Clima, la Toscana chiude un inverno all’insegna della siccità: pioggia a -20% e poca neve

La temperatura invece è risultata «complessivamente in media», ma il 2018 resta il terzo anno più caldo dal 1955, con un’anomalia di +1,0°C

[21 Marzo 2019]

Con l’equinozio di primavera l’inverno ci ha ufficialmente salutati, lasciando però in eredità molte meno riserve idriche del normale. Secondo i dati elaborati dal Lamma – il consorzio pubblico nato tra la Regione Toscana e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) – per la Toscana questo è stato infatti un inverno «meno piovoso del normale: complessivamente, circa 20% di pioggia in meno sulla Toscana con zone nelle quali è piovuto decisamente meno del normale».

Oltre alle piogge sono state scarse «anche le nevicate in Appennino, dove è nevicato circa la metà rispetto all’anno precedente (circa 150 cm per esempio al Passo dell’Abetone contro i poco più di 300 cm del 2017-2018)».

Si tratta di un contesto comune a larga parte d’Italia. Nonostante qualche sporadica pioggia, per l’Associazione nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (Anbi) resta infatti alta la preoccupazione per le riserve idriche anche nel Nord del Paese, storicamente più lontano da questo tipo di problema, mentre si profila adesso l’ipotesi di una crisi idrica: i laghi lombardi ad esempio sono accomunati da un evidente deficit nel livello idrometrico (Maggiore: -51%, Como: -65%, Iseo: -50%, Idro: -10%), causato dalla scarsità di precipitazioni che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno e vicina ai minimi del periodo.

Per quanto riguarda invece le anomalie legate alla temperatura, il Lamma testimonia che l’inverno toscano è risultato «complessivamente in media»: analizzando i dati registrati dalle stazioni meteorologiche sinottiche di Firenze, Arezzo, Grosseto e Pisa, la temperatura media è stata infatti di «circa 0.1 °C superiore ai valori attesi del periodo 1981-2010». Un dato comunque che non può certo rassicurare sul fronte dei cambiamenti climatici: in Toscana «il 2018 è stato il terzo anno più caldo dal 1955, con un’anomalia di temperatura media, rispetto al periodo 1981-2010, di +1,0°C». E se non è record assoluto poco ci manca, dato che a precedere sul podio il 2018 ci sono solo anni «impercettibilmente più caldi» come il 2003 e il 2014, quando l’anomalia era di +1,1°C.

L. A.