Calamità naturali, polizze assicurative con il contributo della Regione Toscana

Cna rilancia la proposta per la ripresa della produzione nelle aziende dopo i disastri ambientali

[28 agosto 2015]

Cna calamità naurali

Secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna) di Siena, «L’alluvione in Valdarbia è stato l’ennesimo disastro ambientale di questi anni e temiamo che non sarà l’ultimo. Il cambiamento climatico, lo stato di manutenzione delle infrastrutture e l’evidente rischio idrogeologico in molte zone della provincia non fa propendere all’ottimismo. A questo si aggiunge l’incapacità dimostrata nel portare a termine le opere pubbliche necessarie e già finanziate, insieme all’inefficacia dell’azione dei tanti enti incaricati di mantenere la sicurezza negli alvei dei fiumi e dei torrenti. E’ evidente dunque che debba essere un organo superiore come la Regione a gestire progetti e gare per opere pubbliche complesse, fin dalla sua fase iniziale».

La Cna di Siena prende spunto dalla recente esondazione in Valdarbia  per rilanciare il progetto sulle polizze assicurative che ha presentato al presidente Rossi in occasione della grandinata a Torrita delle scorse settimane. «E’ infatti chiaro – dicono gli artigiani senesi – che la Regione dopo ogni calamità sostenga dei costi importantissimi, sia nell’immediato, che nei mesi successivi con gli ammortizzatori sociali. E’ arrivato dunque il momento di fare un accordo con le compagnie assicurative, con il contributo della Regione, per favorire la copertura delle imprese in caso di calamità naturali, oggi costosissime. Solo grazie a queste le banche potrebbero erogare finanziamenti in poche ore dai disastri, avendo la garanzia diretta della polizza. Riteniamo che questa sia una prima risposta concreta e immediata da dare».

La Cna ricorda che «Ogni volta che un’azienda si allaga i danni sono sempre ingentissimi, spesso tali da fermare la produzione per lungo tempo, con danni diretti e indiretti importanti, compresi i costi sociali. Non bastano i plafond messi a disposizione dal sistema bancario, che altro non sono che prestiti erogati a chi poi sarà in grado di restituirli».

Anche se ci sembra manchi un’analisi delle “colpe” che hanno portato a questa situazione, nella quale il cambiamento climatico si assomma a scelte urbanistiche ed infrastrutturali sbagliate, con l’occupazione di aree a rischio anche da parte di imprese produttiva,  è comunque apprezzabile che la Cna di Siena  dica che «E’ tempo di dare una svolta alla gestione delle calamità ambientali; un cambiamento radicale per far sì che ai danni della natura non si sommino quelli della burocrazia come accade oggi».