Ecco la classifica ambientale dei partiti e deputati europei italiani

[24 aprile 2014]

Il 25 maggio voteremo per il nuovo Parlamento europeo, ma cosa hanno fatto gli eurodeputati italiani e i loro partiti per l’ambiente nell’attuale parlamento? Nelle due pagine dedicate all’Italia, l’indagine “Ranking European Parliamentarians on Climate Action” un rapporto nel quale  Climate Action Network (Can) Europe analizza  come i nostri partiti ed  eurodeputati eletti in ogni Paese membro dell’Ue si sono comportati per quel che riguarda il clima e l’efficienza energetica nella legislatura europea  2009 – 2014.  Guardando le pagine italiane del rapporto dedicate all’Italia si capisce, al di là della retorica politica, quali sono le azioni per il clima che i nostri rappresentanti in Europa hanno sostenuto, contrastato o ignorato.

Ecco le classifiche “ambientali” dei partiti e degli eurodeputati italiani:

Solo il Partito Democratico si aggiudica un “molto buono”, i suoi 23 eurodeputati aderenti al gruppo Socialisti e Democratici, hanno fatto registrare l’83% di presenze nelle votazioni “ambientali”

E’ giudicato “buono” il comportamento dell’Italia dei Valori (4 deputati – 66%), di Conservatori e Social riformatori CSR (1 deputato – 60%) e Südtilorer Volkspartei SVP (1 deputato – 60%).

Cattivo il punteggio di Fratelli d’Italia Centrodestra Nazionale FI-CN (2 deputati – 45%); Popolo delle Libertà/Forza Italia PDL/FI (22 deputati – 42%); Unione Democratici per l’Europa UDE (1 deputato – 40%); Unione dei Democratici cristiani e dei Democratici di Centro UDC (6 deputati – 33%); Futuro e Libertà per l’Italia FLI (1 deputato – 30%).

Pessimo il punteggio dell’unico deputato di “Io amo l’Italia” AI (20%) e la palma del partito italiano (o meglio padano)  al quale interessano meno clima ed energia se la aggiudica la Lega Nord con i suoi 8 eurodeputati che toccano il fondo delle presenze con solo l’8%.

La classifica degli europarlamentari ambientalmente virtuosi è guidata, con il 100% di presenze alle votazioni importanti, da   un gruppo di deputati PD: Debora Serracchiani, Franco Bonanini (ora candidato per Forza Italia), Franco Frigo, Leonardo Domenici, Pino Arlacchi, Roberto Gualtieri e Savatore Caronna. Tra i “100%” ci sarebbe anche l’attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris, eletto nelle liste Idv, ma che si è dimesso da europarlamentare.

Con il 90% di presenze troviamo un’altra schiera di eurodeputati PD: Francesco De Angelis; Paolo De Castro; Patrizia Toia; Pier Antonio Panzeri; Sergio Cofferati; Vittorio Prodi. Seguono all’80% David Sassoli (PD); Gianluca Susta (PD, dimesso) Giommaria Uggias (IdV); Mario Pirillo (PD);  Niccolò Rinaldi (IdV);  Silvia COSTA (PD). Chiudono la classifica dei più attenti alle tematiche ambientali  Andrea Zanoni (ex IdV passato al Pd ed entrato nell’Europarlamento nel 2011) con il 78% e il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta (PD) con il 75%.

Ottengono un punteggio buono  4 eurodeputati PD: Andrea Cozzolino; Gianni Pittella; Giudo Milana e Vincenzo Iovine, tutti al 70% di presenze, seguiti da  Francesca Baracciu(PD – 67%)  . Al 60% ci sono  Cristiana MUSCARDINI (CSR); Gabriele Albertini PDL); Gianni Vattim (IdV);  Luigi Berlinguer (PD); Mario MAURO (ex PDL, poi ministro del Governo Monti).  Un bel gruppo di eurodeputati del PDL/FI  riesce ad ottenere la sufficienza con la quor ta del 50%: Amalia Sartori; Antonio Cancian; Barbara Mater; Erminia Mazzoni; Giovanni La Via; Iva Zanicchi; Lara Comi; Licia Ronzulli; Raffaele Baldassarre; Roberta Angelilli; Sergio Paolo Francesco Silvestris. Insieme a loro ci sono anche Rita Borsellino(PD); Carlo Casini (UDC); Carlo Fidanza (FI-CN) ed  Herbert Dorfmann (SVP).

Ad aprire la teoria dei cattivi con il 40% sono  Alfredo Antoniozzi (PDL/FI);  Alfredo Pallone (PDL/FI);  Clemente Mastella(UDE ora candidato per Forza Italia); Crescenzio Rivellini (PDL/FI); Marco Scurria (FI-CN); Salvatore Iacolino (PDL/FI); Sergio Berlato (PDL/FI); Sonia Alfano (IdV); Tiziano Motti (UDC). Peggio di loro fanno con il 333% di presenze Giuseppe Gargani (UDC) e con il 30%  Aldo Patriciello; Elisabetta Gardini;  Paolo Bartolozzi; Potito Salatto, tutti PDL/FI, e Francesca Balzani (PD);  Ciriaco De Mita (UDC);  Salvatore Tatarella (FLI):

Dell’ambiente non sembra interessare quasi nulla agli eurodeputati italiani che si fermano al 20% di presenze: Antonello Antinoro (UDC); Fabrizio Bertot (PDL/FI che non ha fatto tutta la legislatura); Magdi Cristiano Allam (AI ora candidato con Forza Italia) Vito Bonsignore (PDL/FI). Ma la classifica dei pessimi in ambiente è chiusa quasi solo dagli eurodeputati della Lega Nord, tanto che con il 10% di presenze sembrano degli ambientalisti i leghisti Claudio Morgantini; Giancarlo Scotta; Lorenzo Fontana; Mara Bizzotto; Mario Borghezio e il segretario Matteo Salvini, con loro ad aver votato solo una volta sulle 10 più importanti questioni ambientali c’è anche Oreste Rossi (Forza Italia). A non aver partecipato a nessun voto e con un punteggio dello 0%, che consegna loro la palma degli assenteisti ambientali del Parlamento europeo,   ci sono ancora due leghisti: Fiorello Provera e Francesco Speroni, insieme a  Giovanni Collino (PDL/FI), decaduto nel 2011 perché eletto in Senato e Susy De Martini (Forza Italia, ma nel gruppo dell’European Conservatives and Reformists) che però è diventata europarlamentare nel 2013.