Clima, l’India vara un nuovo piano per la mobilità urbana

[18 dicembre 2013]

Ridurre i gas serra responsabili del cambiamento del cima che produce effetti talvolta devastanti, è una necessità di cui tutti paesi sviluppati, in via di sviluppo, emergenti o più arretrati, sono consapevoli. Tuttavia visti i molti interessi in gioco trovare accordi globali non è affatto semplice e scontato come dimostrano i fallimenti più o meno marcati delle varie Conferenze delle Parti dell’Unfccc (Cop) per il clima. Per l’incremento dei gas serra particolare apprensione è destata dal contributo dei Paesi economicamente emergenti (Brics) e tra questi Cina ed India.

Il Governo di Nuova Delhi (in particolare il ministero dello Sviluppo urbano) insieme con l’Istituto di trasporto urbano e con il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep), ha aggiornato il piano per la mobilità urbana la cui prima edizione era stata preparata nel 2008. Secondo il rapporto, l’obiettivo di un miglioramento delle strategie di mobilità, che includono un traffico veicolare più efficiente, sistemi di trasporto pubblico potenziati e incremento delle possibilità di trasporto non motorizzato (bici), dovrebbe migliorare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del Paese. Secondo l’Unep l’attenzione del governo indiano ai cambiamenti climatici è aumentato, ma con la crescita degli ultimi decenni è aumentato l’inquinamento e sul piano sociale anche il divario tra ricchi e poveri. E’ quindi necessario garantire diritto alla salute per tutti e diritto alla mobilità secondo uno sviluppo sostenibile ed  inclusivo.

Lo scenario sostenibile presuppone l’utilizzo di fonti energetiche a basse emissioni di carbonio quali le energie rinnovabili e il gas naturale, nonché l’utilizzo di tecnologie altamente efficienti, insieme all’adozione di stili di comportamento e di consumo coerenti con lo sviluppo sostenibile. Nel nuovo rapporto si raccomanda che le città sviluppino piani di mobilità globale per persone e merci con obiettivi calendarizzati, ed opzioni di finanziamento per tutte le misure da adottare.

Tali piani dovrebbero portare ai seguenti risultati: miglioramento della mobilità per tutti i gruppi socio-economici; riduzione delle emissioni di CO2; miglioramento della qualità dell’aria; miglioramento della sicurezza per i pedoni e gli utenti in transito non motorizzati; realizzazione di indicatori e parametri di riferimento. Per quanto riguarda gli step di attuazione, il rapporto raccomanda che le azioni immediate e di breve termine (0-2 anni) dovrebbero mirare a migliorare la sicurezza e l’accessibilità dei pedoni, ciclisti e utenti del trasporto pubblico, così come la fluidità del traffico. Azioni a medio termine (2-5 anni) dovrebbero includere iniziative a livello di ambito urbano, come i miglioramenti della flotta di trasporto pubblico, mentre le azioni a lungo termine ( 5-10 anni) dovrebbero includere l’attuazione della visione complessiva del piano di mobilità. Questo comporta lo sviluppo di reti ciclopedonali, sistemi di trasporto pubblico a basso impatto ambientale, regolamenti per i parcheggi con relative strategie di prezzo come strumento di gestione della domanda. Ma considerate le densità della popolazione nelle aree urbane indiane, per ottenere risultati concreti è necessario mettere mano al sistema di organizzazione delle città, compresi i servizi, per limitare le necessità di spostamento. L’obiettivo è quello di “costruire”, in tempi brevi, smart city che ancora purtroppo stentano ad essere realizzate nei Paesi sviluppati.