Clima, il Gran Paradiso si sta sciogliendo: il ghiacciaio di Money arretra di 52 metri

[19 novembre 2015]

ghiacciaio di Money

I risultati dell’ultima campagna di monitoraggio portata avanti dal Corpo di sorveglianza del Parco nazionale Gran Paradiso insieme agli operatori del Comitato glaciologico italiano sono l’amara testimonianza dell’agonia cui sono sottoposti i ghiacciai italiani a causa del riscaldamento globale. Complice l’estate appena passata, che si è rivelata tra le più calde degli ultimi due secoli, tutti i ghiacciai del Gran Paradiso controllati sono arretrati, e i ritiri frontali sono stati a volte eccezionali.

Il valore massimo è stato registrato al ghiacciaio di Money, in Valle di Cogne, che è arretrato di 52 metri ed è diminuito di  spessore. L’innevamento residuo, ovvero la copertura nevosa che rimane sul ghiacciaio al termine della stagione di ablazione, è scarso e a volte completamente assente, venendo a mancare la linfa vitale per l’esistenza del ghiacciaio stesso.

Significativo è il caso del ghiacciaio del Grand Etret, il cui bilancio di massa, parametro che esprime meglio di altri lo stato di salute di un ghiacciaio, relativo al periodo 2014-2015, è risultato negativo con una perdita di quasi due metri di equivalente in acqua. Dal 1999 ad oggi il ghiacciaio ha perso più di 16 metri di spessore.

«Da anni seguiamo con attenzione i ghiacciai presenti nel Parco ed il loro arretramento, da porre in relazione al riscaldamento globale di questi ultimi lustri. Queste attività – spiega direttore del Parco, Michele Ottino – sono utili per monitorare i cambiamenti climatici e comprenderne le cause e sono possibili grazie all’insostituibile lavoro sul campo e di elaborazione dei guardaparco».

I dati raccolti, purtroppo, dimostrano un intenso regresso glaciale che sta portando alla forte riduzione o estinzione dei ghiacciai di minori dimensioni presenti nell’area protetta, con la divisione di alcuni di quelli maggiori e una rapida trasformazione del paesaggio dell’alta montagna.