Uno studio prevede perdite sostanziali entro la metà del XXI secolo

I cambiamenti climatici ridurranno drasticamente la produzione nelle fabbriche cinesi

Effetti non solo sulla manodopera ma anche sui macchinari delle fabbriche

[20 novembre 2017]

Fino ad oggi, la maggior parte degli studi sugli impatti dei cambiamenti climatici si erano concentrati sull’agricoltura, ma si è indagato poco sugli effetti del settore manifatturiero, a cominciare da cosa potrebbe accadere nella “fabbrica del mondo”, la Cina. Ora lo  studio “Temperature effects on productivity and factor reallocation: Evidence from a half million chinese manufacturing plants”, pubblicato sul Journal of Environmental Economics and Management da  un team guidato da Peng Zhang dell’Hong Kong Polytechnic University e di cui fanno parte ricercatori di università e istituti di ricerca statunitensi, cinesi e tedeschi,   dimostra che «i cambiamenti climatici ridurranno drasticamente la produzione per il settore manifatturiero cinese».

Al Department of economics dell’università delle California – Santa Barbara (Ucsb) che ha partecipato allo studio spiegano che «Utilizzando dati di produzione dettagliati provenienti da mezzo milione di impianti produttivi cinesi nel periodo 1998-2007, il team di ricerca ha stimato gli effetti della temperatura sulla produttività a livello di impresa, sui fattori di input e output» e prevedono che «Entro la metà del XXI secolo, se non si verificheranno ulteriori adattamenti, i cambiamenti climatici ridurranno la produzione manifatturiera cinese ogni anno del 12%, equivalente a una perdita di quasi 40 miliardi di dollari del 2007».

Dato che il settore manifatturiero cinese produce il 32% del prodotto interno lordo nazionale (Pil ), questo effetto equivarrebbe a un calo del 4% del Pil cinese all’anno. Inoltre, dato che il settore manifatturiero cinese fornisce il 12% delle importazioni globali, le conseguenze economiche a livello mondiale potrebbero essere notevoli.

Uno degli autori dello studio, Kyle Meng, della Bren school of environmental science & management dell’Usbc, spiega che «l lavori precedenti si erano concentrati in gran parte su come i cambiamenti climatici possono influenzare l’attività economica riducendo la produttività dei lavoratori. E’ ben documentato che quando fa caldo, le persone lavorano in modo meno produttivo». Il nuovo studio al quale hanno partecipato anche l’università cinese Duke Kunshan, la tedesca IZA e Duke University e NBER statunitensi, evidenzia «Gli effetti delle  temperature anche sulla produttività del capitale. In altre parole, l’aumento delle temperature non solo rende i lavoratori meno produttivi, ma rende anche meno efficienti le macchine».

Secondo un coautore dello studio, Olivier Deschenes, un economista dell’Ucsb, IZA e NBER, «In un risultato particolarmente sorprendente, abbiamo esaminato separatamente la sensibilità alla temperatura tra le industrie a bassa e alta tecnologia in Cina. Le industrie ad alta tecnologia includono quelle che producono forniture mediche, attrezzature aerospaziali e attrezzature informatiche. In genere consideriamo questi settori come ad alta intensità di capitale con impianti di produzione al chiuso che tendono ad operare con l’aria condizionata. Riteniamo che queste industrie siano altrettanto sensibili alle temperature estreme delle industrie a bassa tecnologia».

Meng è d’accordo e conclude: «I risultati suggeriscono che se vogliamo ridurre le perdite climatiche nella produzione manifatturiera, le misure di adattamento non dovrebbero concentrarsi esclusivamente sulla riduzione della sensibilità dei lavoratori al caldo estremo, ma anche su quella delle macchine della fabbrica. Più in generale, il nostro studio introduce un nuovo costo dei cambiamenti climatici che non era stato documentato prima. La Cina sta già facendo molto per ridurre le sue emissioni e queste politiche esistenti sono state messe in atto anche senza questa nuova evidenza sulle perdite del settore manifatturiero, vista l’importanza della produzione per la Cina, speriamo che i nostri risultati contribuiranno a condurre una politica climatica cinese più rigorosa».