Gli interventi delle istituzioni all’apertura della Sessione di Alto Livello

Bollettino da Parigi. Alla COP21 la settimana della speranza… e dei miracoli?

Christiana Figueres, Segretario Esecutivo UNFCCC: «La storia ha scelto voi, qui, ora»

[8 dicembre 2015]

Figueres COP21

Questa mattina si apre alla COP 21 la settimana della speranza. L’obiettivo è chiaro, così come lo sono le esigenze: dobbiamo raggiungere un accordo universale sul clima.
 Ed è necessario tenerlo a mente durante i lavori. Su questa sfida universale ed esistenziale rappresentata dal riscaldamento globale è giunto il tempo delle decisioni. Avete l’incarico di trovare delle risposte. Il tempo è limitato: l’accordo deve essere formalmente adottato venerdì 11 dicembre. Per questo noi tutti dobbiamo raggiungere rapidamente una visione politica condivisa e trasportarla all’interno del testo negoziale. Ho proposto di costituire un organo unico, aperto a tutti per consultazioni informali: le Comité de Paris, che si riunirà almeno una volta al giorno. Mercoledì, cercheremo di avere una prima visione d’insieme dell’accordo finale. Non dobbiamo mai perdere di vista il nodo essenziale: la posta in gioco di questa Conferenza è la vita stessa nostra e delle generazioni future. Sono sicuro che per venerdì questa settimana della speranza terminerà con l’adozione dell’accordo universale. Possiamo e dobbiamo riuscire.

«La settimana della speranza», così Laurent Fabius, Presidente della COP, ha definito questa settimana di lavori all’apertura del high level segment, ricordando che il tempo per giungere alle decisioni è prossimo.

«Le decisioni che saranno prese a Parigi avranno effetti per secoli», ha stimolato i Ministri il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon. 

Il nuovo Chair dell’IPCCHoesung Lee, ha ricordato che non solo sappiamo come contrastare i cambiamenti climatici ma abbiamo già le tecnologie per farlo.

In chiusura è stato forte lo stimolo dato da Christiana Figures, segretario esecutivo dell’UNFCCC: «La Storia ha scelto voi, qui, ora».

Intanto i negoziati proseguono secondo la scaletta del “Paris Committee”, senza la possibilità per gli observer di assistere: rimangono ancora 800 opzioni aperte. Risolverle tutte in poco tempo? “Servirebbe un miracolo…»

Bank Ki Moon – Segretario Generale dell’ONU

Le decisioni che saranno prese a Parigi avranno un impatto per secoli

Abbiamo bisogno di un accordo che limiti l’incremento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C entro la fine del secolo. Impegni finanziari e tecnologici devono essere definiti in maniera chiara, così comne il tema del loss and damage; ed i Paesi sviluppati devono essere concordi nel farsi carico della quota più ampia di misure per via delle responsabilità storiche. Le decisioni che saranno prese a Parigi avranno un impatto per secoli.

Mogens Lykketoft – Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU

Siamo ora nella fase finale: consegnerete gli impegni richiesti per scongiurare gli effetti dei cambiamenti climatici? Solo voi potrete rispondere a questa domanda, il Mondo intero attende una risposta

Sappiamo tutti che stiamo lavorando ad un accordo di immensa importanza a livello storico, che deve includere le disposizioni per un quadro che catalizzi e porti all’innalzamento di fondi sufficienti. Nel periodo rimanente della mia presidenza, cercherò di concentrarmi sulle azioni dei giovani, della società civile e di tutti gli altri attori che combattono i cambiamenti climatici ogni giorno. Siamo ora nella fase finale: consegnerete gli impegni richiesti per scongiurare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici? Solo voi potete rispondere a questa domanda, il mondo intero attende una risposta.

Hoesung Lee –  Chair dell’IPCC

Sappiamo come contrastare i cambiamenti climatici: abbiamo le tecnologie per farlo. Più a lungo aspettiamo e più alto sarà il costo dell’azione. 

Sappiamo che il cambiamento climatico è dovuto alle attività umane. Sappiamo anche come contrastare il cambiamento climatico, avendo le tecnologie per farlo, ma più a lungo aspettiamo e più il costo dell’azione sarà alto. La scienza non ha identificato solo il problema, ma anche le soluzioni. Alle porte del sesto ciclo di valutazione, l’IPCC ambisce ad interagire con tutti gli stakeholder ed è pronto a continuare il proprio compito per fornire informazioni scientifiche, affidabili e puntuali sui cambiamenti climatici.

Christiana Figueres   Segretario Esecutivo UNFCCC

La storia ha scelto voi, qui, ora. 

“Hai fatto tutto quello che potevi? E’ la domanda che ognuno di noi si dovrebbe porre. A noi la storia ha dato la responsabilità di fermare i cambiamenti climatici. E la storia ha scelto voi, qui, ora. La scorsa settimana abbiamo aperto la COP con l’assembramento di Capi di Stato più alto mai registrato: ora sta a voi ora usare la vostra leadership per finalizzare il testo”.

Aggiornamenti dal “Paris Committee”

Il Presidente della COP21 Fabius ha anche ricordato il metodo di lavoro dei prossimi giorni, con l’inizio delle consultazioni parallele del “Paris Committee” condotte dai Ministri, sessioni che si svolgono a porte chiuse e senza possibilità di accesso per la società civile.

Quanto sono avanzate le negoziazioni? Come riportato dall’IISD, secondo James Fletcher (Santa Lucia), alcuni delegati discutono ancora sul limite massimo di aumento di temperatura da includere nel testo, con l’ormai consueta contrapposizione fra l’obiettivo di 1.5 gradi (richiesto dalla scienza e dai paesi più vulnerabili) e quello di 2 gradi, frutto del compromesso politico: l’esito più probabile è che vengano menzionati entrambi. Secondo Fletcher si registra inoltre un generale interesse ad esprimere un obiettivo di lungo termine per la mitigazione, che potrebbe essere espresso in termini qualitativi o quantitativi, così come la trasformazione verso la carbon neutrality o la de-carbonizzazione. Sembra invece che si stia creando una convergenza verso l’accordo per una verifica ogni 5 anni dei progressi, con l’opportunità di confermare gli obiettivi o di innalzarli.

Molti si chiedono se l’obiettivo del Presidente Fabius, di avere un accordo pronto mercoledì, per poi poter essere rivisto dai legali nei giorni successivi, sia ancora raggiungibile: con ancora 800 parentesi (brackets), ovvero opzioni aperte, ancora da sciogliere, il “Paris Committee” dovrebbe quasi compiere un miracolo.

 

di Marta Ellena, Riccardo Rossella, Federico Brocchieri e Veronica Caciagli

di Giovani per il clima