Clima e banche, appello dei presidenti delle istituzioni multilaterali: «Una risposta davvero globale al cambiamento climatico»

Il ruolo della Bei nel finanziamento climatico

[12 dicembre 2017]

Mentre a Parigi è iniziato l’One Planet Summit voluto dal presidente francese Emmanuel Macron, Project Syndicate  pubblica l’appello “Una risposta davvero globale al cambiamento clinatico” firmato da Akinwumi Adesina, presidente dell’African Development Bank; Suma Chakrabarti, presidente dell’European Bank for Reconstruction and Development; Bandar M. H. Hajjar, presidente dell’Islamic Development Bank; Werner Hoyer, presidente dell’European Investment Bank; Kundapur Vaman Kamath, presidente della New Development Bank; Jim Yong Kim, presidente del World Bank Group; Jin Liqun, presidente dell’Asian Infrastructure Investment Bank; Luis Alberto Moreno, presidente dell’Inter-American Development Bank e membro del Foundation Board del World Economic Forum; Takehiko Nakao, presidente dell’Asian Development Bank. Secondo i capi delle grandi banche n mondiali «Un’azione per il clima non significa soltanto tenere sotto controllo le temperature del globo, ma può essere anche uno stimolo a promuovere lo sviluppo e ridurre la povertà in tutto il mondo. Alla conferenza sul clima Cop23 tenutasi a Bonn nel mese di novembre, le istituzioni multilaterali che si occupano di sviluppo sono apparse più concentrate che mai nell’intento, urgente e fondamentale, di supportare e finanziare questi obiettivi cruciali».

Ma i grandi banchieri delle istituzioni multilaterali per lo sviluppo sottolineano che «Il clima politico odierno è incerto, ma il cambiamento climatico non lo è, e per questo bisogna promuovere una partnership a livello mondiale per agevolare la transizione a uno sviluppo a basse emissioni di carbonio ed ecologico. A tale proposito, le istituzioni multilaterali per lo sviluppo non sono mai state così importanti.  Uno sviluppo ecologico è anche vantaggioso sul piano economico e imprenditoriale, soprattutto per quel che riguarda le infrastrutture sostenibili. Abbiamo già assistito all’enorme espansione delle energie rinnovabili, che hanno creato nuove opportunità d’impresa e posti di lavoro. Molti investimenti ecologici, inoltre, possono contribuire a ridurre traffico e inquinamento. Imparare oggi a sviluppare una buona resilienza aiuterà a risparmiare denaro in seguito. Il nostro impegno, dunque, è teso a promuovere un futuro ecologico».

Dopo aver riaffermato il loro impegno a rispettare l’accordo di Parigi i 9 presidenti  ricordano che il ruolo delle loro banche «è   quello di stimolare i finanziamenti sia pubblici sia privati, che sono una parte fondamentale della soluzione al problema del clima. Questo è il motivo per cui, due anni dopo la stipula dell’accordo di Parigi, ci stiamo sforzando di allineare sempre meglio le risorse e gli interventi a sostegno degli obiettivi dei paesi in via di sviluppo».

A  luglio, il Piano d’azione del G20 sulla sostenibilità ha assunto le indicazioni dell’Accordo di Parigi nelle politiche del G20, sottolineando «L’importanza cruciale di un utilizzo più efficace dei finanziamenti delle istituzioni multilaterali per lo sviluppo nel favorire l’innovazione e gli investimenti privati a favore del clima.  Nel 2016 soltanto, le istituzioni multilaterali che si occupano di sviluppo hanno stanziato oltre 27 miliardi di dollari per il clima, e oggi continuano a prodigare il proprio impegno determinate a intensificare la mobilitazione di fondi pubblici e privati a favore del clima alla COP23».

Adesina, Chakrabarti, Hajjar, Hoyer, Vaman Kamath, Kim, Jin Moreno e Nakao si impegnano a; «Mantenere la promessa, formulata nel 2015, di sostenere maggiormente gli investimenti climatici nei paesi in via di sviluppo entro il 2020, sia attraverso finanziamenti diretti sia mediante la mobilitazione di risorse; Stimolare la mobilitazione degli investimenti privati promuovendo riforme politiche e normative. Ciò comprende l’allineamento dei segnali di prezzo, un uso innovativo degli strumenti politici e finanziari e, a seconda dei casi, il finanziamento di prestiti agevolati (a un tasso di interesse inferiore ai tassi di mercato) per contribuire a incrementare gli investimenti pubblici e privati nei progetti climatici; Rafforzare l’impegno internazionale collaborando con altri istituti di finanziamento allo sviluppo per aumentare la trasparenza e la coerenza nel controllo delle transazioni finanziarie legate al clima e nella comunicazione dei dati relativi alle emissioni di gas serra; Rendere il cambiamento climatico la nostra massima priorità, mettendo le politiche sul clima al centro delle nostre attività e allineando i flussi finanziari ai parametri stabiliti dall’accordo di Parigi; Fornire supporto ai paesi, alle città e ai territori nell’attuazione dei rispettivi piani d’azione per il clima e creare le condizioni per un’ambiziosa proliferazione futura di contributi simili; e  Collaborare con i nostri clienti per sostenere iniziative tese a proteggere le aree più vulnerabili sul piano climatico, compresi i piccoli stati insulari in via di sviluppo, mobilitando al tempo stesso ancor più finanziamenti per consentire ai paesi in via di sviluppo di aumentare la propria resilienza e di adeguare le proprie infrastrutture, comunità, ecosistemi e imprese alle conseguenze del cambiamento climatico. Ognuna di queste misure sostiene il nostro impegno verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. Attraverso la loro implementazione, l’azione per il clima diventerà un elemento chiave dello sforzo della comunità internazionale per collocare le infrastrutture e l’introduzione di nuove tecnologie e politiche per l’energia, l’acqua e la mobilità al centro di uno sviluppo sostenibile».

L’appello dei presidenti delle grandi banche per lo sviluppo si conclude evidenziando che «Questa è una risposta seria a una sfida altrettanto seria. Il cambiamento climatico rappresenta una grave minaccia per l’ambiente, la crescita economica e la vita degli abitanti del nostro pianeta, soprattutto quelli più poveri e vulnerabili. È opportuno, quindi, che questa minaccia per le economie nazionali e ogni essere umano sulla terra, così come la possibilità di contrastarla, sia affrontata con il supporto delle istituzioni multilaterali per lo sviluppo. Il nostro è un invito ad altre realtà affinché si uniscano a noi nel mettere l’azione per il clima al centro della propria attività, aumentino gli investimenti climatici e monitorino il loro impatto in ogni parte del mondo».

Sullo stesso tema interviene anche Jonathan Taylor, vice-presidente responsabile dell’azione in favore del clima e dell’ambiente della Banca europea per gli investimenti (Bei) che intervenendo al Climate Finance Day alla vigilia del summit One Planet ha esortato la comunità internazionale a compiere maggiori sforzi: «Nella sua qualità di Banca dell’Unione europea, la Bei è uno dei grandi difensori dell’Accordo di Parigi sul clima ec degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Prima fornitrice di fondi multilaterali al mondo per l’azione a favore del clima, la Bei si è impegnata a fornire 100 miliardi di dollari in 5 anni, fino al 2020, per l’azione a favore del clima, il che dovrebbe permettere di mobilitare circa 300 miliardi di dollari di investimenti in progetti rispettosi del clima. Il contributo della Bei all’Accordo di Parigi  si traduce in un rialzo dei volumi all’esterno dell’Ue (35% del totale dei finanziamenti entro il 2020)  e in una maggiore attenzione data all’incidenza dei cambiamenti climatici, all’adattamento ai loro effetti e all’integrazione di queste considerazioni in tutte le sue attività».

Taylor ha spiegato che «Al fine di mobilitare le risorse necessarie per lottare contro i cambiamenti climatici, è essenziale rafforzare la cooperazione tra il settore pubblico e privato. La piattaforma di finanziamento climatico Lussemburgo-Bei illustra come la Bei riesce a mobilitare degli investimenti privati  a sostegno dell’azione in favore del clima. E’ la prima volta che uno Stato membro apporta il suo contributo finanziario a tutta una piattaforma di finanziamento climatico piuttosto che a un’operazione in particolare. Una piattaforma ancora più vecchia, i fondi del Geeref Fund (Global Energy Efficiency and Renewable Energy Fund) associano un capitale che copre le prime perdite che provengono da fondi pubblici e dal capitale privato erogati da investitori istituzionali per sostenere gli investimenti through equity  (participazioni) in progetti di piccole e medie dimensioni nel settore delle energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo»

Il vicepresidente della Bei ha concluso: «Riguardo alla raccolta di risorse, la Bei è fiera di aver inaugurato il green bond market e di esserne il più grande emettitore. Quest’anno, la Bei celebra il decimo anniversario del suo primo Climate Awareness Bond  con un’emissione di circa 20 miliardi di euro. Svolgiamo un ruolo di precursori vigilando per rendere il mercato delle obbligazioni verdi più trasparente per attirare più bond issuers   e investitori per mobilitare le risorse necessarie per far fronte alle sfide che si presentano».