#ControVerso, «all’Onu difende il clima, a casa il petrolio»

Clima, Greenpeace contro Renzi

[25 settembre 2014]

L’intervento del premier Renzi al Climate Summit Onu di New York è piaciuto ad Ermete Realacci,  presidente della Commissione ambiente della camera, che ha detto: «Renzi all’Onu lega la lotta ai mutamenti climatici alla risposta alla crisi e al futuro della nostra società. E’ questa la strada: innovazione, qualità, green economy. L’Italia deve essere protagonista nella sfida del clima».

Anche la responsabile Ambiente della segreteria del PD, Chiara Braga, aveva apprezzato l’intervento di Renzi: «Il 20 agosto è stato l’Earth Overshoot Day, data in cui l’umanità ha esaurito il suo budget ecologico annuale; stiamo vivendo oltre il limite e a debito con le generazioni future. I cambiamenti climatici ne sono la prova più evidente e portano con sé costi enormi, ambientali ed economici. La sfida del nostro tempo è quella di non lasciare un debito ecologico insostenibile a chi verrà dopo di noi; l’ambiente è il valore più grande che possiamo lasciare alle generazioni future. Nel vertice Onu sul clima il Presidente Renzi ha ricordato che combattere i mutamenti climatici è anche il modo per creare una nuova economia a misura d’uomo, per uscire dalla crisi; lo dimostrano i milioni di posti di lavori creati e che si potranno creare nell’economia verde. L’Italia e l’Europa non faranno mancare il loro impegno, a partire dalle parole forti e chiare pronunciate dal Presidente Renzi sulla necessità di raggiungere un accordo globale e vincolante sul clima in occasione della Conferenza a Parigi nel 2015».

Il commento del ministro dell’ambiente era stato addirittura entusiastico (e forse un filino datato le sulla contrapposizione vincoli-gren economy…) «Sul clima sta prevalendo finalmente, anche grazie all’impegno italiano ed europeo, la concretezza – aveva detto  Gian Luca Galletti, a margine dei lavori del summit Onu – Bisogna intervenire, spendere, mettere i meno ricchi in condizione di svilupparsi: anche in campo internazionale dalla politica dei vincoli si sta passando a quella degli incentivi per l’economia verde. L’Italia sarà in prima fila, come ribadito oggi dal presidente Renzi, per rafforzare questa linea in vista di Lima e dell’intesa globale da raggiungere a Parigi nel 2015».

Ma Greenpeace non la pensa proprio come Realacci, Braga e Galletti e attacca il premier mutuando da un suo noto slogan e trasformandolo in #ControVerso: «Al summit di New York Renzi ha fatto grandi discorsi sulla necessità di avere accordi vincolanti sul clima e sulla green economy, ma sono solo parole: “a casa” il governo promuove una svolta fossile e penalizza le rinnovabili. La sua retorica è smentita dai fatti!»

Per l’associazione «Multinazionali energetiche e governi ci raccontano che carbone, petrolio, gas e nucleare sono necessari e sicuri, ma la verità è una sola: provocano guerre, inquinamento, malattie e una moltitudine di costi per i cittadini. Basta, è giunto il momento di voltare le spalle alle fonti fossili! Come cittadini è nostro diritto e dovere chiedere per l’Italia e l’Europa un futuro pulito e sicuro».

Per  ambientalisti l’atteggiamento del presidente del Consiglio  è #ControVerso e sottolineano: «Noi vogliamo un futuro diverso: aiutaci a spegnere le trivelle offshore, e ad accendere una luce sulle rinnovabili.  Unisciti a noi, firma la Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili: esistono energie che sono rinnovabili, efficienti, accessibili a tutti e senza effetti collaterali per l’uomo e l’ambiente».

Infatti Greenpeace ha lanciato “Non è un Paese per Fossili”, una Dichiarazione d’indipendenza energetica dalle fonti fossili nella quale si legge: «Noi cittadini liberi in Europa, con questa petizione globale, nel nome e per l’autorità degli abitanti presenti e futuri del Pianeta, dichiariamo: 1. che le fonti energetiche sono, e per diritto devono essere, pulite, rinnovabili, diffuse e a disposizione di tutti; che esse devono altresì essere libere da carbonio (CO2) e da impatti sull’ambiente e la salute; 2. che il petrolio rischia di distruggere luoghi unici come il Mediterraneo e l’Artico, che lo shale gas è portatore di pericoli e non di benefici per i cittadini, che il carbone è causa di morti e disastri ambientali; 3. che ogni legame tra produzione di energia ed estrazione di combustibili fossili deve essere progressivamente ridotto, e le nuovi fonti, in quanto libere e indipendenti, devono essere privilegiate, con massima attenzione per l’energia proveniente in maniera naturale da sole, vento, acqua, mare, calore del suolo; 4. che l’efficienza energetica può ridurre in modo significativo, in tempi brevi e con vantaggi economici, la richiesta di energia e che dunque è da perseguire in ogni campo.

E in appoggio a questa dichiarazione, con l’obiettivo di proteggere questo Pianeta dai cambiamenti climatici per le generazioni presenti e future, chiediamo ai nostri politici di trovare accordi globali per la salvaguardia del clima e di fare in modo che l’energia europea venga per il 45% da fonti rinnovabili e pulite entro il 2030. Facciamo capire ai politici e alle aziende che non possono giocare con il nostro futuro e che l’energia verde è l’unica che vogliamo».

Per firmare la petizione:

http://www.greenpeace.org/italy/non-fossilizziamoci/?fb26#petition