«Il ministero dello sviluppo economico chiuda con un no definitivo la conferenza dei servizi»

Centrale a carbone di Saline Joniche, gli ambientalisti vincono il ricorso al Tar del Lazio

Le Associazioni: «Grande vittoria contro un progetto sbagliato, ormai fuori dal contesto energetico nazionale»

[27 febbraio 2015]

Il Tar del Lazio, accettando il ricorso contro il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e la valutazione d’impatto ambientale; il ricorso era stato presentato a fine novembre 2012 da Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF e poi unificato a quello della Regione e di altre associazioni nazionali e locali, ha detto che la centrale a carbone di Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, non si farà perché l’iter autorizzativo era viziato da evidenti irregolarità e forzature.

Lo stesso Tar del Lazio evidenzia la necessità di dare ascolto anche alle popolazioni locali, alle istanze della società civile volte alla tutela del paesaggio e del territorio, alle realtà produttive locali che sarebbero state danneggiate dalla centrale

Esultano gli  ambientalisti  che avevano evidenziato «Le violazioni delle norme di tutela ambientale, le notevoli carenze progettuali e il parere contrario delle istituzioni, a partire dalla Regione, e delle comunità locali».

In un comunicato congiunto, Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia sottolineano che «La proposta di centrale di Saline Joniche rispondeva a una visione vecchia e ormai superata della politica energetica italiana. Un impianto del genere non solo sarebbe stato molto dannoso per il clima, per l’ambiente, per la salute e per le comunità locali: oggi la centrale sarebbe anche inutile, visto che ormai il 37,5% elettrici della domanda elettrica del Paese è soddisfatta da fonti rinnovabili e che abbiamo una sovrabbondanza di capacità di produzione elettrica e di centrali. Il Mise prenda atto di questa sentenza e chiuda una volta per tutte la Conferenza dei servizi sulla centrale con il diniego a un progetto che non ha alcun senso».