Il cambiamento dell’utilizzo dei suoli ha riscaldato la superficie della Terra

Il maggiore impatto dall’abbattimento delle foreste tropicali per far spazio all’agricoltura

[21 febbraio 2018]

Il nuovo studio “The mark of vegetation change on Earth’s surface energy balance”, pubblicato da Gregory Duveiller, Josh Hooker e Alessandro Cescatti Nature Communications rivela che «I recenti cambiamenti alla copertura vegetale stanno causando il riscaldamento della superficie terrestre. Attività come abbattere foreste sempreverdi nei tropici per l’espansione agricola creano squilibri energetici che portano a temperature superficiali locali più elevate e contribuiscono al riscaldamento globale».

I tre ricercatori della Bio-Economy Unit, Directorate D – sustainable resources, del Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea, sottolineano che «Gli ecosistemi naturali svolgono un ruolo cruciale nell’aiutare a combattere i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e l’erosione del suolo», ma il loro nuovo studio  fa luce su un altro aspetto meno noto: come questi ecosistemi, e le foreste in particolare, possono proteggere il nostro pianeta dal riscaldamento globale.

Lo stesso team di ricercatori ha pubblicato su Scientific Data lo studio “A dataset mapping the potential biophysical effects of vegetation cover change” che presenta i dati alla base della ricerca. Per analizzare i cambiamenti nella copertura vegetale globale dal 2000 al 2015 e collegarli a cambiamenti nel bilancio energetico della superficie terrestre, il team del Jrc ha utilizzato i dati satellitari e ha scoperto che «La modifica della copertura vegetale altera le proprietà della superficie – come la quantità di calore dissipato dall’evaporazione dell’acqua e il livello di radiazione riflessa nello spazio – che ha un effetto a catena sulla temperatura locale in superficie». Insomma, la conclusione è che i recenti cambiamenti nella  copertura del suolo provocati dalle attività antropiche hanno reso il pianeta più caldo.

Duveiller, il principale autore dei due studio, spiega: «Sapevamo che le foreste hanno un ruolo nella regolazione delle temperature superficiali e che la deforestazione influenza il clima, ma questa è la prima valutazione globale basata sui dati che ci ha permesso di mappare sistematicamente i meccanismi biofisici dietro questi processi».

Lo studio ha anche esaminato la deforestazione, analizzando i cambiamenti tra i diversi tipi di vegetazione, dalle foreste sempreverdi alle savane, ai cespugli, alle praterie, alle terre coltivate e alle zone umide ed è così che Duveiller, Hooker e Cescatti hanno scoperto che l’abbattimento delle foreste tropicali sempreverdi per espandere le aree agricole è la modifica della copertura vegetale maggiormente responsabile degli aumenti locali della temperatura superficiale.

Il team di ricerca europeo evidenzia che, per quanto riguarda i gas serra, «il taglio delle foreste potrebbe influenzare solo il clima globale nel medio-lungo periodo», ma i tre  scienziati sottolineano che «Le comunità locali che vivono nelle aree in cui gli alberi vengono tagliati vengono immediatamente esposte all’aumento delle temperature».