Clima e salute: i benefici sono il doppio dei costi per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi

Oms: se si tiene conto della salute, la mitigazione dei cambiamenti climatici è un'opportunità, non un costo

[6 dicembre 2018]

Secondo il “COP-24 Special Report: health and climate change“ dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) presentato alla  24esima Conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change (Cop24 Unfccc) in corso a Katowice in Polonia, «Raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi potrebbe salvare circa un milione di vite all’anno in tutto il mondo entro il 2050 solo attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico da solo». All’Oms ricordano che «Le ultime stime dei principali esperti indicano inoltre che il valore degli incrementi della salute derivanti dall’azione climatica sarebbe circa il doppio del costo delle politiche di mitigazione a livello globale e in Paesi come la Cina e l’India il rapporto costi/benefici è ancora più elevato».

Il rapporto speciale evidenzia perché «le considerazioni sulla salute sono fondamentali per il progresso dell’azione climatica» e fa delle raccomandazioni chiave ai  decisori politici.

Secondo i dati Oms, «L’esposizione all’inquinamento atmosferico ogni anno causa 7 milioni di morti in tutto il mondo e a livello globale costa circa 5,1 trilioni di dollari in perdite di benessere». Si stima che nNei 15 Paesi che emettono la maggior parte delle emissioni di gas serra, gli impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute costino più del 4% del loro Pil. Le azioni necessarie a  raggiungere gli obiettivi di Parigi costerebbero circa l’1% del Pil globale.

Presentando il rapporto, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus,  ha sottolineato cje «L’accordo di Parigi è potenzialmente l’accordo per la salute più forte di questo secolo. Le prove dimostrano chiaramente che il cambiamento climatico sta già avendo un grave impatto sulla vita e sulla salute umana. Minaccia gli elementi di base di cui tutti abbiamo bisogno per una buona salute – aria pulita, acqua potabile sicura, fornitura di cibo nutriente e riparo sicuro – e minerà decenni di progressi sulla salute globale. Non possiamo permetterci di ritardare ulteriormente l’azione».

Anche le stesse attività umane che destabilizzano il clima della Terra contribuiscono direttamente a far star male le persone: la combustione di è la principale causa del cambiamento climatico e dà anche un importante contributo all’inquinamento atmosferico. Maria Neira, direttrice Oms per la salute pubblica e i determinanti ambientali e sociali della salute, aggiunge: «Il vero costo del cambiamento climatico è risentito dai nostri ospedali e dai nostri polmoni. L’onere sanitario delle fonti di energia inquinanti è ora così alto, che il passaggio a scelte più pulite e più sostenibili per l’approvvigionamento energetico, i trasporti e i sistemi alimentari si ripaga in modo efficace. Quando si tiene conto della salute, la mitigazione dei cambiamenti climatici è un’opportunità, non un costo».

Passare a fonti energetiche lo0w.carbon non migliorerà solo la qualità dell’aria, ma fornirà ulteriori opportunità di benefici immediati per la salute. «Ad esempio – spiegano all’Oms –  l’introduzione di opzioni di trasporto attivo come il ciclismo contribuirà ad aumentare l’attività fisica che può aiutare a prevenire malattie come diabete, cancro e malattie cardiache».

Ii COP-24 Special Report: health and climate change  descrive anche come i Paesi di tutto il mondo stanno prendendo provvedimenti per proteggere le vite delle persone dagli impatti dei cambiamenti climatici, ma fa presente che «Il livello di sostegno rimane tristemente inadeguata, in particolare per gli Stati insulari in via di sviluppo e per i Paesi meno sviluppati. Solo circa lo 0,5% dei fondi climatici multilaterali concessi per l’adattamento ai cambiamenti climatici è stato assegnato a progetti sanitari».

I piccoli Stati insulari del Pacifico contribuiscono allo 0,03% delle emissioni di gas serra, ma sono tra i più colpiti dai loro effetti e per questi piccoli Stati – spesso poverissimi –  è necessaria un’azione urgente per affrontare i cambiamenti climatici – a cominciare dal risultato della Cop24 Unfccc di Katowice – e per tutelare la salute dei loro popoli e la loro stessa esistenza.

Joy St John, vicedirettrice generale dell’Oms per il clima e altri fattori determinanti della salute, ha fatto notare che «Ora abbiamo una chiara comprensione di ciò che deve essere fatto per proteggere la salute dai cambiamenti climatici: da strutture sanitarie più resilienti e sostenibili, a sistemi di allarme migliorati per epidemie estreme e epidemie di malattie infettive. Ma la mancanza di investimenti sta lasciando indietro i più vulnerabili». Per questo il rapporto invita tutti i paesi a prendere in considerazione la salute in tutte le analisi costi-benefici della mitigazione dei cambiamenti climatici e raccomanda che i paesi «Utilizzino incentivi fiscali come il carbon pricing  e i sussidi energetici per incentivare i settori a ridurre le loro emissioni di gas serra e gli inquinanti atmosferici». Inoltre, incoraggia le parti dell’Unfccc  a «rimuovere gli ostacoli esistenti al sostegno dei sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici.

L’Oms sta lavorando con tutti i Paesi del mondo per: Valutare i benefici per la salute che deriverebbero dall’attuazione degli attuali Nationally Determined Contributions (NDC) dell’accordo di Parigi e il potenziale di maggiori guadagni derivanti da un’azione più ambiziosa necessaria per raggiungere gli obiettivi di limitare il riscaldamento globale a 2° C o 1,5° C. Garantire sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici, specialmente nei paesi più vulnerabili come i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (Sids); e promuovere azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici che massimizzino i benefici sanitari immediati e a lungo termine, nell’ambito di un’iniziativa speciale sui cambiamenti climatici e la salute nei Sids, lanciata in collaborazione con il Segretariato dell’Unfccc e la presidenza delle Fiji della COP-23 e resa operativa dal Pacific Islands Action Plan on Climate Change and Health. Tracciare i progressi nazionali nella protezione della salute dai cambiamenti climatici e ottenere benefici per la salute dalle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici, attraverso gli Oms/Unfccc Climate and Health country profiles –  che attualmente coprono 45 Paesi – 90 dei quali dovrebbero essere completati entro la fine del 2019.

Il rapporto contiene anche delle raccomandazioni ai governi su come massimizzare i benefici per la salute derivanti dalla lotta al  cambiamento climatico e su come evitare i peggiori effetti sulla salute di questa sfida globale ed evidenzia che le Parti dell’Unfccc potrerebbero far progredire gli obiettivi climatici, sanitari e di sviluppo con alcune misure  precise: Individuare e promuovere azioni che riducano le emissioni di carbonio e riducano l’inquinamento atmosferico e che includano impegni specifici per ridurre le emissioni di inquinanti a breve termine nei loro NDC. Garantire che gli impegni per valutare e salvaguardare la salute dell’Unfccc e nell’Accordo di Parigi si riflettano nei meccanismi operativi a livello nazionale e globale. Eliminare gli ostacoli agli investimenti per la salute nell’adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare attenzione ai sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici e alle strutture climate smart. Impegnarsi con la comunità sanitaria, la società civile e i professionisti della salute, per aiutarli a mobilitarsi collettivamente per promuovere azioni a favore del clima e i co-benefici per la salute. Promuovere, nel quadro dell’Unfccc, il ruolo delle città e dei governi subnazionali nell’azione climatica a favore della salute. Monitoraggio e rendicontazione formale dei progressi in campo sanitario derivanti dalle azioni per il clima, ai processi globali di governance del clima e della salute e agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Inclusione delle implicazioni sanitarie delle misure di mitigazione e adattamento nella politica economica e fiscale.