Cambiamenti climatici: la mente aperta di Donald Trump è Fake News. Inganna solo il New York Times

Romm: «Memo per i media: ignorate quel che dice Trump, concentrarsi su quello che fa e chi nomina»

[24 novembre 2016]

trump-ipnosi

Martedì, Donald Trump ha declamato a lungo incoerenti assurdità anti-scientifiche sui cambiamenti climatici e i giornalisti e gli editorialisti del New York Times ci sono totalmente cascati.

Ignorando la maggior parte di ciò che ha effettivamente detto, il Times ha pubblicato una storia, “Trump, in Interview, Moderates Views but Defies Conventions”,  che si apre così: «Martedi, il presidente eletto Donald J. Trump ha temperato alcune delle sue promesse elettorali più estreme … impegnandosi di avere una mente aperta sui cambiamenti climatici». (corsivo aggiunto).

Perché il Times dice che Trump ha una “mente aperta” sul clima? Perché Trump ha detto che ha una “mente aperta” sul clima. In realtà, lo  ha detto sei volte nel giro di pochi minuti.

Non prestate alcuna attenzione all’hardcore climate denier  che Trump ha nominato come suo stratega capo della Casa Bianca, all’hardcore climate denier  che Trump ha messo a capo della transizione Epa (e chi è nella rosa dei candidati per dirifgere  l’Epa), all’avversario dell’azione per il clima che Trump nominato come suo Capo di Stato Maggiore, agli executives e lobbisti dei combustibili fossili e lobbisti che controllano la sua transizione per i dipartimenti dell’energia e degli interni, e il giudice conservatore della Corte Suprema che potrà nominare, che sarebbe il quinto voto per bloccare il modesto piano interno per il clima dell’Epa.

E, qualunque cosa voi facciate, non badate a cos’altro ha detto Trump in quell’intervista (trascrizione qui ). Eccolo sulla scienza climatica:

«E ‘un argomento molto complesso. Non sono sicuro che a nessuno sia mai riuscito a conoscerlo veramente …. Dicono che hanno la scienza dalla loro parte, ma poi hanno anche le e-mail orribili che sono state inviate  tra gli scienziati …. Terribile. Dove sono stato preso, lo si sa, in modo che si puàò veder cosa dicono, che cos’è tutto questo. Io ho assolutamente una mente aperta».

Sul serio. Ha una mente aperta, ma dubita che gli scienziati potranno mai conoscere la verità sui cambiamenti climatici, per non parlare di quelle e-mail “terribili” (che erano in realtà un vero e proprio nothingburger, come hanno concluso sette indagini indipendenti ).

Qui Trump parla col columnist Tom Friedman dei negazionisti climatici:

«Ma un sacco di persone intelligenti non sono d’accordo con te. Ho una mente molto aperta. E ho intenzione di studiare molte cose che sono successe su questo e le guarderemo  molto attentamente. Ma ho una mente aperta».

Qui si Trump spiega la sua visione delle super-tempeste (come Sandy) che hanno colpito New York City (il publisher  è Arthur Sulzberger Jr):

Sulzberger: Beh, dal momento che viviamo su un’isola, mister, voglio ringraziarla per avere una mente aperta. Abbiamo visto ciò che queste tempeste stanno facendo ora, giusto? Lo abbiamo visto personalmente. Straight up.

Friedman: «Ma lei ha una mente aperta su questo?

Trump: Io ho una mente aperta. E abbiamo sempre avuto tempeste, Arthur.

Sulzberger: Non come questa.

Trump:  Sai, il giorno più caldo che ci sia mai stato  è stato  nel 1890-e qualcosa, 98. Sai, potrei farti un sacco di esempi  per i diversi punti di vista. Ho una mente completamente aperta.

Abbiamo sempre avuto le tempeste. E un giorno nel decennio del 1890 è stato il giorno più caldo di sempre? No, in realtà non è così, e in ogni caso è la tendenza globale che conta. Come ha scritto di recente il direttore del Goddard Institute for Space Studies  in un tweet: «Non c’è nessuna sorpresa, il riscaldamento del pianeta non si preoccupa delle elezioni. Compresi i dati di ottobre».

Non c’è dubbio che questo sia il  motivo per cui Trump ha annunciato in campagna elettorale l’azzeramento di tutta la ricerca sul clima e, come ha appena titolato The Guardian, “Trump per la demolizione della ricerca sul clima della Nasa, nel giro di vite contro la scienza politicizzata

Ma il Times insiste che ci manca un  punto, e cioè che Trump si sta «impegnandosi ad avere una mente aperta sui cambiamenti climatici».

Avrete notato, nelle citazioni (o mangles ) di Trump, un modello  in cui nella discussione  arriva a un punto climate science denial  e poi dice: «Ho una mente aperta». E’ quasi come se qualcuno gli avesse detto di continuare a ripetere questo mantra rassicurante quando si infila in una discussione con punti di vista troppo negazionisti, come quando ha detto: «A volte dico che in realtà sono un ambientalista e, in alcuni casi, la gente sorride e le altre persone che mi conoscono sanno che è vero. Mente aperta».

Si tratta di un brillante stratagemma retorico. Trump continua a ripetere «mente aperta», non perché ne ha una, ma perché è quello che vuole i suoi ascoltatori si portino dietro. non c’è da meravigliarsi che alcuni abbiano definito i suoi trucchi ipnosi o addirittura Trumpnosis .

Ora torniamo alla parte che eccitato tanti:

Friedan: Ma lei sta per portare l’America al di fuori dalla leadership mondiale per  affrontare il cambiamento climatico?

Trump: lo sto guardando molto da vicino, Tom. Ti dirò una cosa. Su questo ho una mente aperta. Lo guarderemo con molta attenzione. E’ una questione interessante perché ci sono poche cose su cui ci sia  più  divisione del cambiamento climatico.

Pensate davvero che Trump abbia una mente aperta su Parigi, o sta solo usando quella frase ad effetto? Anche in questo caso, si noti come lui va subito dalla “mente aperta” ad un punto di discussione del tutto falso: Ci sono poche cose in cui c’è meno divisione tra gli scienziati  che i cambiamenti climatici.

Gli scienziati e i giornalisti in realtà leggono la sua intervista con uno sguardo molto diverso rispetto al Times:

Guardate anche l’analisi del Washington Post: «La nuova intervista di Trump al New York Times non è rassicurante. E’ profondamente allarmante». O quella di Peter Sinclair “Trump’s Climate Head Fake”.

Anche l’hardcore climate denier   Steven Milloy ha twittato: «Se vi andate a leggere l’intera intervista Trump-NYTimes, vedrete che le pretese di un cambiamento di Trump sul clima sono #FakeNews».

E quando i negazionisti sono d’accordo su qualcosa con gli scienziati, deve essere una cosa abbastanza sicura. Mente aperta.

di Joe Romm*

*Founding Editor di Climate Progress, “the indispensable blog”

Questo articolo è stato pubblicato il 23 novembre 2016 su Think Progress con il titolo “Trump fools the New York Times on climate change” e è stato ripreso da siti e blog statunitensi e stranieri