CO2, le emissioni Usa al livello più basso dal 1994. In calo anche con un Pil a +2,8%

Merito dell’efficienza energetica, delle rinnovabili e del gas al posto del carbone

[22 ottobre 2013]

Nel 2012 le emissioni di CO2 negli Usa sono diminuite del 3,8%, e questo significa che hanno raggiunto il  loro livello più basso dal 1994 e oltre il 12% in meno del picco record del 2007, l’anno prima dell’inizio della crisi economico-finanziaria ancora in corso.

Dal 1990, il calo del 2012 è il più sostenuto dopo quello segnato nel 2009, l’anno della recessione Usa. Negli Stati Uniti le missioni di anidride carbonica legate all’energia sono diminuite in 5 degli ultimi 7 anni. E’ quanto emerge dall’ultimo Energy Review dell’Energy Information Administration Usa (Eia), che evidenzia come, nonostante la crescita economica, nel 2012 ci sia stato anche  un forte calo dell’intensità energetica per ogni dollaro di prodotto interno lordo: «Anche se il Pil è aumentato del 2,8% nel 2012 , il consumo di energia è sceso del 2,4%  cento (2,4 miliardi di Btu- British thermal unit) nello stesso anno. Il risultato è stato un calo del 5,1% del consumo di energia per dollaro di Pil e questo significa che le emissioni sono state inferiori di circa 282 milioni di tonnellate di CO2 (Mmcto2). Il calo dell’intensità di carbonio ha ridotto le emissioni di circa il 75 Mmtco2. Con la crescita della popolazione di circa lo 0,7%, la produzione pro capite è aumentata di circa il 2% nel 2012. Il calo delle emissioni è stato il più grande in un anno con una crescita positiva del prodotto pro capite e l’unico anno che ha mostrato un declino con una produzione pro capite che è aumentata del 2% o più. Tuttavia, le emissioni sarebbero aumentate di circa il 143 Mmtco2 se le intensità dell’energia e del carbonio non fossero diminuiti ai tassi che hanno realizzato».

La metà del calo complessivo di consumi di energia viene dal settore residenziale (il 5,7 %), grazie ad un primo trimestre del 2012 molto caldo, con consumi per il riscaldamento che sono stati di circa il 19% al di sotto della norma decennale e del 22% al di sotto di 2011. La minore domanda di combustibile per il riscaldamento si è riflesso nelle emissioni residenziali, che sono diminuite durante la prima parte dell’anno e, con l’eccezione del 2009 (relativamente fresco d’estate), sono rimasti al di sotto degli ultimi anni per la maggior parte dei mesi.

Anche il consumo di energia elettrica delle abitazioni nel 2012 è stato inferiore rispetto al 2011, ed  anche questo ha contribuito a ridurre le emissioni. Al calo del 3,4% dei consumi delle case si deve aggiungere il 4,8% in meno di perdite dal  sistema elettrico, il che implica un aumento di efficienza nella generazione, trasmissione e distribuzione di energia di oltre l’1%. Le emissioni di CO2 delle case americane sono in calo dal 2007 ed ormai sono al disotto dei livelli del 1990.

Forte anche il declino delle emissioni nei trasporti, con ben il 22% in meno di consumo di energia grazie alla maggiore efficienza energetica di auto ed altri veicoli immessi sul mercato. Ormai le emissioni dei trasporti Usa sono sotto il dato del 2007

La produzione di energia elettrica è una fonte importante di emissioni, quindi l’’aumento dell’utilizzo del gas  al posto delle centrali a carbone ha sostanzialmente ridotto l’intensità di carbonio delle produzione di energia elettrica. Il rapporto Eia sottolinea inoltre che «Mentre vi è stato un aumento della produzione di energia eolica, la produzione di energia idroelettrica è diminuita dal 2011 di oltre due volte l’aumento di produzione dell’energia eolica. Nonostante il calo complessivo della fonte idroelettrica, l’intensità di carbonio della produzione di energia è sceso ancora del 3,5%, dovuto in gran parte all’aumento della quota di produzione di gas rispetto alla generazione di elettricità a carbone».

Da 2007, soprattutto, negli Usa sono cambiati alcuni fattori chiave che influenzano le emissioni di CO2, compreso l’espandersi della molto controversa tecnologia del fracking: «La produzione pro capite è diminuita nel 2008 e nel 2009 – spiega l’ Energy Review Eia – L’intensità di carbonio della fornitura di energia è diminuita dell’1% o più in 4 degli ultimi 5 anni, mentre negli anni precedenti dal 2000 in poi, era aumentata o solo leggermente diminuita. L’utilizzo del gas naturale per la generazione di energia elettrica in impianti a ciclo combinato ad alta efficienza e gli aumenti della produzione di energia rinnovabile, soprattutto l’eolico, hanno contribuito a questo declino».