Clima, anche la Toscana si surriscalda. L’analisi del Lamma

[16 marzo 2015]

“E’ tutto un altro clima”, l’ebook pubblicato nel 2012 da Toscana Notizie, raccontava già, con un’intervista al professor Maracchi, come la Toscana debba fare i conti con piogge intense – almeno un evento critico ogni anno, dal 2009 – bombe d’acqua ma anche siccità. Un altro ebook on-line, “Cosa insegna il fiume”, sottolinea che si deve tener conto dei cambiamenti climatici anche per la prevenzione del rischio idrogeologico, dato che la Toscana dal 2011 in poi viene colpita da alluvioni che hanno avuto impatti sul  turismo, l’agricoltura o la gestione degli acquedotti.

Il Lamma, il consorzio CNR-Regione che è la voce ufficiale del meteo in Toscana, afferma che il 2014 «è stato l’anno più caldo degli ultimi 60 anni – +1,5 ° C – insieme al 2003, e il secondo più piovoso dopo il 1960». Secondo l’elaborazione realizzata su dati del servizio idrogeologico regionale e dell’aeronautica militare, «il 2014 si è contraddistinto però anche per alcune anomalie. L’estate è stata tutto sommato fresca, rispetto almeno agli ultimi quindici anni. Nel 2003 furono i mesi estivi eccezionalmente caldi ad influenzare la media annuale. Nel 2014 c’è stata invece un’unica vera ondata di calore, registrata tra il 7 e il 14 giugno, e la differenza l’ha fatta piuttosto l’inverno mite che l’ha preceduta, senza ondate di freddo, e l’autunno che l’ha seguita, il più caldo da sessant’anni. Gennaio è stato il mese più piovoso dal 1920 sulla Toscana settentrionale, febbraio non ha avuto praticamente gelate e mai, in molti capoluoghi, la colonnina di mercurio è scesa sotto lo zero. Un anno con un’estate anche con record di pioggia, soprattutto a luglio: per quantità (dal 1955) e giorni piovosi (dal 1992)».

Se il 2014 è stato l’anno più caldo nel mondo degli ultimi 100 anni, il CNR-ISAC sottolinea anche che in Italia «l’anno 2014 è risultato il più caldo in assoluto dall’inizio delle rilevazioni strumentali, ovvero da più di due secoli a questa parte, con un’anomalia media sul territorio nazionale di + 1,45 ° C che possono sembrare pochi per i non addetti ai lavori ma non lo sono».

Bernardo Gozzini, direttore del Lamma toscano, conclude: «La generazione di mia figlia che ha diciannove anni cresce in un clima molto diverso da quello che ho vissuto io o mio padre.  Dagli anni ’50 agli anni ’80 del secolo scorso il clima è rimasto pressoché lo stesso, poi è cambiato. I ghiacci dell’Artico si sono ritirati del 35 per cento e nell’aria è cresciuta in maniera significativa l’anidride carbonica, passata da 320 parti per milioni a 390. Tutto in trent’anni».