Il clima assente dalle elezioni. l’appello ai Partiti di Italian Climate Network

Ecco le 14 azioni necessarie per costruire l’Italia del futuro

[23 febbraio 2018]

La campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 Marzo sta entrando nella sua fase conclusiva. Tra i temi che riempiono l’agenda vi è un convitato di pietra: la politica climatica.

A dieci giorni dal voto Italian Climate Network lancia un appello ai partiti impegnati nella campagna nazionale: non affrontare questi temi significa essere incauti e inadatti a pianificare il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

«Riscontriamo con profonda amarezza che non si sta parlando di politiche climatiche durante questa campagna elettorale – dichiara la Presidente di Italian Climate Network Serena Giacomin  – eppure fronteggiare i cambiamenti climatici significa affrontare temi cruciali per rilanciare il nostro Paese: la tutela dal rischio naturale e climatico, la transizione energetica e l’innovazione tecnologica necessaria per realizzarla, la tutela della salute dei cittadini, la responsabilità nei confronti dei giovani. Il momento per agire è oggi e tutti i partiti e i movimenti in campo dovrebbero esserne consapevoli».

Lasciare in secondo piano il tema dei cambiamenti climatici non è solo una mancata adempienza agli impegni formali che il nostro Paese ha ratificato negli ultimi anni, ma soprattutto un segno di mancanza di visione a lungo termine e incapacità politica generale: non agire oggi non solo avrà costi maggiori nel futuro, ma comporterà danni che colpiranno la generazione presente e quella futura.

«Lanciamo questo appello ai partiti con l’auspicio che le 14 azioni strategiche siano messe al centro dell’agenda di Governo per la prossima legislatura . conclude Giacomin – non agire durante il prossimo lustro avrà conseguenze irreversibili sull’intero sistema Paese da un punto di vista sociale, economico e ambientale».

 

L’Italia del Futuro

La legislatura 2018-2023 dovrà costruire le fondamenta per raggiungere gli obiettivi ambiziosi siglati dal nostro Paese a livello internazionale negli ultimi anni quali l’Accordo di Parigi, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030.

Un’azione di governo coordinata entro queste tre cornici offre infatti la possibilità’ di integrare politiche di riduzione del rischio, politiche climatiche e lotta alla povertà.

Aver firmato l’Accordo di Parigi significa intraprendere un percorso di sviluppo del nostro Paeseambizioso guidato da una vera e propria rivoluzione del sistema energetico nazionale, che sia in grado di garantire un principio di equità tra le generazioni: dobbiamo fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti possano disporre delle nostre stesse possibilità di usufruire delle risorse, delle bellezze e delle peculiarità del nostro Paese.
La mancanza di ambizione nel corso della prossima legislatura avrà due importanti esiti negativi: il nostro sistema Paese sarà impreparato a cogliere le sfide del prossimo decennio e i nostri figli e i nostri nipoti pagheranno i danni della nostra incapacità decisionale sia dal punto di vista economico che sociale.
A nostro parere, due sono le principali priorità: rivoluzionare il sistema energetico, riducendo le cause del cambiamento climatico e ridurre al minimo il rischio e gli impatti dei cambiamenti climatici in atto per sostenere la trasformazione dei settori produttivi e garantire una migliore qualità della vita ai nostri cittadini.  
Ridurre il rischio. Rafforzare e potenziare l’azione di Italia Sicura e di Casa Italia: obiettivo primario è la riduzione dei tempi tra l’approvazione dei progetti e la chiusura dei lavori.

Adattamento. Migliorare il Piano Nazionale di Adattamento perché includa una migliore analisi degli impatti dei cambiamenti climatici sul settore energetico (idroelettrico) ed industriale per favorire la pianificazione di lungo periodo a livello nazionale e includa un reale dislocamento di fondi nazionali specifici per ridurre la vulnerabilità e rafforzare la resilienza della nostra società.

Italia Rinnovabile. L’Italia è in linea per raggiungere l’obiettivo di produzione di energia rinnovabile previsto dall’Unione Europea al 2030 ma questo è legato a doppio filo dall’efficienza del settore idroelettrico, che risulta fortemente minacciato dai nuovi regimi di pioggia (in calo e non costanti) conseguenti ai cambiamenti climatici in atto.

Coltivare Energia. Porre le basi legislative affinché il nostro Paese diventi la terra dove si coltivano il sole e il vento (su mare e su terra), sfruttando le tecnologie di accumulo per equilibrare i flussi di rete e sviluppare nuove competenze e professioni; parallelamente si dovrà raggiungere l’obiettivo di chiudere le centrali a carbone entro il 2025.

Tetti solari su ogni tipo di edificio entro il 2030, con la sola esclusione degli edifici storici sottoposti a vincolo dalle sovraintendenze

Inserire all’interno del redigendo Regolamento Edilizio Nazionale una formulazione per la quale è prioritario costruire o ristrutturare (ove possibile) prediligendo l’esposizione della falda dei tetti con massima esposizione al sole

Off-shore eolico: ove le condizioni di vento lo permettano, istituire una procedura agevolata per investimenti di eolico off-shore

Piano per la conversione aree di distribuzione carburanti: le attuali stazioni di rifornimento dovranno diventare aree dove si coltivi e si accumuli energia solare, garantendo quindi sostenibilità economica a un settore che si sente minacciato dalla transizione.

Riconversione sostenibile delle piattaforme off-shore presenti nei nostri mari una volta raggiunto il fine vita produttivo.

Senza diesel. La coltivazione di sole e vento e il sostegno all’accumulo di energia saranno da traino per lo sviluppo di una nuova forma di mobilità su gomma: il nostro Paese deve porsi l’obiettivo di eliminare i veicoli diesel entro il 2040, sia nella mobilità pubblica (entro il 2030) che privata (2040).

Sussidi e futuro. Rivedere in toto il portafoglio di incentivi-sussidi che gravano sul settore energetico: rinnovabili, produzione di energia fossile e consumo di fonti fossili. È necessario considerare tutti gli elementi in atto per pianificare una redistribuzione che spinga verso una piena e completa innovazione e trasformazione del parco circolante pubblico e privato nel nostro paese in tutti i settori produttivi.

Piano della logistica nazionale. Migliorare lo spostamento delle persone attraverso una nuova normalità legata ad una diffusione del trasporto pubblico e potenziamento della logistica su ferro per cambiare il ruolo e gli impatti della logistica su gomma.

Le città come guida e traino. Le città stanno prendendo decisioni ambiziose: compito del Governo centrale è quello di incanalare l’ambizione e il traino delle decisioni delle metropoli su azioni di ampia scala onde evitare la formazione di “isole felici” creando disomogeneità a livello locale, in particolare su trasporto pubblico e logistica.

Eccellenze a prova di clima. I cambiamenti climatici stanno modificando le condizioni meteorologiche medie a livello nazionale mettendo a rischio alcuni settori fondamentali per la nostra economia: turismo e agroalimentare. Il potenziamento di Meteo Italia, recentemente creato, è la via per fornire in modo efficace e continuo analisi degli impatti e degli scenari futuri agli operatori di settore come strumenti di supporto alla pianificazione di investimenti e progettualità.

Case a impatto zero. Un’economia low-carbon implica una rivoluzione del mondo dell’abitazione privata: entro il 2050 la quasi totalità degli edifici costruiti prima del nuovo Millennio dovrà essere sottoposta a interventi di efficientamento energetico. Gli eco-bonus dovranno essere garantiti, confermati e potenziati per fare in modo che ristrutturare o rendere efficiente l’abitazione sia una procedura semplice sia dal punto di vista creditizio che operativo.

Pubblica Amministrazione virtuosa. Il patrimonio pubblico dovrà essere rinnovato e reso efficiente entro il 2030: semplificazione delle procedure decisionali e amministrative; necessario lo svincolo dal patto di stabilità per questa tipologia di interventi. Rivedere la legislazione riguardo il Partenariato Pubblico-Privato in modo che non venga contabilizzato ai fini del debito per progetti specifici riguardanti riduzione delle emissioni e miglioramenti energetici.

Italia aria pulita. Garantire un’aria più pulita ai cittadini è un dovere: la mobilità elettrica è solo un pezzo del puzzle. Dovrà essere vietata la combustione residenziale di biomassa nel nuovo edificato e a seguito degli interventi di rinnovo e recupero dell’edificato. L’uso di biomassa a scopo energetico dovrà essere veicolato in impianti centralizzati volti alla produzione di energia elettrica o termica, con dimensioni minime di impianto in modo da massimizzare l’aspetto economico ed energetico dell’intervento e ridurre al minimo la produzione di inquinanti a seguito del controllo delle emissioni garantendo inoltre lo sviluppo di piani di gestione forestale sostenibili e non frammentati.

Agricoltura 2.0. Il settore agricolo dovrà innovarsi dal punto di vista tecnologico per essere parte della trasformazione del nostro Paese: il sostegno a piccoli e medi agricoltori per il rinnovo del parco mezzi dovrà essere al centro dell’azione politica del prossimo decennio al fine di migliorare l’efficienza della produzione agricola e minimizzare la produzione e dispersione di inquinanti in atmosfera quali metano e ammoniaca e ridurre l’apporto di nitrati al suolo, con conseguente miglioramento della qualità delle acque di falda nelle zone sensibili.

Nuova Luce. Il rinnovo totale dei sistemi di illuminazione pubblica ha un impatto sul portafoglio nazionale pari al gettito IMU. Il Governo centrale dovrà’ supportare le Amministrazioni Locali, in particolare quelle di medio-piccole dimensioni al fine di agevolare gli investimenti per la completa riqualificazione degli apparecchi illuminanti.

di Consiglio Direttivo di Italian Climate Network