Cambiamento climatico, Earth League: «Parigi ultima chance per agire»

Gli scienziati chiedono ai leader mondiali di sottoscrivere un piano in 8 punti

[22 aprile 2015]

Secondo  la dichiarazione/appello “The Earth Statement”,  scritta dai 17 membri dell’Earth League, «Il 20125 è un anno critico per l’umanità. La nostra civiltà non ha mai affrontato tali rischi per la sua esistenza  come quelli associati al riscaldamento globale, all’erosione della biodiversità e all’esaurimento delle risorse. Le nostre società non hanno mai avuto una tale opportunità di far avanzare la prosperità e sradicare la povertà. Dobbiamo scegliere se intraprendere finalmente il viaggio verso la sostenibilità o aderire al nostro attuale distruttivo percorso “business-as-usual”. Quest’anno, i leader mondiali si incontreranno tre volte per impostare il percorso per i decenni a venire. A luglio 2015, i capi di Stato si incontrano per discutere il finanziamento dello sviluppo. A settembre 2015, saranno adottati gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdg). A dicembre 2015, le nazioni negozieranno un nuovo accordo globale sul clima. Le decisioni prese solo in questo anno saranno l’eredità della nostra generazione».

L’elemento principale di questa eredità – se sarà decente o pessima – è se l’umanità riuscirà a centrare  l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi centigradi ed a raggiungere le zero emissioni di CO2 entro il 2050. La Conferenza della parti dell’United Nations Framework Convention on Climate Change di Parigi per gli scienziati dell’Earth League «E’ l’ultima possibilità per evitare cambiamenti climatici pericolosi» e sottolineano che «Le prove scientifiche dimostrano che questo può essere raggiunto, ma solo con un’azione coraggiosa, ora».

L’Earth League è un’alleanza internazionale volontaria di  eminenti scienziati, provenienti da istituti di ricerca noti a livello mondiale, che puntano a lavorare insieme per rispondere ad alcune delle questioni più urgenti che deve affrontare l’umanità,  come  le conseguenze del  cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse naturali, il degrado del suolo e la scarsità d’acqua.   L’Earth League  concentra la sua attenzione particolarmente su come poter gestire il cambiamento globale antropogenico secondo i principi dello sviluppo sostenibile e si propone di fornire ai decision makers molteplici opzioni per affrontare le pressanti questioni della sostenibilità, fornendo solide informazioni di base e  migliorando  la trasparenza delle scelte disponibili.

“The Earth Statement”,  lanciato non a caso in occasione dell’ Earth Day, propone ai leader mondiali 8 punti irrinunciabili: Limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi Celsius; Mantenere le future emissioni di CO2 al di sotto di 1.000 gigatonnellate (miliardi di tonnellate); Creare una società a zero emissioni di carbonio entro il 2050; Approccio equo,  con i Paesi più ricchi che aiutano quelli più poveri; Ricerca e innovazione tecnologica;  Strategia globale per affrontare le  perdite ed i danni da cambiamento climatico; Salvaguardia degli ecosistemi che assorbono CO2 come le foreste e gli oceani; Fornire finanziamenti climatici ai Paesi in via di sviluppo.

L’appello sottolinea che «Possiamo ancora evitare un cambiamento climatico pericoloso. Tuttavia, attualmente siamo sulla traiettoria di un riscaldamento che, superando di gran lunga la soglia dei 2° C.,  lascerà il nostro mondo irrevocabilmente cambiato, Questo azzardo cii potrebbe spingere in acque completamente inesplorate, con un innalzamento del livello del mare ingestibile  e un clima molto diverso, comprese ondate di calore, siccità devastanti persistenti e inondazioni senza precedenti. Le fondamenta della nostra società, tra cui la sicurezza alimentare, le infrastrutture, l’integrità degli ecosistemi e la salute umana, sarebbero in pericolo, con  un impatto più immediato sui poveri e vulnerabili. In ultimo la scienza indica che nel sistema Terra ci sono  soglie critiche. Trasgredirle ci  può portare a cambiamenti ambientali drammatici e irreversibili. Siamo probabilmente al confine, molto vicino a tali soglie e forse ne abbiamo già attraversato uno per quanto riguarda lo scioglimento di scioglimento  parti dell’Antartide. L’aumento del livello del mare di oltre un metro causato solo da questo evento potrebbe essere inevitabile. I punti di non ritorno possono anche portare a feedbacks e ad un cambiamento climatico auto-amplificato, spingendo il riscaldamento ben oltre le stime attuali. Nessun prezzo in dollari potrebbe mai misurare la sofferenza umana provocata e la perdita di paesi, culture ed ecosistemi».

Il presidente dell’Earth League, lo svedese Johan Rockstrom, dello  Stockholm Resilience Centre ha sottolineato che la dichiarazione rappresenta la posizione scientifica su ciò che dovrebbe accadere ai colloqui di Parigi: «Sei anni dopo il fallimento a Copenaghen, il mondo ha ora una seconda chance per accordarsi su percorso sicuro verso un futuro che non mini il benessere umano nel mondo. La dichiarazione riassume ciò che il gruppo di scienziati crede debba avvenire nei  colloqui di Parigi per evitare il rischio di cambiamenti climatici gravi legati all’ innalzamento del livello del mare, alle ondate di calore, alle  siccità e inondazioni. La finestra è ancora aperta, ma appena appena. C’è ancora la possibilità di passarla in  sicurezza, verso un futuro climatico ragionevolmente stabile. La dichiarazione dice molto chiaramente che 2 gradi è il limite massimo assoluto al quale il mondo dovrebbe puntare».

Un altro noto esponente dell’Earth League, Sir Brian Hoskins, del Grantham Institute – Climate Change and the Environment dell’Imperial College di Londra,  conclude: «Per raggiungere l’obiettivo, le emissioni globali di carbonio dovrebbero raggiungere picco intorno al 2020 e scendere molto rapidamente quasi a zero entro il 2050. Su questo, i paesi ricchi dovrebbero prendere l’iniziativa ed aiutare il mondo meno sviluppato. Siamo tutti nella stessa barca, condividiamo un pianeta, condividiamo un’atmosfera, condividiamo un sistema climatico».