Clima, COP 19 Varsavia: dirimente è la questione finanziaria

[14 novembre 2013]

Dare una risposta alla questione finanziaria è un punto cruciale per tentare di trovare una soluzione  ai problemi relativi e ai cambiamenti climatici, per questo deve essere una questione prioritaria nella COP19 di Varsavia, i cui progressi potrebbero facilitare il raggiungimento di un accordo positivo e sostanziale a Parigi nel 2015.

Adeguati finanziamenti sono necessari per consentire azioni di adattamento a livello globale, ma in modo specifico nei paesi più vulnerabili e nei paesi in via di sviluppo, per garantire politiche di mitigazione nei paesi sviluppati, per accompagnare la giusta transizione ad un lavoro decente e sostenibile.

Senza finanziamenti adeguati si rischia di non riuscire a mettere in atto azioni concrete, soprattutto nei paesi più poveri.

Le questioni aperte sul tema dei finanziamenti sono ancora molte:

–          la necessità di individuare criteri trasparenti nell’applicazione e nella ripartizione dei fondi;

–          la ricerca di un equilibrio nell’utilizzo del GCF (green climate found – fondo verde per il clima) fra progetti di adattamento e di mitigazione, tenendo in debito conto che l’adattamento è essenziale per la sopravvivenza dei piccoli stati insulari e dei paesi più vulnerabili (come ci ricorda quanto appena avvenuto nelle Filippine), e per i paesi in via di sviluppo, per garantire uno sviluppo sostenibile che consenta di sradicare la povertà senza compromettere la salute del pianeta;

–          occorre quantificare il fabbisogno economico per trasformare l’economia globale in una economia low carbone e sostenibile. Le risorse già definite a Cancun e Durban ancora non si sono materializzate, devono essere rese disponibili da subito e se necessario incrementate;

–          definire il ruolo della finanza privata, che deve essere solo complementare a quella pubblica;

–          supportare il trasfeerimento delle tecnologie dai paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo;

–    garantire che le politiche di adattamento rispettino i diritti delle popolazioni indigene, anche prevendendo meccanismi di partecipazione e di autodeterminazione delle popolazioni indigene per l’utilizzo del fondo verde per il clima;

–   rivedere il sistema del Redd plus (programma di riduzione delle emissioni prodotto della deforestazione e del degrado ambientale) considerando i boschi e le foreste non sono solo  riserve di carbonio ma come elementi essenziali della biodiversità e di una economia di sussistenza di molte popolazioni.

E’ evidente che la questione finanziaria è dirimente per fronteggiare con determinazione ed azioni concrete la lotta ai cambiamenti climatici. Vale a Varsavia, nei negoziati sul clima,  come in Italia, nell’approvazione della Legge di stabilità, se vogliamo l’affermazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile socialmente ed ambientalmente, dobbiamo trovare le risorse per rendere possibile il cambiamento.