I cambiamenti climatici tolgono l’acqua alla Toscana: piogge dimezzate, è già siccità

Crescono il rischio incendi e i danni per l’economia locale, Coldiretti: «Situazione drammatica che riguarda un po’ tutte le produzioni, piante e animali sotto stress»

[14 giugno 2017]

Come nel resto d’Italia, con il Cnr che ha appena documentato «continue anomalie nelle precipitazioni» già da fine 2016, in Toscana i cambiamenti climatici contribuiscono a esacerbare il problema siccità: l’arrivo del caldo torrido – denunciano dalla Coldiretti regionale – colpisce campagne e città dove le piogge in primavera sono risultate quasi il 50% inferiori rispetto al periodo di riferimento, dopo un inverno particolarmente asciutto con un deficit idrico del 48%.

«In Toscana scarseggiano i foraggi per il bestiame e crolla la produzione di miele – spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti – ma la situazione è drammatica a macchia di leopardo e riguarda un po’ tutte le produzioni con le piante e gli animali sotto stress».

Manca l’acqua potabile in molti Comuni mentre nei campi – sottolinea la Coldiretti – la carenza idrica sta compromettendo i raccolti, dagli ortaggi alla frutta, ma anche i cereali e i foraggi per l’alimentazione degli animali. È il risultato di un inverno e una primavera 2017 che si classificano rispettivamente al terzo e al secondo posto tra le meno piovose dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni del Cnr, e gli effetti si stanno facendo sentire sulle coltivazioni con pesanti danni annunciati.

E con la siccità cresce il rischio incendi che nei primi giorni di giugno non hanno risparmiato nessuna area della regione spaziando da Lucca a Massa Marittima, da Montaione ad Arezzo, da Siena a Pisa: non a caso la Regione ha deciso di anticipare al 10 giugno il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi e il conseguente divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali nelle province di Arezzo, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena e della Città Metropolitana di Firenze.

Provvedimenti emergenziali, necessari ed appropriati, ai quali però dovranno giocoforza sommarsi nuovi investimenti per l’adattamento – oltre al contrasto – ai cambiamenti climatici per mettere in sicurezza il presente e il futuro del territorio regionale.