Realacci: «È l’Europa che ci piace. Ora politiche lungimiranti e coerenti in Italia»

Clima, ratifica Ue dell’Accordo di Parigi. Legambiente: «Bene Europa, Italia perde occasione»

Frassoni: gli obiettivi europei per rinnovabili ed efficienza energetica non sono sufficienti

[4 ottobre 2016]

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Dopo il voto di ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima da Parte del Parlamento europeo, la presidente di Legambiente, Rossella Muroni sottolinea: «Finalmente, seppur in ritardo, il Parlamento Europeo ha ratificato oggi l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Stessa cosa non si può dire per l’Italia, che di certo ha perso una grande occasione per dimostrare un ruolo di leadership nell’azione climatica dato che non ha ancora ratificato l’accordo. Inoltre il nostro Paese non ha ancora detto ne spiegato come e cosa intende fare per tradurre in azioni gli impegni assunti a Parigi, un aspetto che ci preoccupa molto. Per questo in vista della prossima Cop22, che si si terrà ai primi di novembre a Marrakech, l’Italia abbia il coraggio di dare un segnale forte e di cambiamento dimostrando di essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Al Governo Renzi chiediamo di dotarsi di piani di decarbonizzazione, di una nuova Strategia Energetica Nazionale e di sostenere veramente la conversione verso un’economia low carbon. Il Piano Nazionale Industriale 4.0 e la legge di bilancio 2017 sono, in questo senso, due grandi occasioni da non perdere per accelerare la decarbonizzazione dell’economia e puntare sul pieno sviluppo delle energie pulite, sull’innovazione tecnologica e la bioeconomia.  Una grande sfida per il rilancio economico dell’Italia e per il conseguimento degli accordi sul clima che il nostro Paese non deve perdere».

Per Sergio Andreis, direttore operativo di Kyoto Club, il voto di oggi del Parlamento europeo «Il voto di oggi dell’europarlamento dà gioia ed è un segno di speranza anche rispetto alla crisi dell’Unione europea. Adesso occorre agire perché non c’è tempo da perdere. Invitiamo il Governo a tenere conto dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi già con la prossima Legge di stabilità, che dovrebbe contenere proposte ambiziose, utili anche per la crescita del sistema Paese, a sostegno delle energie rinnovabili e la sostituzione dei combustibili fossili, per l’efficienza energetica, l’economia circolare e la mobilità sostenibile. Oltre che per il recupero dei ritardi negli impegni italiani per il Green Climate Fund».

La co-presidente del  Partito Verde europeo, Monica Frassoni, commenta così il voto all’Europarlamento: «Giusto in tempo per il Cop22 di Marrakech, e dopo un tentativo confuso di tenere insieme l’Italia e la Polonia all’ultimo minuto, il Parlamento europeo ha finalmente approvato la ratifica dell’accordo di Parigi per l’Unione europea con una maggioranza schiacciante: 610 voti a favore, 38 contrari e 31 astenuti. Che si sia deciso di proseguire anche senza le lungaggini delle ratifiche nazionali, permettendo finalmente che l’accordo di Parigi entri in vigore, è un’ottima notizia. Lo è ancora di più dopo lo spettacolo desolante di divisione tra i membri di una Unione che era stata alla testa del Cop21 dello scorso anno.  L’Unione europea si è finalmente mossa, dopo aver arrancato dietro Cina e Stati Uniti, dimostrando ancora una volta che è possibile decidere bene e con velocità. Dopo la ratifica, l’esecuzione non deve tardare troppo. L’Ue adesso deve agire di conseguenza: ci aspettiamo che la Commissione mostri la stessa ambizione e determinazione nel proporre un ambizioso pacchetto sull’unione energetica prima della fine dell’anno, in linea con l’impegno appena ratificato di perseguire l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale a 1.5˚C. Gli obiettivi che abbiamo ora per le fonti di energia rinnovabili e per l’efficienza energetica non sono affatto sufficienti».

Su Facebook anche il presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci si dichiara soddisfatto ma anche lui non nasconde il rammarico per la “lentezza” dell’Ue e dell’Italia: «L’Europa che ratifica l’Accordo di Parigi sul Clima è l’Europa che ci piace. Avremmo preferito che questo passo avvenisse prima della ratifica da parte di Stati Uniti e Cina, visto il ruolo che abbiamo svolto da Kyoto in poi. Ora servono politiche lungimiranti, ambiziose e coerenti: in Italia a partire dalla Legge di Bilancio. Politiche che rafforzano anche la competitività della nostra economia».