaldamento entro 2 gradi, le conseguenze per le generazioni future saranno drammatiche. Sappiamo che non sarà facile, che l’esito positivo non è affatto scontato perché si tratta di fermare una tendenza in atto da tempo e che, nonostante i maggiori livelli di consapevolezza, peggiora progressivamente: proprio nei giorni scorsi l’Organizzazione meteorologica mondiale ha dichiarato, sulla base dei dati raccolti, che nel 2014 la quantità di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo record. Le conseguenze che sta producendo questa situazione sono sotto gli occhi di tutti e le vediamo nel nostro stesso paese. Nell’Aula di Montecitorio accade spesso, troppo spesso, di dover commemorare le vittime dei fenomeni meteorologici estremi e delle loro conseguenze».

Second la Presidente della Camera «Ha quindi perfettamente ragione, Papa Francesco, quando afferma, nella Enciclica Laudato si’ che “non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale”. Così come quando sottolinea il rischio di un drammatico aumento degli ecorifugiati. Dobbiamo sentire l’obbligo morale e politico di interrompere questa corsa catastrofica. Non abbiamo il diritto di condannare le generazioni future, chi non è ancora nato, a vivere in un mondo sempre più pericoloso e inospitale».

La Boldrini si è chiesta «Quindi cosa fare?» e ha risposto: «Contenere le emissioni di gas serra, espandere l’uso delle rinnovabili, lavorare per un’agricoltura sempre più di qualità, combattere gli sprechi alimentari e la deforestazione, incentivare nelle città l’uso del mezzo pubblico e la mobilità sostenibile, orientare l’attività edilizia al recupero di aree degradate e non più al consumo del suolo, sono alcune delle scelte inevitabili se si vuole risparmiare alla Terra una prospettiva devastante. Ma si tratta di scelte che, se le assumiamo sul serio, ci possono aiutare a vivere meglio già oggi, non solo in futuro. Perché significano respirare aria pulita, avere più spazi verdi e mangiare cibi più sani. Significano anche incrementare l’occupazione perché la “green economy” non è solo una necessità, è anche una grande opportunità di crescita e di lavoro, come dimostrano tutte le statistiche, e un recente studio della Commissione europea».

Secondo la Boldrini, «Bisogna cambiare modello di sviluppo, produrre cose nuove in modo nuovo. Dobbiamo fare nostra fino in fondo la “coscienza del limite”. Il limite che deve sentire una generazione nel fare scelte che non pregiudichino l’esistenza di quelle che verranno ; il limite di chi cerca un giusto e legittimo profitto senza danneggiare l’ambiente e senza avvelenare l’aria che respiriamo. Questa opportunità di cambiamento è nelle mani di quella che è stata chiamata la “generazione del clima” perché è la prima a subire così pesantemente gli effetti del global warming e l’ultima che può fare qualcosa di utile per fermarlo». Infatti, un focus particolare del convegno ha riguardato il punto di vista dei giovani e uno studente del liceo “Avogadro” di Roma ha preso la parola per lanciare un appello in vista della Conferenza di Parigi. Sempre ai giovani è dedicata la mostra legata alla campagna europea dal titolo “#WeAreTheClimateGeneration”, che è stata allestita alla Camera.

La Presidente della Camera ha concluso: «A  me, convinta europeista, che credo nella prospettiva della piena integrazione politica e degli Stati Uniti d’Europa, fa molto piacere che su un tema così importante l’Europa abbia trovato al suo interno un terreno di intesa e di lavoro comune. E’ un fatto importante anche perché dimostra che la politica serve , giacché, come si dice ancora nella Laudato si’, “il mercato da solo non garantisce lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale”. E la politica che serve, anche alla tutela dell’ambiente, è una politica gentile e al tempo stesso autorevole , onesta e partecipata, animata da principi e valori, portatrice di una visione ideale sul futuro del mondo. Quella per la quale vale davvero la pena di impegnarsi. Quella che a Parigi deve trovare il coraggio di decidere, e lo deve fare per il bene dell’intera umanità.

Al convegno è intervenuta anche  Francesca Rocchi, rappresentante della Coalizione italiana Clima, che ha ricordato che  la Coalizione «E’ nata con l’obiettivo di far sentire la voce della società civile e lanciare un appello ai governi in previsione del Summit di Parigi, ha sottolineato l’importanza in questo momento del legame tra mutamenti climatici e migrazioni. Non si possono, infatti, creare barriere per arrestare i flussi migratori, ignorando la connessione tra l’attuale modello produttivo, i cambiamenti climatici e le migrazioni ad essi dovute, sia attraverso le guerre ingenerate dalla corsa all’accaparramento delle risorse che a causa di contaminazioni e opere impattanti sulle risorse ambientali da cui dipendono intere comunità».

La Rocchi ha sottolineato: «Chiediamo che dalla COP21 esca finalmente un accordo vincolante e che l’Italia contribuisca attivamente, come dichiarato dal Ministro  dell’ambiente Galletti,  ad  ottenere un impegno per contenere il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi attraverso la riduzione dell’emissione dei gas serra,  per  rafforzare i territori più vulnerabili del pianeta dall’innalzamento della temperatura globale e per una giustizia climatica per tutti. E’ necessario che l’Italia e l’Europa guardino finalmente verso un futuro incentrato su fonti rinnovabili ed efficienza energetica, su un’economia circolare che valorizzi i territori, su un’agricoltura che rafforzi le naturali funzioni del suolo di assorbimento della CO2, la manutenzione dal rischio idrogeologico, il ripristino della funzionalità dei sistemi naturali».

La Coalizione Clima ha evidenziato quali sono i principi contenuti nel suo  Manifesto e le sfide che, insieme, le 130 organizzazioni che ne fanno parte vogliono portare in piazza in Italia e nel mondo: «Cambiare il sistema energetico accelerando la transizione in corso, superando grandi e inquinanti centrali a combustibili fossili per realizzare la transizione verso un modello di produzione diffusa e fondato sulla democrazia energetica, sull’educazione ambientale e sulle risorse rinnovabili locali; rivoluzionare il sistema dei trasporti per una mobilità nuova e sostenibile; valorizzare le buone pratiche agricole; creare nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili; ripensare il ciclo vitale delle merci e promuovere buone pratiche di gestione e riutilizzo dei rifiuti urbani e soprattutto industriali»: 

A Roma, il 29 novembre la Coalizione italiana Clima  organizzerà uno degli eventi della grande marcia globale che, lo stesso giorno, coinvolgerà milioni di persone in centinaia di città del mondo tra cui Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, e poi San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà. Appuntamento alle ore 14,00 in piazza Farnese.