In North Carolina 25,1 milioni di multa per l’inquinamento di polveri da carbone

Carbone Usa: super-multa a Duke Energy e in Florida comprano una centrale per chiuderla

In Florida la Fpl vuole chiudere la centrale a carbone di Cedar Bay per far risparmiare i suoi clienti

[13 marzo 2015]

Il North Carolina Department of Environment and Natural Resources (Denr) ha affibbiato una multa record di  25,1 milioni dollari alla Duke Energy per aver contaminato per 5 anni le falde idriche con il percolamento di polvere di carbone. Si tratta di una multa che è 5 volte più grande di quella del precedente record del Denr e riguarda l’inquinamento dalla centrale a carbone di Sutton Wilmington, dismessa nel 2013.

In un comunicato il segretario del Denr, Donald R. van der Vaart, ha sottolineato «Che le odierne misure coercitive proseguono nell’approccio aggressivo che questa amministrazione ha assunto sulle ceneri di carbone. In aggiunta al contributo dell’utility alla contaminazione passata che abbiamo trovato in tutto lo Stato, ci stiamo anche muovendo rapidamente per eliminare la minaccia per i nostri corsi d’acqua e le acque sotterranee proveniente dai lagunaggi di cenere di carbone in tutto lo Stato».

Le ceneri di carbone, o residui della combustione di carbone, sono un sottoprodotto delle centrali elettriche a carbone e contengono inquinanti come il mercurio, il cadmio e l’arsenico. Vengono stoccati in “piscine” che spesso si  trovano vicino laghi e corsi d’acqua e gli sversamenti o lo smaltimento illegale possono causare danni ambientali ed economici.

Frank Holland, della Southern Environmental Law Center, ha detto sottolineato a ThinkProgress che «Questa proposta di multa non pulisce un’oncia di inquinamento delle ceneri di carbone. Scrivere un assegno per Duke Energy è la  cosa più facile del mondo. Quello di cui la comunità Wilmington e la sua acqua pulita hanno bisogno è l’eliminazione e la bonifica  dell’inquinamento della ceneri di carbone». E’ difficile dargli torto, visto che Duke Energy ha un fatturato annuo di oltre 24 miliardi dollari e nel 2014 ha venduto più di 58 mila gigawattora di elettricità

Il governatore repubblicano della North Carolina, Pat McCrory, è stato spesso accusato di essere indulgente con la Duke Energy, come nel 2014, quando multò il gigante carbonifero con 99,111 dollari per in inquinamento delle acque di falda, dopo che l’utility aveva sversato 35 milioni di galloni di ceneri di carbone nel fiume Dan. Qualche conflitto di interesse sembra esserci, visto che McCrory ha lavorato per Duke Energy per quasi 30 anni.

Duke Energy è famosa non solo per l’inquinamento ma anche per i ritardi nell’effettuare le bonifiche dei suoi disastri che stanno mettendo a rischio anche la pesca sportiva in alcune aree fluviali e lacustri della  North Carolina, ormai fortemente inquinate dal selenio della cenere di carbone.

Ma l’industria del carbone non sembra passarsela bene nemmeno in Florida, dove l’utility statale Florida Power and Light (Fpl) vuole acquistare una centrale a carbone solo per chiuderla, impedendo così l’emissione di quasi un milione di tonnellate di CO2 all’anno. La Fpl ha infatti presentato un’offerta alla Public Service Commission per acquisire il Cedar Bay Generating Plant di jacksonville, una centrale a carbonre entrata in servizio nel 1994 e ha detto che se l’affare andrà in porto ridurrà immediatamente l’attività dell’impianto del 90% e lo chiuderà definitivamente in 2 o 3 anni. La Fpl ha detto che la ragione per cui vuole farlo è semplice: «L’impianto è obsoleto e chiuderlo farà risparmiare denaro ai clienti:  70 milioni di dollari all’anno per l’esattezza».

Eric Silagy, presidente della Fpl ha spiegato in un comunicato che «Anche se anni fa aveva senso acquistare energia da questa centrale per servire i nostri clienti, i tempi sono cambiati. Abbiamo investito miliardi di dollari per migliorare l’efficienza del nostro sistema, ridurre il consumo di carburante, prevenire le emissioni e ridurre i costi per i nostri clienti. Ora siamo nella posizione di assumere la proprietà della struttura e comprare effettivamente un contratto superato, con l’obiettivo di mettere gradualmente l’impianto fuori servizio». E’ la prima volta che la Fpl compara una centrale elettrica per chiuderla e crediamo che sia la prima vlta in assoluto che questo viene fatto per far risparmiare i clienti. Il fatto è che il carbone in Florida è ormai fuori mercato e che la Fpl punta sul gas che arriverà con nuovi gasdotti.

I gruppi ambientalisti, come The Nature Conservancy e Southern Alliance for Clean Energy (Sace), plaudono a questo approccio innovativo: «Ogni volta che si chiude una centrale a carbone, che è una buona cosa dal punto di vista del cliente e da un punto di vista ambientale» ha detto George Cavros Florida Energy Policy Attorney  della Sace. Ma se i la Sace elogiato la mossa della Fpl come eco-compatibile, gli ambientalisti sono anche preoccupati per la crescente dipendenza della Florida dal gas. Secondo un rapporto dell’Union of Concerned Scientists, dal 2007 ad oggi la quota di energia elettrica della Florida che proviene dalle centrali a gas è aumentata dal 44 al 62%. Se la Florida sostituisse tutte le sue centrali a carbone con centrali a gas naturale, la quota potrebbe aumentare a quasi il 90%.

Cavros spiega: «La nostra preoccupazione è stata e continua ad essere che non ci sia abbastanza diversificazione del mix di risorse energetiche della Florida, e in particolare mix risorsa energetica della Fpl. Anche se penso che sia necessario che tutte le utilities della Florida debbano fare meglio per diversificare il loro mix energetico». Ma nel dicembre 2014 le industrie energetiche della Florida si sono fatte approvare dall’amministrazione repubblicana una norma che riduce i loro obiettivi di efficienza energetica.

Gkli ambientalisti vorrebbero che la Florida investisse di più nelle energie rinnovabili, ma i repubblicani stanno addirittura facendo ostruzionismo contro l’energia solare e così, secondo i dati della Solar Energy Industries Association, lo “Stato del sole” è 13esimo nella classifica Usa del fotovoltaico.