CO2 record a marzo: raggiunte le 400 parti per milione a livello globale (FOTOGALLERY)

Noaa: la stabilizzazione delle emissioni non basta ad evitare il cambiamento climatico

[7 maggio 2015]

Gli scienziati del Global Greenhouse Gas Reference Network della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) Usa hanno annunciato che « Per la prima volta da quando abbiamo iniziato il monitoraggio globale dell’anidride carbonica in atmosfera globale, la concentrazione media globale mensile di questo gas serra ha superato 400 parti per milione nel marzo 2015».

Pieter Tans, scienziato di punta del Global Greenhouse Gas Reference Network Noaa confermala CO2 record a marzo: «Era  solo una questione di tempo che si arrivasse alla media di 400 parti per milione a livello globale. La prima volta abbiamo segnalato le 400 ppm quando tutti i nostri siti artici hanno raggiunto tale valore nella primavera del 2012. Nel 2013 è arrivato il dato dell’Osservatorio Mauna Loa della Noaa che era stata  superata  la soglia dei 400 ppm,. Raggiungere 400 ppm  di media globale è una tappa significativa. Questo sottolinea il fatto che gli esseri umani briciano combustibili fossili che hanno portato le concentrazioni di biossido di carbonio  a livello mondiale ad aumentare di più di 12 ppm rispetto all’epoca pre-industriale. La metà di questo aumento si è verificata dagli anni ’80 in poi».

Il 13 marzo l’International energy agency aveva detto che la crescita delle emissioni globali da combustibili fossili era in fase di stallo rispetto al marzo 2014, rimanendo allo stesso livello del  2013 ma alla Noaa fanno notare che «Tuttavia, la stabilizzazione del tasso di emissioni non è sufficiente ad vitare il cambiamento climatico. I dati NOAA mostrano che il tasso di crescita medio 2012-2014  della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è stato di 2,25 ppm all’anno, il più alto mai registrato nel corso di tre anni consecutivi».

La Noaa ed i suoi partner in tutto il mondo raccolgono ed elaborano i dati sui gas serra per comprendere meglio i trend del cambiamento climatico e fornire informazioni per aiutare i decisori affrontare le sfide che attendono il nostro pianeta. Per le concentrazioni atmosferiche di CO2 la Noaa si basa su campioni di aria raccolti ogni mese in 40 siti nel mondo, su ponti di navi da carico, sulle rive del isole remote e in altri luoghi del pianeta. Po i campioni vengono spediti ai laboratori del Earth System Research Laboratory Noaa di Bulder, in Colorado.

Ed Dlugokencky, lo scienziato Noaa che gestisce il global network, spiega: «Abbiamo scelto di prendere campioni in questi siti perché l’atmosfera in sé serve a mediare le concentrazioni di gas che subiscono gli effetti di forze antropiche e naturali. In questi siti remoti otteniamo una migliore media globale. Mi aspetto che la media globale resterà al di sopra dei 400 ppm  fino a maggio, il periodo in cui le concentrazioni di biossido di biossido di carbonio a livello mondiale  raggiungono il picco a causa dei cicli naturali, oltre al persistente aumento dei gas serra. La decomposizione della materia vegetale e gli organismi del suolo emettono anidride carbonica durante tutto l’anno, ma il periodo di dormienza della crescita delle piante consente alla traspirazione di anidride carbonica di essere dominante in questi mesi. I livelli del biossido di carbono calano quando le piante cominciano a fiorire, utilizzando l’anidride carbonica per la fotosintesi nella tarda primavera e in estate».

James Butler, direttore della Global Monitoring Division della Noaa, conclude: «E’ difficile invertire gli aumenti di gas serra, che stanno portando all’aumento delle temperature atmosferiche. L’Eliminazione di circa l’80% delle emissioni dei combustibili fossili potrebbe essenzialmente fermare l’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera, ma le concentrazioni di anidride carbonica non cominceranno a decrescere fino a quando non saranno fatte ulteriori riduzioni e poi potrebbero farlo solo lentamente».