Cnr: contro i gas serra membrane ultrapermeabili

L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici è una delle principali motivazioni della ricerca

[8 agosto 2017]

Secondo lo studio “Polymer Ultrapermeability from the inefficient packing of 2D chains’ in ‘Nature Materials’-‘2D shape-induced ultraporous membranes”, pubblicato su Nature Materials da un team che comprende ricercatori dell’Istituto per la tecnologia delle membrane del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza (Itm-Cnr) e delle università di Edimburgo, Pennsylvania, è possibile una delle soluzioni più promettenti per risolvere il problema dei gas serra è quella di «Sviluppare nuove membrane per separare la CO2 presente a livello atmosferico» e ci hanno provato e ci sono riusciti.

Uno degli autori dello studio, Alessio Fuoco dell’Itm-Cnr,  spiega che «Le membrane sono state preparate con nuovi materiali polimerici porosi, aventi una particolare struttura bidimensionale che garantisce un’elevata microporosità a livello molecolare, che può essere considerata come un micro-labirinto che permette un passaggio più veloce delle molecole piccole rispetto a quelle più grandi, o delle più solubili rispetto a quelle meno solubili. L’elevata microporosità, combinata con la rigidità, permette a questi materiali di offrire combinazioni uniche di permeabilità e selettività, che oltrepassano l’attuale stato dei materiali usati in membrane commerciali».

La ricerca sulla permeabilità delle membrane altamente permeabili per abbattere i gas serra, finanziata dalla Commissione europea nell’ambito del progetto M4CO23, contribuisce allo sviluppo di processi produttivi con ridotto impatto ambientale.

Al Cnr sottolineano che «Molti processi industriali fanno già uso di membrane, per esempio per la produzione di acqua potabile da acqua salina o di ossigeno puro dall’aria, nonché in processi medicali quali la dialisi». Il leader del team di ricerca, John Jansen dell’Itm-Cnr, conclude: «La scienza e ingegneria delle membrane è un campo in continuo sviluppo, in cui l’Itm-Cnr ha un’ampia esperienza a livello internazionale. La difficoltà principale è trovare materiali che garantiscano un’elevata produttività, cioè permeabilità, e allo stesso tempo un’alta selettività ed efficienza della separazione: questo è particolarmente rilevante per la separazione di miscele gassose ed è l’ambito sul quale stiamo lavorando da diversi anni. Tra gli argomenti sui quali stiamo maggiormente orientando la nostra ricerca ci sono l’abbattimento dei gas serra e la produzione di energia pulita, come il biogas. L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici è una delle principali motivazioni della nostra ricerca».