I perché di Globe Italia, l’intergruppo dei parlamentari contro i cambiamenti climatici

Stella Bianchi: «Ognuno deve fare la sua parte, a cominciare dal Parlamento»

[15 settembre 2014]

Ognuno deve fare la sua parte, a cominciare anche dai parlamentari. Di fronte agli allarmi sempre più forti e circostanziati della comunità scientifica, dobbiamo avere piena consapevolezza del fatto che i cambiamenti climatici sono in atto e sono dovuti all’attività dell’uomo e in particolare all’uso di combustibili fossili e dunque di carbone, petrolio e gas. E dobbiamo saper prendere con urgenza le misure necessarie per ridurre le emissioni di gas serra e attrezzare territori e comunità a sopportare al meglio l’impatto del riscaldamento globale, che sta già colpendo il nostro Paese con il ripetersi di precipitazioni eccezionali e drammatiche alluvioni. Per questo abbiamo deciso di dare vita a Globe Italia, un intergruppo tra Camera e Senato che riunisce parlamentari impegnati contro i cambiamenti climatici e si lega alla rete internazionale di Globe International, presente in oltre ottanta paesi.

La concentrazione di gas serra in atmosfera ha ormai raggiunto livelli record, pari a 400 parti per milione, e continuiamo a correre verso il precipizio dell’aumento della temperatura media globale di oltre due gradi rispetto ai livelli pre-rivoluzione industriale e, anzi, al ritmo attuale delle emissioni rischiamo di arrivare alla fine del secolo ad aumenti tra i 3,8 e i 4,5 gradi secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il gruppo di scienziati che riferisce all’Onu.

Sono scenari letteralmente terrificanti, con effetti catastrofici per la nostra vita sul pianeta per l’impatto devastante dell’innalzamento dei mari, della desertificazione, del ripetersi di eventi atmosferici eccezionali con uragani e bombe di calore di drammatica intensità. Sta a noi fermare questa folle corsa. Sappiamo come farlo e possiamo farlo con le tecnologie già a nostra disposizione.

La dinamica è di una semplicità schiacciante. Le emissioni di gas serra, dovute in particolare all’uso dei combustibili fossili, modificano l’atmosfera e trattengono una quantità maggiore di radiazioni solari portando quindi ad un aumento della temperatura media globale e ai suoi catastrofici impatti. L’imperativo è quindi ridurre drasticamente le emissioni di gas serra abbandonando l’uso dei combustibili fossili – carbone, petrolio e gas – a favore delle energie pulite fatte da efficienza energetica, rinnovabili, reti intelligenti. Niente ci impedisce di ottenere questo risultato, di vincere questa sfida creando anche milioni di posti di lavoro.

Non sono così ingenua da non vedere che possiamo restare (e siamo ancora per molti versi) impigliati nell’intreccio tra interessi costituiti, scarse conoscenze, sfiducia, sguardo miope sul futuro. Ma sono convinta che siamo in grado di prendere le decisioni giuste, di trovare quella forte volontà politica che può portarci a raggiungere un accordo globale di riduzione delle emissioni a Parigi nel 2015 sospinti anche dall’importante vertice straordinario convocato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon per il 23 settembre a New York.

I parlamentari hanno un ruolo importante in questa sfida. Con le misure che possiamo adottare, con il contributo alla diffusione delle informazioni ai cittadini, con la promozione di scelte di comportamento sostenibile di imprese e consumatori, con il sostegno e la pressione all’azione dei governi nel loro impegno nei negoziati internazionali sul clima. Ora è il momento di agire.

di Stella Bianchi, deputata Pd e membro della commissione Ambiente, presidente di Globe Italia