Clima e energia Ue al 2030, gli ecologisti appoggiano il ministro dell’Ambiente

Ferrante e Della Seta: «La lotta ai cambiamenti climatici è imperativo ambientale ma anche occasione di crescita»

[21 gennaio 2014]

I lavori della Commissione europea per Libro Bianco sul Clima e l’Energia per il 2030 sono ormai al culmine, e verranno presentati domani. I conflitti interni non mancano, e vedono contrapposti gli spauracchi di chi paventa una fuga delle imprese più energivore davanti a vincoli e obiettivi troppo stringenti agli ambiziosi progetti di chi è convinto che un’economia europea più pulita e innovativa sia possibile. Nei ranghi di queste ultime fila sembra rientrare a pieno titolo anche il ministero dell’Ambiente italiano, Andrea Orlando, che oggi ha ribadito la sua posizione impegnandosi perché un target elevato venga infine raggiunto.

«La posizione del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che insieme ai suoi colleghi tedesco, inglese e francese ha chiesto formalmente che l’Unione europea fissi al 40% il taglio delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, è un segnale importante e prezioso di consapevolezza», hanno commentato Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, esponenti di “Green Italia”

«Orlando con la sua iniziativa – affermano i due ecologisti – mostra di comprendere fino in fondo che schierare il nostro Paese all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici è sì un urgente imperativo ambientale e sociale, visti i danni che già si osservano legati alle alterazioni del clima, ma è anche una grande, straordinaria occasione di innovazione e sviluppo per il nostro sistema economico. Infatti, è grazie ai target già in vigore se l’Italia ha conosciuto in questi anni di crisi un promettente decollo delle energie rinnovabili, che in controtendenza con la recessione ha fatto nascere e crescere migliaia di aziende e creato decine di migliaia di posti di lavoro. Portare l’obiettivo del taglio delle emissioni al 40% sarebbe dunque, per l’Italia e per l’Europa, un atto di responsabilità e di lungimiranza: speriamo solo che l’accelerazione di Orlando valga a superare le resistenze, gli ostacoli di quanti, da Confindustria al ministro Zanonato, finora hanno preferito difendere gli interessi parzialissimi dei grandi gruppi dell’energia fossile piuttosto che quelli generali dell’Italia».