Caldo in aumento, grano in bilico: un solo grado centigrado in più riduce le rese del 20%

Il cambiamento climatico condizionerà agricoltura e alimentazione del futuro

[5 settembre 2013]

Continuerà a esserci grano, sulle nostre tavole? Instilla un moderato pessimismo lo studio Impact of Climate, Disease, and Wheat Breeding on Wheat Variety Yields in Kansas, 1985-2011 al quale hanno partecipato ricercatori delle università statunitensi del Kansas, Mississippi e Arkansas quantifica l’impatto del cambiamento climatico, delle malattie e del miglioramento genetico sulle rendite delle varietà di  frumento coltivate in 11 siti del Kansas tra il 1985 e il 2011.

I dati del rendimento e i test di performance della varietà del Kansas sono stati confrontati con i cambiamenti climatici nei siti di coltivazione e con le malattie: secondo lo studio «I risultati mostrano che i programmi di coltivazione del grano hanno aumentato il rendimento da 0,51 bu/acro all’anno e che l’aumento previsto di 1° C della temperatura media diminuisce le rese da 10,64 bu/acro». Un bushel americano (bu) equivale a 35.239072 litri. Quindi se le tecniche agricole hanno aumentano la resa del grano del 26%, un grado di caldo in più le riduce del 21%.

A dirigere il team multidisciplinare che comprendeva agronomi e patologi vegetali c’era Andrew Barkley, del Department of Agricultural Economics della Kansas State University, che spiega: «I produttori di grano del Kansas affrontano le sfide di meteo, parassiti e malattie. Fortunatamente, il programma di coltivazione del  grano nel Kansas produce nuove varietà di grano che aumentano le rese durante il tempo. Dato l’andamento climatico degli ultimi anni, il cambiamento climatico è destinato a far aumentare le temperature e questo rischia di abbassare le rese del frumento nel Kansas. Malattie come funghi e virus possono attaccare il grano, con rendimenti più bassi. Questa ricerca quantifica l’impatto di clima, malattie e nuove varietà di grano sui rendimenti. Finora, il miglioramento genetico ha permesso che le rese del frumento aumentassero in modo significativo nel corso del tempo, ma ci saranno da affrontare delle sfide per stare al passo con i potenziali aumenti della temperatura. Lo studio, finanziato dalla Agricultural Experiment Station Kansas, è il primo a quantificare tutti questi impatti (cambiamenti climatici, malattie e miglioramento genetico) utilizzando un dataset unico e metodi statistici dello stato dell’arte. I risultati aggiornano e ampliano le ricerche precedenti per identificare e quantificare l’impatto del Kansas wheat breeding program».

Da Tribune, nella parte ovest dello Stato, ad Ottawa, ad est, e da Parsons a sud a Belleville a nord, i dati provenienti dagli 11 siti del Kansas riguardano il rendimento di 245 varietà di grano duro coltivate nelle zone aride (non irrigue). I dati delle temperature giornaliere sono stati presi in ogni sito dove sono presenti tutte le varietà, riuscendo così a determinare il rendimento di una varietà specifica in un sito incrociandola con le condizioni meteo, questo ha reso unico l’approccio dello studio per questo ramo d’analisi del cambiamento climatico, che generalmente si basa su stime meteorologiche su vaste aree geografiche.

«Non sappiamo quale sarà il futuro – conclude Barkley – La ricerca non prevede cambiamenti climatici, e non fa previsioni sulle future condizioni atmosferiche. Invece, mostra il cambiamento previsto nelle rese del frumento  del Kansas se dovessimo sperimentare un aumento di 1 grado centigrado (1,8° F) di temperatura. Se la temperatura media aumenta, questa ricerca ci aiuta a comprendere il potenziale impatto sulla produzione di grano».