Il cambiamento climatico farà aumentare le morti premature da inquinamento atmosferico

I killer saranno ozono e polveri sottili, diminuzione delle piogge, incendi e siccità

[1 agosto 2017]

Secondo un nuovo studio di ricercatori dell’università della North Carolina – Chapel Hill (Unc)se non interverremo con misure drastiche, in futuro il cambiamento climatico «dovrebbe causare circa 60.000 morti a livello globale nel 2030 e 260.000 morti nel 2100, a causa degli effetti del cambiamento climatico sull’inquinamento atmosferico globale».

Lo studio, che è stato appena pubblicato su  Nature Climate Change, si va ad aggiunge alla crescente evidenza che gli effetti complessivi sulla salute del cambiamento climatico saranno in gran parte negativi. All’università della North Carolina sottolineano che «E’ anche lo studio più approfondito su come il cambiamento climatico influenzerà la salute attraverso l’inquinamento atmosferico, in quanto utilizza i risultati di alcuni dei più importanti gruppi di modellazione del cambiamento climatico a livello mondiale».

Jason West, della Gillings school of global public health dell’Unc, che ha condotto la ricerca insieme all’autrice principale dello studio, Raquel Silva, evidenzia che «Dato che  i cambiamenti climatici influenzano le concentrazioni di inquinanti atmosferici, possono avere un impatto significativo sulla salute in tutto il mondo, facendo aumentare i milioni di persone che muoiono ogni anno per l’inquinamento atmosferico».

Infatti, le temperature più calde accelerano le reazioni chimiche che creano gli inquinanti atmosferici, come l’ozono e particolato fine che danneggiano la salute pubblica. Le zone colpite dalla siccità potrebbero anche essere quelle con il peggior inquinamento atmosferico a causa della minore rimozione degli inquinanti causata dalla mancanza di piogge e degli incendi e delle polveri. A questo c’’è da aggiungere che quando gli alberi risponderanno alle temperature più alte, emetteranno più inquinanti organici.

Per determinare il numero di morti premature che si verificheranno  nel 2030 e nel 2100 a causa dell’ozono e del particolato, West e Silva hanno utilizzato diversi modelli climatici globali. Per ogni modello, il team ha valutato i cambiamenti previsti nell’inquinamento atmosferico a livello del suolo che potrebbe essere attribuito ai cambiamenti climatici futuri. Hanno poi sovrapposto queste variazioni alla popolazione globale, tenendo conto sia della crescita della popolazione che dei cambiamenti previsti nell’inquinamento atmosferico. Hanno così scoperto che «I cambiamenti climatici dovrebbero far aumentare la mortalità da  inquinamento atmosferico a livello globale e in tutte le regioni del mondo tranne in Africa». In particolare, 5 degli 8 modelli prevedono che ci saranno più morti premature nel 2030 e 7 su 9 modelli prevedono un aumento di mortalità per il 2100.

Oltre a far aumentare le morti legate all’inquinamento atmosferico, il cambiamento climatico dovrebbe avere impatti sulla salute attraverso i cambiamenti nello stress termico, l’accesso all’acqua potabile e al cibo,  l’aumento delle tempeste devastanti e la diffusione di malattie infettive.

West conclude: «La nostra scoperta che la maggior parte dei modelli mostra un probabile aumento delle morti è il segnale più chiaro che i cambiamenti climatici saranno dannosi per la qualità dell’aria e la salute. Abbiamo anche collaborato con alcuni dei migliori team  di modellazione climatica del mondo di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Giappone e Nuova Zelanda, il che rende questo studio il più completo sul tema».