Il clima europeo nel 2016: notti calde e grandi inondazioni

Forti anomalie in Italia. In Europa occidentale l’evento meteorologico estremo più rilevante

[19 dicembre 2016]

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Una nuova analisi della World meteorogical organization (Wmo) dei dati delle temperatura dell’aria europee tra gennaio a dicembre 2016 conferma che il 2016 saà con tutta probabilità il quarto anno più caldo mai registrato in Europa. Un dato che fa seguito a due anni consecutivi, il 2014 e il 2015, che hanno battuto tutti i  record regionali delle temperature medie dell’aria.

La Wmo sottolinea che «Sulla base di prime stime, la temperatura media annua gennaio-dicembre dell’aria per l’Europa si prevede a 11,0° C, o 0,70° C al di sopra della media a lungo termine 1981-2010.

Il nostro continente se l’è quindi come il resto del mondo che, secondo il  “Provisional WMO Statement on the Status of the Global Climate in 2016”, nel 2016 sarà di circa 1,2° C al di sopra dell’era pre-industriale, il che lo rende l’anno più caldo da quando sono iniziate le raccolte di dati globali delle temperature, a metà del 1800.

Lo studio, dispnibile sul Climate Indicator Bulletin, è stata realizzata grazie ai dati forniti da un consorzio di servizi meteo nazionali e di istituti di ricerca ed è stato coordinato dal Royal Netherlands Meteorological Institute (Knmi) ed è stato pubblicato dal WMO Regional Climate Center for Europe (Wmo regional association VI). Nelle mappe allegate spiccano i dati sull’Italia che presenta marcate anomalie climatiche

La Wmo spiega che «Utilizzando la media a lungo termine 1981-2010 come linea di base, nel 2016, nella maggior parte dell’Europa è stato più caldo. Il riscaldamento più forte si è verificato nella parte orientale dell’Europa, con temperature dell’aria che hanno raggiunto fino a 2,5° C al di sopra del valore medio a lungo termine». Ma, contrariamente al 2015, nel 2016 l’Europa non ha segnato nuovi record giornalieri delle temperature dell’aria. Però la Wmo avverte che «Ci sono stati una serie di nuovi massimi per le temperature minime giornaliere dell’aria, che normalmente si verificano durante la notte. Specialmente nel mese di giugno, queste temperature dell’aria notturne sono state il massimo storico».

Negli ultimi 40 anni, la tendenza ad un crescente numero di notti più calde è stata molto più pronunciata nell’Europa occidentale, mentre questo non è avvenuto nella penisola balcanica.

Per quanto riguarda le precipitazioni annuali, nel 2016 la penisola balcanica, il Portogallo, l’Italia nord-orientale e parte dell’Europa orientale sono stati più umidi del solito, mentre l’Europa nord-occidentale è stata più secca del solito e a siccità continua a colpire il Mediterraneo orientale.

L’evento climatico estremo più significativo dell’anno in Europa si è verificato dal 26 maggio al 4 Giugno quando piogge torrenziali hanno colpito il sud-est e il centro della Francia, il Belgio, l’Olanda meridionale e il sud della Germania, un evento associato ad un sistema di bassa pressione in lento movimento, centrato sulla Germania, che ha attirato sul continente un flusso di aria umida dal Mare del Nord.

In tutta la Francia nord-orientale le pesanti piogge sono arrivate dopo una primavera piovosa, causando gravi inondazioni in molti bacini fluviali in tutta la regione. Il 3 giugno a Parigi, la Senna ha raggiunto un’altezza maggiore di 6 metri che non si vedeva dal 1982. Anche la Germania meridionale ha sperimentato inondazioni improvvise, soprattutto in alcune parti del Baden-Württemberg e della Baviera.

La Wmo sta creando dei Regional climate centers (Rcc) e Rcc-Networks per produrre e fornire più dati ei prodotti ad alta risoluzione focalizzati sulla reione europea, così come la formazione di persone competenti. L’ European Rcc-Network  coinvolge 50 servizi meteorologici e idrologici nazionale e attualmente è coordinato dal Deutscher Wetterdienst (il Servizio meteorologico nazionale tedesco – Dwd), mentre il Climate Indicator Bulletin  viene realizzato dal “nodo” del Rcc- Network per i servizi de coordinato dal Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut (Knmi), il Servizio meteorologico reale olandese.