Cambia il clima, cambiano le malattie: in Toscana nasce il Centro regionale di salute globale

[7 giugno 2013]

Spostamenti di persone e merci da una parte all’altra del Pianeta resi più semplici e veloci rispetto ad alcuni decenni fa, le nuove migrazioni dal Sud del mondo, i profughi ambientali (circa 6 milioni di persone che ogni anno sono costrette a lasciare il proprio territorio per eventi climatici estremi, cifra che nei prossimi decenni potrebbe crescere esponenzialmente secondo le stime Onu) e poi gli effetti dei cambiamenti climatici che favoriscono la ripresa o l’emergere di patologie un tempo ritenute esclusivamente tropicali.

Un quadro dove salute e ambiente sono sempre più legati e condizionati “dall’effetto farfalla”, che impone un approfondimento culturale e scientifico per essere pronti a fronteggiare nuove patologie e inedite emergenze sanitarie. Con questo obiettivo nasce oggi in Toscana il Centro regionale di salute globale (Crsg) che è stato presentato in Palazzo strozzi Sacrati.

«Con l’istituzione di questo Centro – ha dichiarato il presidente Enrico Rossi – la Regione ha voluto costituire una struttura a cui possano fare riferimento tutti gli operatori che si occupano di salute globale, sia nel campo della cooperazione che in quelli della ricerca, della cura, della tutela dei diritti umani. Non è un caso che un’iniziativa come questa abbia trovato terreno fertile proprio qui in Toscana, dove tutto il sistema sanitario è impegnato nella tutela della salute intesa non solo come assenza di malattia, ma di completo benessere fisico, psichico e sociale».

Alcuni dati sono utili a spiegare l’opportunità di questa iniziativa: ogni anno più di 500 milioni di persone si spostano da un punto all’altro del pianeta per motivi di lavoro, di svago o familiari. Gli italiani che attualmente partono per località estere, spesso tropicali o sub-tropicali, sono circa 18 milioni. Anche in Toscana, negli ultimi anni, si è assistito a un costante incremento del numero di viaggiatori, aumentato del 5,7% nel periodo 2001-2004 e, nello stesso periodo, del 18% tra i soli abitanti della zona di Firenze.

In aggiunta alle patologie cosiddette “di importazione”, che caratterizzano i cittadini italiani che viaggiano all’estero, si trovano le nuove patologie legate al fenomeno migratorio verso il nostro Paese dalle aree più povere del pianeta. L’Italia, oggi, con circa 3 milioni di presenze straniere regolari sul territorio nazionale e un’incidenza sulla popolazione ormai vicina alla media europea (5,2%), si colloca tra i grandi Paesi europei di immigrazione, subito dopo Germania, Spagna, Francia, Gran Bretagna. Nel corso dell’ultimo ventennio, l’immigrazione verso il territorio italiano è cresciuta con ritmo sempre più sostenuto, e si prevede che nei prossimi 20-30 anni la popolazione immigrata aumenterà ancora, raggiungendo una prevalenza del 10-16%.

«Nell’odierno mondo globalizzato e interdipendente, dove l’intensità delle migrazioni, dei commerci e delle comunicazioni tra persone e paesi cresce di continuo, anche la salute è senza confini ed è sempre più globale –  ha sottolineato Maria José Caldés, direttore del Crsg – La “salute globale” è da intendersi come un nuovo paradigma per la salute e l’assistenza sanitaria: un paradigma che può essere applicato al campo della prevenzione, della diagnosi e del trattamento delle malattie, così come a quello della promozione della salute a livello individuale e/o di comunità».

Organizzativamente, il Crsg afferisce all’azienda ospedaliero-universitaria Meyer, e coinvolge vari soggetti: dalle aziende sanitarie alle tre Università toscane, dall’Agenzia Regionale di Sanità alla Scuola Superiore Sant’Anna, fino al Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Organizzazione Mondiale di Sanità. Come partner e collaboratori, una serie di enti che si occupano di salute in tutti i Paesi del mondo: dalla Croce Rossa alla Caritas, da Medici Senza Frontiere al Cospe, da Oxfam al Cuamm. «Il Centro regionale di salute globale – spiega  l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – è il frutto di un’alleanza innovativa tra aziende sanitarie, governo regionale e Università, al fine di mettere in atto iniziative che possano contribuire agli sforzi intrapresi dalla comunità internazionale per affrontare le sfide in materia di salute globale».

Quattro sono le aree tematiche del Crsg, che si raccordano tra loro in una continuità trasversale, alla cui base si centrano gli effetti della globalizzazione (soprattutto di quella economica) sulla salute dei popoli: cooperazione sanitaria internazionale, salute dei migranti, politiche sanitarie, malattie tropicali dimenticate e medicina dei viaggiatori. Alla presentazione del Crsg sono intervenuti: il presidente Enrico Rossi, l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, il rettore dell’Università di Firenze Alberto Tesi, il direttore del Centro, Maria José Caldes, e i responsabili delle due aree tematiche Gavino Maciocco (politiche sanitarie) e Alessandro Bartoloni (malattie tropicali dimenticate). Tra gli interventi, Gianni Tognoni, direttore dell’istituto Mario Negri Sud, Tommaso Langiano, direttore dell’AOU Meyer, Antonio Panti, presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, e Jean Jannin del Dipartimento di malattie tropicali dimenticate della Organizzazione mondiale della sanità (Oms).