Climate Summit Onu, Ban Ki-moon: «Il cambiamento è nell’aria»

[24 settembre 2014]

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon sembra molto soddisfatto per come è andato il Climate Summit che ha convocato ieri a New York e si è congratulato per le molte iniziative annunciate da governi, imprese ed Ong per contrastare immediatamente il cambiamento climatico e che riguardano finanza, agricoltura, foreste e la battaglia locale per ridurre le emissioni di gas serra e rafforzare la resilienza climatica.

«Il cambiamento è nell’aria – ha detto Ban Ki-moon –  Il summit sul clima ha mostrato un approccio mondiale completamente nuovo di fronte ai cambiamenti climatici. Le misure annunciate dai governi, dalle imprese, dal mondo della finanza e dalla società civile dimostrano che numerose partnership sono pronte ad affrontare insieme le sfide del cambiamento climatico».

Infatti, oltre all’accordo sulle foreste di cui parliamo in altre pagine di greenreport.it, una ventina di governi e 30 organizzazioni e companies hanno annunciato la loro adesione alla Global Agricultural Alliance per il clima ed un’agricoltura intelligente.

I Sindaci di più di 2.000 città del mondo hanno firmato un patto con il quale si impegnano a tagliare, entro il 2020, le emissioni di gas serra per 454 mégatonnellate di CO2 equivalente.

Altre iniziative sono state annunciate nei settori della finanza, dell’industria, delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della resilienza dei trasporti.

Per Ban «E’ stata una giornata fantastica,  una giornata storica. Mai prima d’ora così tanti leader si sono uniti per impegnarsi ad agire sul cambiamento climatico. Il summit ha deliberato. I leader hanno ribadito la volontà di limitare l’aumento della temperatura globale a meno di 2 gradi Celsius, riducendo le emissioni. E molti, da tutte le regioni ed a  tutti i livelli di sviluppo economico,  hanno proposto  un picco delle emissioni di gas serra entro il 2020, riducendo decisamente le emissioni in seguito, e la neutralità climatica nella seconda metà di questo secolo».

Per quanto riguarda lo spinoso tema dei finanziamenti, il segretario Generale ha detto che »Le fonti pubbliche e private hanno mostrato la via da seguire per mobilitare le risorse necessarie. I leader hanno espresso un forte sostegno al l Green Climate Fund e ad oggi un totale di 2,3 miliardi dollari è stato impegnato per la  capitalizzazione iniziale del Fondo, ed altri contributi verranno impegnati da novembre 2014. Una nuova coalizione di governi, business, finanza, banche multilaterali per lo  sviluppo e leader della società civile hanno annunciato il loro impegno a mobilitare 200 miliardi di dollari per il finanziamento dello sviluppo low-carbon e climate-resilient ed hanno annunciato l’emissione di  20 miliardi di dollari “Green Bonds” e che raddoppieranno il mercato a 50 miliardi di dollari entro il 2015, l’anno prossimo».

Per quanto riguarda i prezzi del carbonio, «Uno dei più potenti strumenti disponibili per ridurre le emissioni e generare sviluppo e crescita sostenibile-  ha detto Ban Ki-moon  – Molti leader  di governo e del business sostengono l’dea di mettere un prezzo al carbonio attraverso vari strumenti», per questo ha chiesto «maggiori sforzi per eliminare le sovvenzioni ai combustibili fossili». Circa 30 companies avevano appena annunciato l’adesione al Caring for Climate Business Leadership Criteria on Carbon Pricing.

Ban ha fatto notare che il vertice si è occupato di come rafforzare la resilienza, sia climatica che finanziaria ed ha sottolineato: «è un investimento intelligente ed essenziale. Le esigenze di adattamento sono in crescita, in particolare per i Paesi meno sviluppati e per i  piccoli Stati insulari in via di sviluppo, che sono più a rischio e necessitano di un maggiore supporto internazionale».

Poi il s capo dell’Onu ha evidenziato  che «Si stanno formando nuove coalizioni per soddisfare l’intera portata della sfida climatica. I leader dell’industria del petrolio e del gas, insieme ai  governi nazionali ed alle organizzazioni della società civile, ha preso l’impegno storico di identificare e ridurre le emissioni di metano entro il 2020. Un nuovo Compact of Mayors,  in rappresentanza di 200 città con una popolazione complessiva di 400 milioni di persone, ha promesso nuovi impegni per ridurre le emissioni annuali tra il 12,4 e il 16,4%».

Guardando al futuro, Ban Ki-moon ha esortato i partecipanti al Climate Summit a «mantenere lo spirito di compromesso e di impegno che ha caratterizzato il summit. Dobbiamo realizzare ed espandere tutti gli impegni e le iniziative portate avanti oggi».

Ban ha concluso ricordando che la comunità internazionale deve fare insieme l’ultimo tratto di strada che la porterà da Lima e Parigi, le due Conferenze delle parti dell’UN Framework Convention on Climate Change del dicembre 2014 e del 2015, ed ha concluso: « Se guardiamo indietro,  vediamo oggi come il giorno in cui abbiamo deciso,  come  famiglia umana, di mettere ordine in casa nostra per renderla più vivibile per le generazioni future. Il summit  di oggi ha dimostrato che siamo in grado di raccogliere la sfida climatica».