Nel mondo 805 milioni di affamati, eppure c'è cibo per tutti

Clima, Fao: con cambiamenti necessario un nuovo approccio ai sistemi alimentari

[25 settembre 2014]

Intervenendo al vertice mondiale sul clima a New York, il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva ha detto che «Fronteggiare il cambiamento climatico è cruciale per garantire un futuro sostenibile per la popolazione mondiale in crescita e la sicurezza alimentare deve essere posta al centro di questo sforzo. Non possiamo definire sostenibile lo sviluppo quando la fame ancora impedisce a oltre 800 milioni di persone di condurre una vita dignitosa».

Infatti, il recente rapporto The State of Food Insecurity in the World 2014,  presentato pochi giorni fa dalla stessa Fao insieme a Ifad e Wfp, evidenzia che «sebbene il numero di persone che soffrono di fame cronica sia diminuito di 100 milioni nell’ultimo decennio, oggi ancora ben 805 milioni di persone non hanno da mangiare a sufficienza regolarmente» e da Silva ha ricordato che «Mentre in passato gli sforzi per nutrire la popolazione mondiale si sono basati sull’impulso della produzione agricola per produrre più cibo, le sfide di oggi – tra cui il cambiamento climatico – richiedono un nuovo approccio. Dobbiamo creare sistemi alimentari più sostenibili – sistemi alimentari che producano di più, con minor danno per l’ambiente – sistemi alimentari che promuovano un consumo sostenibile, perché oggi tra un terzo e la metà di quanto produciamo viene sprecato o perso».

Lo scandalo inaccettabile è che centinaia di milioni di persone soffrono ancora la fame e muoiono di inedia e malattie da denutrizione  nonostante il pianeta produca cibo a sufficienza per sfamare l’intera umanità.

Il direttore generale dellla Fao ha sottolineato dalla tribuna del summit Onu: «Produrre abbastanza cibo per tutti è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per la sicurezza alimentare. Le persone non soffrono la fame perché il cibo non è disponibile, ma perché non vi hanno accesso. Il cambiamento climatico ha un impatto diretto sia sulla produzione agricola che sulla possibilità delle persone di accedere al cibo e non esiste una soluzione univoca per far fronte a queste sfide».

La Fao «approva gli impegni presi per contrastare il cambiamento climatico e può sostenerli come parte dei suoi progetti di capacity-building nei singoli Paesi ha detto da Silva – Siamo pronti a lavorare con voi per contrastare con successo l’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare. Questo è un passo necessario verso il mondo libero dalla fame e il futuro sostenibile che vogliamo».

Poi il capo della Fao ha parlato delle possibli soluzioni: «Ci sono molti modi per far fronte al cambiamento climatico e garantire una sicurezza alimentare sostenibile. Dobbiamo lasciare tutte le porte aperte per favorire l’adattamento necessario ad affrontare il cambiamento climatico e assicurare cibo per tutti nel prossimo futuro. Un approccio importante  è quello noto come “climate-smart agriculture, ovvero modificare le pratiche agricole per renderle più adattabili e resilienti alle pressioni ambientali, riducendo al tempo stesso il loro impatto sull’ambiente».

Graziano da Silva si è detto entusiasta della nuova Global Alliance for Climate-Smart Agriculture lanciata proprio al Climate Summit Onu, la vasta coalizione di stakeholder, compresi governi, agricoltori, produttori, trasformatori e rivenditori di cibo; organizzazioni scientifiche ed accademiche; Ong; agenzie multilaterali e internazionali e settore privato. «L’Alleanza – assicurano alla Fao – lavorerà insieme per promuovere una crescita sostenibile ed equa sia della produttività agricola che dei redditi; aumentare la capacità di resilienza dei sistemi alimentari e dei mezzi di sostentamento agricoli; ottenere riduzioni o addirittura l’eliminazione di emissioni di gas serra in agricoltura».

Secondo da Silva anche “l’agro-ecologia” rappresenta un approccio promettente per condurre la produzione alimentare su di una strada più sostenibile: «Questo approccio usa la teoria ecologica per studiare e gestire i sistemi agricoli in modo da renderli al tempo stesso più produttivi e più capaci di economizzare le risorse naturali».

La scorsa settimana, la Fao ha ospitato a Roma l’International Symposium on Agroecology for Food Security and Nutrition ed i partecipanti a meeting avevano auspicato «un’iniziativa ampia in ambito Onu sull’agro-ecologia per aiutare a promuovere in maniera sostenibile la produzione alimentare, affrontare il cambiamento climatico e stimolare la capacità di resilienza».

Da Silva ha concluso il suo intervento al Climate Summit ricordando ai leader mondiali che «Ci sono molte strade verso la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile. I governi devono scegliere le soluzioni che rispondono meglio ai loro bisogni specifici».