Canada, buone notizie per l’ambiente: sconfitto il governo conservatore eco-scettico

Trionfano i liberali. Male il Nuovo Partito Democratico. I Verdi entrano in Parlamento

[20 ottobre 2015]

Canada Trudeau

Le elezioni in Canada hanno sovvertito tutti i sondaggi, che davano un testa a testa, e il l Partito Liberale di Justin Trudeau  ha battuto nettamene il Partito Conservatore del premier uscente Stephen Harper, aggiudicandosi la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e rendendo inutile un’alleanza con il Nuovo Partito Democratico (centro-sinistra) che all’inizio della campagna elettorale era dato addirittura in testa nei sondaggi. Trudeau ha detto che «I canadesi hanno inviato un messaggio chiaro: è l’ora del cambiamento» ed è vero ed è un’ottima notizia per l’ambiente e anche per Obama e i candidati democratici alle presidenziali Usa, a cominciare da Hillary Clinton, che ora avranno a nord un vicino che la pensa più o meno come loro.

Harper che ha fatto una campagna elettorale che ha confermato tutto il suo anti-ambientalismo e l’alleanza con l’industria del petrolio degli scisti bituminosi, ha puntato molto anche sul respingimento dei migranti, convinto dai sondaggi che così non solo avrebbe recuperato voti, ma che avrebbe anche ottenuto una insperata maggioranza assoluta. Ma i sondaggi si sono rivelati menzogneri, anche perché diverse associazioni ambientaliste e organizzazioni della società civile hanno fatto campagna per il voto utile, indicando, collegio per collegio, quali erano i candidati della (ex) opposizione con più chance di vincere, cosa che, insieme ad una non brillante campagna elettorale che è diventata gradualmente sempre più moderata, ha penalizzato il Nuovo Partito Democratico (NPD) ma ha fatto eleggere al Parlamento di Ottawa un candidato dei Verdi, mentre anche gli indipendentisti del  Bloc québécois hanno recuperato voti e seggi a danno dei democratici.

Insomma, la grande maggioranza degli elettori canadesi ha fatto di tutto per liberarsi dei conservatori e delle loro idee retrograde, votando magari per il Partito che non li rappresentava pienamente.

Il 43enne Justin Trudeau, figlio del compianto Pierre Trudeau che fu a più riprese premier del Canada, ha fatto un miracolo politico: due anni fa prese le redini di un Partito sconfitto e in calo di consensi e lo  ha portato alla vittoria  contro Harper che voleva il quarto mandato che avrebbe spostato il Canada ancora più a destra e che avrebbe nuovamente portato il Paese a giocare un ruolo di retroguardia alla Conferenza delle parti Unfccc di Parigi. La sconfitta di Harper è quindi un’ottima notizia sia per gli ambientalisti che per il mondo scientifico canadese che l’ex premier aveva praticamente messo sotto tutela.

Così il Canada torna ad avere un governo liberal come avvenuto per la maggior parte del  XX secolo e i liberali dovranno fare i conti con un’opposizione con due ali: la destra liberista, ecoscettica e neo-xenofoba del Partito Conservatore e la sinistra dell’NPD e dei Verdi, con l’aggiunta del Bloc québécois.

E’ stata sconfitta la destra di Harper (che si è subito dimesso da leader dei conservatori)  e Trodueau ha spiegato il perché del suo successo di dimensioni inattese: «Abbiamo vinto la paura grazie alla speranza, abbiamo sconfitto il cinismo con il lavoro. Soprattutto, abbiamo sconfitto l’idea che i canadesi dovessero contentarsi di meno. E’ questo che permette di fare politica positiva».

Harper ha riconosciuto la sua disfatta ma ha rivendicato di aver «Costruito un Canada più forte che mai». Il problema è che il Canada sembrava sempre più una fortezza del neo-liberismo, mentre il suo popolo multietnico e i popoli autoctoni chiedevano più giustizia sociale, rispetto per l’ambiente e una politica climatica che sconfessasse il negazionismo dei conservatori.

Alla fine il Partito Conservatore si è fermato al 32%  e a 99 seggi, mentre il Partito Liberale con il 39,5%  si assicura la maggioranza assoluta con 184 seggi su 338. Lo spostamento a sinistra dei liberali e del Bloc Québécois (10 seggi)  ha penalizzato l’NPD che si ferma a 44 seggi, mentre i Verdi entrano in Parlamento con un deputato.

A decidere è stata la campagna elettorale: 11 settimane fa i tre grandi partiti erano dati alla pari e in testa c’era addirittura l’NPD,  ma Trudeau ha capito la voglia di cambiamento dei canadesi è ed ha cambiato I giochi con una campagna modratamente progressista ma che strizzava l’occhio alla classe media, anche proponendo un cambio di politiche ambientali, e  che ha messo in grosse difficoltà sia Harper che i democratici.

La vittoria liberale non piace agli ambienti economici canadesi e statunitensi abituati da troppi anni a dettar legge ad Ottawa, e la prospettiva di una vittoria di Trudeau, che ha annunciato la fine dell’austerity e dei vincoli di bilancio e investimenti infrastrutturali per rilanciare l’economia, aveva già provocato un deprezzamento del dollaro canadese su quello statunitense.