Il cambiamento climatico è tra le 6 maggiori preoccupazioni degli europei

Gli italiani preoccupati per l’inquinamento atmosferico. In cima alla lista Ue immigrazione e terrorismo

[20 dicembre 2017]

Secondo la nuova indagine Eurobarometro, a livello europeo le principali preoccupazioni sono l’immigrazione e il terrorismo – rispettivamente al 39% (+1 sull’Euro barometro di primavera) e al 38% (-6) – temi che preoccupano i cittadini europei più degli altri, ma che mostrano forti oscillazioni (anche di 20 punti percentuali) che sembrano determinate dalle emergenze e dal battage mediatico/politico del momento.

Al terzo posto si piazzano le preoccupazioni economiche con il 17% (-1), davanti allo stato delle finanze degli Stati membri dell’Ue (16%, -1). Al quarto posto la disoccupazione con il 13% (-2) che però resta alta e al terzo posto  tra le preoccupazioni degli italiani con il 23%. In sesta posizione c’è il cambiamento climatico, ormai menzionato come pericolo principale dal 12% degli Europei e che progredisce di 4 punti. Eurobarometro sottolinea che «E’ la prima volta dall’autunno 2010 che questa preoccupazione supera la soglia del 10%». In Svezia il cambiamento climatico è addirittura la preoccupazione maggiore dei cittadini (37%), cifre ben lontane da quelle dell’Italia, dove  il cambiamento climatico preoccupa il 7% dei cittadini le questioni dell’ambiente del clima e dell’energia solo il 5%, contro l’8% della media Ue.

Eppure, scavando nei dati, si scopre che gli italiani  sono molto preoccuparti per l’inquinamento dell’aria (86%, percentuali inferiori solo a ciprioti e maltesi) e per l’impatto delle plastiche sull’ambiente. Dopo ciprioti (69%), spagnoli (68%) e francesi (62%), gli italiani con il 61% sono tra i più convinti che negli ultimi 10 anni la qualità dell’aria sia peggiorata. E’ davvero capire come sia possibile che un’opinione pubblica cosi preoccupata per l’inquinamento atmosferico non riesca a metterlo in relazione con il cambiamento climatico, l’ambiente e l’energia e abbia più paura di questioni che raramente toccano davvero i cittadini in prima persona.

Se gli italiani sono preoccupati dal terrorismo (34%)  è l’immigrazione a occupare il primo posto delle nostre paure (38%). Va detto che siamo in buona compagnia visto che il 39% degli europei la pensa così  e che l’immigrazione è la principale preoccupazione in 14 Stati membri (erano 7 in primavera), mentre in Italia ha addirittura una percentuale leggermente più bassa della media Ue. La paura degli immigrati è molto più alta in Paesi a bassa immigrazione e a forte emigrazione post-sovietica: Estonia (62%), Repubblica Ceca e Ungheria (58%), Slovacchia (43%), ma è la seconda preoccupazione in tutti gli altri Stati membri.

Il 69% degli europei (+1% in rapporto alla primavera 2017), si dichiara favorevole a «una politica comune europea in materia di migrazione», in linea con il 70% degli italiani; il 25% è contrario.  In 26 Stati membri dell’Ue su 27 la maggioranza è a favore di una politica europea comune con un sostegno più forte in Spagna (88%), Germania (85%) e Olanda (83%). Contraria solo l’Estonia, evidentemente a Tallin si sono scordati di quando sognavano di poter traversare la Cortina di ferro e chiedevano la libera circolazione delle persone in Europa.  Ma se la politica europea comune sulle migrazioni ha guadagnato consenso in 11 Stati membri, in particolare in  Belgio (77%, +5) ha fatto passi indietro in 15 Paesi e tra questi spiccano proprio quelli dai quali venne – e ancora è attiva – l’ondata migratoria verso l’Europa occidentale dopo il crollo dei regimi comunisti, a cominciare da Croazia e Slovacchia con un -5%.

Gli altri temi più citati nel rapporto Eurobarometro autunnale sono l’insicurezza (10%), l’influenza dell’Ue nel mondo (9%), l’ambiente (8%, +2), l’aumento dell’inflazione e del costo della vita (7%), le pensioni(4%, +1), l’approvvigionamento di energia (3%) e le tasse (3%).