Clima, l’emisfero nord è più caldo e piovoso. Perché? Lo spiegano le correnti oceaniche

Insieme a inquinamento e global waring ci portano lentamente al "The Day After Tomorrow"

[22 ottobre 2013]

Nello studio Contribution of ocean overturning circulation to tropical rainfall peak in the Northern Hemisphere, pubblicato su Nature Geoscience, un team di ricercatori statunitensi, spagnoli e sudcoreani spiega che «Le precipitazioni nei tropici sono in gran parte concentrate in una stretta fascia zonale vicino all’equatore, conosciuta come la zona di convergenza intertropicale. In media, sostanzialmente, la pioggia cade più a nord dell’equatore. Questa asimmetria emisferica della pioggia tropicale è stata attribuita alle asimmetrie emisferiche nella temperatura dell’oceano indotte dalle masse tropicali. Tuttavia, anche l’overturning circulation dell’oceano meridionale ridistribuisce energia, portando a nord il calore attraverso l’equatore».

I ricercatori hanno utilizzato le osservazioni satellitari del Clouds and Earth’s Radiant Energy System (Ceres)  della Nasa per fare un bilancio energetico della Terra e rianalisi atmosferiche e simulazioni dei modelli climatici globali per studiare la pioggia tropicale all’interno di un quadro energetico globale. A conclusione degli studi affermano: «Abbiamo dimostrato che l’overturning circulation meridionale contribuisce in modo significativo all’asimmetria emisferica nella pioggia tropicale trasportando calore dall’emisfero meridionale  all’emisfero settentrionale e spingendo così la pioggia tropicale nella fascia nord. Questo spostamento verso nord delle precipitazioni tropicali  dio vede nelle simulazioni di modelli climatici globali quando viene incluso il trasporto di calore dell’oceano, indipendentemente dal fatto che sono presenti o meno i continenti. Se in futuro la forza della overturning circulation meridionale si riducesse a causa del global warming,come è stato suggerito, precipitazioni nei tropici potrebbero cambiare, con potenziali conseguenze sociali».

Basta in effetti una rapida occhiata al mappamondo per vedere che le piogge tropicali cadono più nell’emisfero settentrionale: nell’Atollo di Palmyra, 6 gradi a nord, in un anno piove 4 volte di più che in un punto alla stessa distanza a sud dell’Equatore. Gli scienziati hanno a lungo creduto che questo fosse un “capriccio” della geometria del nostro pianeta:  i bacini oceanici hanno un’inclinazione in diagonale, mentre la rotazione   del pianeta spinge le fasce pluviali tropicali a nord dell’equatore, ma il nuovo studio dimostra che questo modello nasce dalle correnti oceaniche provenienti dai Poli, a migliaia di Km di distanza dall’Equatore. Lo studio evidenzia che le acque gelide influenzano piogge stagionali e sono cruciali essenziali per l’agricoltura in regioni a forte insicurezza alimentare, come il Sahel in Africa e l’India meridionale.

La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation, dalla National Aeronautic and Space Administration, dalla National Oceanic and Atmospheric Administration e dal Department of Defense Usa, insieme alla Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology.  Il principale autore,  Dargan Frieson dell’università di Washington, spiega che «In generale, i luoghi più caldi sono più umidi perché l’aria calda sale e l’umidità precipita. Piove più nell’emisfero settentrionale perché è più caldo. La domanda è: cosa rende l’emisfero settentrionale più caldo? E abbiamo scoperto che è la circolazione oceanica».

Frieson ed i suoi colleghi, dopo aver esaminato tutti i dati, hanno dimostrato il ruolo centrale della ti dagli autori per mostrare il ruolo chiave della huge conveyor-belt current, che si inabissa vicino la Groenlandia, viaggia lungo il fondo dell’oceano fino all’ Antartide, e poi riemerge e scorre verso nord. L’eliminazione di questa corrente sposta le fasce pluviali tropicali a sud.

I ricercatori spiegano che «La ragione è che, mentre  l’acqua si sposta a nord nel corso di molti decenni si riscalda gradualmente, portando a circa 400 trilioni (che è a quattro con dopo 14 zeri) di  watt di energia  attraverso l’Equatore».

Per molti anni, i bacini oceanici “Obliqui” sono stati la spiegazione accettata per l’asimmetria delle precipitazioni tropicali, ma Frierson fa notare che «Allo stesso tempo, un sacco di gente non credeva davvero che  fosse una spiegazione perché è una specie di un argomento complicato. Per una funzione così importante di solito c’è una spiegazione più semplice».

Le possibili conseguenze delle correnti oceaniche sono state reso famoso nel 2004 dal film  “The Day After Tomorrow”, nel quale un rovesciamento della circolazione congelava New York. Ma non ci sarà nessun arresto improvviso come in quel film catastrofico, ma un graduale rallentamento che, come ha detto anche il recente rapporto Ipcc,  «Molto probabilmente» avverrà entro il 2100  e che  potrebbe spostare le piogge tropicali a sud, come, secondo lo studio internazionale, sarebbe già avvenuto in passato.

Il rallentamento delle correnti è previsto in quanto l’aumento della pioggia e dell’acqua dolce nel Nord Atlantico dovuta allo scioglimento dei ghiacci antartici, potrebbero rendere l’acqua meno densa e meno incline a sprofondare. «Questo è in realtà solo un’altra parte di un grande, crescente corpo di evidenze che è emerso negli ultimi 10 o 15 ann,i che dimostrano l’importanza delle alte latitudini per le altre parti del mondo»,  sottolinea Frierson. Il lavoro del suo team in sostanza dimostra come il mutato equilibrio della temperatura tra gli emisferi influisce sulle piogge tropicali. In un altro studio (Anthropogenic sulfate aerosol and the southward shift of tropical precipitation in the late 20th century) pubblicato a luglio da Geophysical Research Letters, Frierson ed i suoi  collaboratori hanno esaminato come l’inquinamento prodotto dalla rivoluzione industriale abbia bloccato la luce solare nell’emisfero settentrionale negli anni ‘70 e ’80, spostando già le piogge tropicali a sud. Il climatologo dell’università di Washington conclude: «Un sacco di cambiamenti nel recente passato sono stati causati dall’inquinamento atmosferico. Il futuro dipenderà dall’inquinamento atmosferico e dal global warming, così come dal cambiamento della circolazione oceanica. Il che rende la pioggia tropicale particolarmente difficile da prevedere».