Clima, le tappe Ue per applicare l’accordo di Parigi. Greenpeace: non rispettate gli impegni

[3 marzo 2016]

Ue Greenpeace Parigi

Secondo Greenpeace, la Commissione europea non rispetta la sua promessa di presentare obiettivi climatici dell’Unione europea in linea con l’accordo sul clima di Parigi.

Ieri la Commissione Ue aveva presentato una valutazione degli impegni che comporterà per l’Unione europea l’applicazione del nuovo accordo mondiali sul clima adottato alla COP21 Unfccc 2015 di Parigi. Un documento che fa il punto sulle prossime tappe del processo e delle modalità e di messa in opera dell’Accordo di Parigi nell’Ue e che è accompagnato da una proposta di firma dell’Accordo  da parte dell’Unione europea.

Greenpeace EU Unit sottolinea che «In un documento pubblicato oggi, la Commissione ha omesso di raccomandare una revisione del 2030 carbon target dell’UE alla luce dell’obiettivo di Parigi per limitare l’aumento della temperatura globale di 1,5° C. L’obiettivo dell’Ue di ridurre le emissioni di carbonio del 40%  cento (rispetto ai livelli del 1990) si basa sull’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura a 2° C. L’accordo di Parigi richiede alle parti dell’accordo di aggiornare gli obiettivi esistenti “per il 2020 […] e successivamente ogni cinque anni”».

Le principali conclusioni del documento sembrano in effetti più un riassunto delle posizioni di principio e una roadmap burocratico/politica che impegni concreti e gli ambientalisti hanno buon gioco a ricordare che Parlando alla fine dei negoziati a Parigi nel dicembre 2015, il commissario europeo ai cambiamenti climatici commissario, Arias Cañete, h aveva detto: «Ora, ciò che è stato promesso deve essere mantenuto».

Greenpeace dice che nel documento  sulla convenzione di Parigi, che verrà discusso domani a Bruxelles dia ministri dell’ambiente dell’Ue, «la Commissione ha anche rinviato ogni discussione di fissare nuovi obiettivi climatici (oltre il 2030) fino al 2023. Pur riconoscendo la necessità di una maggiore ambizione, la Commissione vuole aspettare fino a ben dopo la pubblicazione del prossimo rapporto delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel 2018. Ma il rapporto del panel Onu sui cambiamenti climatici  conferma invariabilmente che gli attuali obiettivi dell’Ue sono troppo bassi per scongiurare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici».

Secondo Bram Claeys, responsabile politiche climatiche di Greenpeace EU, rincara la dose: «La Commissione deve smetterla di far finta che Parigi non sia avvenuto.  Ha la responsabilità di intensificare azione per il clima in modo da riflettere l’accordo di Parigi nella prossima legislazione in materia di fonti rinnovabili e di efficienza energetica. La gente non fidarsi l’Ue se continua a giocare a tira e molla con il riscaldamento globale e ritarda passaggio dell’Europa  al 100% di energia rinnovabile».